ALICE BOMAN - Dream On

2020 (Play it again sam)
dream-pop

“Dream On” non è il classico esordio di una ragazza il cui sogno era diventare a tutti i costi una cantautrice. A onor del vero, Alice Boman quasi non concepiva di proporre al pubblico le sue prime composizioni, ma il caso ha voluto che la musicista incrociasse un produttore interessato a trasformarle in un progetto discografico. Con solo cinque tracce, l’Ep “Skisser” (2013) non solo ha incuriosito la critica, ma ha lasciato incredula la stessa autrice, per l’inatteso successo delle sue creazioni.

Dopo un altro Ep e sei anni di assenza discografica, la cantautrice svedese ritorna con maggior convinzione e consapevolezza, e grazie all’aiuto dell’esperto produttore Patrik Berger (Charli XCX, Robyn, Lana Del Rey) entra in punta di piedi nell’immenso panorama dream-pop al femminile. “Dream On” non sorprende né vuole smentire le attese: le angeliche e vellutate atmosfere dei due singoli che hanno preceduto l’album non vengono alterate, né nella sostanza né nell’estetica, anzi sono abilmente rimarcate nella prima traccia, “Wish We Had More Time”, dettando le coordinate di un disco che si fa apprezzare per senso della misura e garbatezza concettuale.

Il punto di forza di Alice Boman resta la voce, sottile e malinconica, sensuale e sognante, nei momenti migliori evoca sia Hope Sandoval che Lana Del Rey, centrando la perfezione nella splendida ballata in stile anni 50, sottolineata da un pregevole suono vintage d’organo,“The More I Cry”, brano che è croce e delizia di un album che nell’incedere ipnotico e solenne trova il proprio fascino ma anche un ingombrante limite creativo. Consapevole di non aver ancora uno stile di scrittura consolidato e maturo, Boman affida gran parte del patrimonio espressivo a un elegante e istintivo dosaggio degli elementi sonori.

Semplicità e coerenza graziano tutto l’album: “Dream On” seduce l’ascoltatore con atmosfere lunari, dissolvenze in silenzio e refrain minimali ed evanescenti, incrementando lievemente il ritmo e l’uso dei synth a metà percorso con “Don’t Forget About Me”, abbandonandosi alla semplicità del dream-pop in “Everybody Hurts” e osando leggermente nella più cupa e fatata “Who Knows” o nella lussuosa “Hold On”, che David Lynch non disdegnerebbe per un sequel cinematografico di “Twin Peaks”.

Piccoli segnali di evoluzione arrivano nel trittico che chiude l’album: Alice Boman apre le porte all’elettronica in stile Air nel fulgido finale di “This Is Where It Ends”, mostra le prime trame più complesse ed elaborate nell’orientaleggiante “It’s Ok, It’s Alright”, fino a mettere a nudo tutta la propria fragilità nella conclusiva ballata acustica “Mississippi”, un brano concentrato sulla voce tremula e spoglia dell’autrice, che resta la vera forza di un disco non facile da amare, ma la cui autenticità espressiva non è assolutamente in dubbio.

16/04/2020

Tracklist

  1. 1. Wish We Had More Time
  2. 2. Heart On Fire
  3. 3. The More I Cry
  4. 4. Who Knows
  5. 5. Don't Forget About Me
  6. 6. Everybody Hurts
  7. 7. Hold On
  8. 8. It's OK, It's Alright
  9. 9. This Is Where It Ends
  10. 10. Mississippi

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