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Versions

2020 (Dangervisit / PIAS) | elettronica, ambient-pop

Gli Archive sono ormai in pista da molti anni e la loro proposta artistica si è da subito mostrata in modo estremamente eclettico, caratteristica che ne ha poi contraddistinto tutta la successiva produzione. Trip-hop, elettronica in tutti le sue sfumature, post-rock, indie-pop e addirittura progressive rock sono solo alcune delle chiavi di lettura che la band di Bristol ha utilizzato già dagli esordi, datati 1994. Non sempre i colpi sono andati a bersaglio pieno, ma è indiscutibile che si sia sempre trattato di opere degne di nota e di spessore superiore alla media.

L'ampia e diversificata discografia prodotta lascia spazio a innumerevoli interpretazioni. Vantare un numero considerevole di brani pubblicati, spalmati su molti anni di attività, porta frequentemente l'artista a sentire la necessità di riprendere il lavoro compiuto e riproporlo in una veste diversa. Con "Versions" anche gli Archive hanno deciso di dare un nuovo aspetto ad alcune delle loro composizioni più significative. Per commemorare i primi venticinque anni di attività e dopo la pubblicazione di un compendio che ne tracciava la summa definitiva (il cofanetto "25", datato 2019), Darius Keeler e Danny Griffits si sono spinti nella profonda e sempre rischiosa revisione di vecchi successi e di alcuni inediti che erano stati inseriti nel box celebrativo dell'anno precedente.

I pezzi sono completamente svestiti dei sontuosi orpelli sonori originali e figurano, con la massima riduzione possibile, denudati e mostrati al pubblico senza le sovrastrutture che ne avevano caratterizzato le versioni ufficiali. "Lights", estratta dall'omonimo album del 2006, e l'intensità oldfieldiana di "Again", ripresa da "You All Look The Same To Me" del 2001, sono esemplari in tal senso.
Gli eccessi e le venature traboccanti delle official version sono letteralmente scomparsi, per lasciare spazio a suoni sferici, eteree e dilatate note di pianoforte e superfici di remoti sintetizzatori o chitarre che esaltano la voce solista di turno. Il singolo "Nothing Else", antico e intimo estratto dall'eccellente esordio "Londinium" del 1996, valorizza lo splendido timbro di Holly Martin e - come affermato dallo stesso Keeler - esprime al meglio il fil rouge del lavoro, riproducendo nel modo più consono, ma inedito, la ricercatezza che ha sempre contraddistinto il repertorio degli Archive, fondata in questi esempi su suoni epici e orchestrali.
La minimale e sussurrata tessitura di "Bright Lights", ritagliata su ancestrali tocchi di pianoforte e organo in uno stile posto tra i Portishead e Mark Hollis, la poco più complessa revisione di "Kid Corner" (da "Restriction" del 2015), l'angelica contrapposizione del poderoso e malvagio cavallo di battaglia "Fuck U" o il sincopato vigore di "Erase" sono esperimenti che primeggiano per brillantezza, esaltando l'eleganza delle melodie.

Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. Se da un lato molte rivisitazioni proposte hanno portato alla luce alcuni interessanti aspetti melodici eclissati negli arrangiamenti originali, in tracce come "Pills" si perde quell'intensità sintetica che aveva convinto nella variante edita su "Controlling Crowds - Part IV" del 2009, mentre "Remains Of Nothing", inedito inserito nella raccolta "25", con la brillante partecipazione dei Band Of Skulls, smarrisce la particolare e intrigante miscela crossover. "End Of Our Days", infine, non appare molto diversa dalla profondità già gradita su "Restriction" del 2015.

La selezione di brani che compone "Versions" si plasma in un collage ambientale autonomo, sviluppando un'attraente dinamica immersa in una quiete che sembra sempre (invano) sull'orlo di una brusca interruzione.
Pur snaturando quasi completamente le proprie eterogenee caratteristiche, gli Archive hanno ampliato con una nuova pagina l'infinita odissea del loro acrobatico repertorio.

(09/09/2020)

  • Tracklist
  1. Lights (version)
  2. Kid Corner (version)
  3. Bright Lights (version)
  4. Fuck U (version)
  5. Erase (version)
  6. Again (version)
  7. Pills (version)
  8. Nothing Else (version)
  9. Remains Of Nothing (version)
  10. End Of Our Days (version)


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