Cristiano Godano

Mi ero perso il cuore

2020 (autoprodotto) | songwriter

Non è la prima volta che Cristiano Godano decide di affrontare il mondo privo della bella e sinuosa Marlene. Da anni, nei ritagli liberi da impegni, porta a spasso per la penisola un one man show durante il quale si intrattiene lungamente a dialogare con il pubblico, presentando versioni a spina staccata del proprio repertorio. Uno spettacolo intimo e raccolto, pensato per essere consumato come se si stesse nel salotto di casa di un vecchio amico, distante dai clamori di tanto rock urlato e fracassone. Qualche tempo fa condivise una serie di date anche con l’amico GianCarlo Onorato, traendo poi il disco dal vivo, “Ex Live”. Dopo queste esperienze, i tempi sono stati considerati maturi per lanciarsi nella composizione del proprio esordio solista, a 26 anni di distanza dalla deflagrazione indottta da “Catartica”.

Nessuna adunata caciarona: per questa occasione Godano ha radunato attorno a sé soltanto pochi e selezionatissimi musicisti, alcuni dei quali già con lui in passato, come Gianni Maroccolo, oppure stimati colleghi come i due ex-Ustmamò, Luca Rossi e Simone Filippi (già visti in tour al fianco di Giovanni Lindo Ferretti), e il Maestro Enrico Gabrielli, a colorare gli arrangiamenti con flauti, sax e violini. Il risultato è un disco che, se da un lato riprende il filo dei melodici e riflessivi Marlene di mezzo, epoca “Senza peso”-“Bianco sporco”-“Uno”, dall’altro punta a esplorare sentieri che con maggiore difficoltà sarebbero stati percorribili con il resto della band d'origine.

Un progetto “americano”, ma questa volta non è l’America metropolitana e scartavetrata dei Sonic Youth, bensì quella delle vaste praterie, con tanto di slide che risuonano dal fondo della stanza e l’inclusione di visioni e paesaggi che richiamano suggestioni country, specie in “Com’è possibile” e “Ma il cuore batte”. Un disco per gran parte “sottovoce”, oserei dire – passatemi il termine - “elegante”, con la batteria non di rado “spazzolata” e i toni mai troppo invadenti. Una sorta di “audiolibro musicato”, una raccolta di poesie scritte selezionando parole mai banali, sulle quali Cristiano ha cucito con fare artigiano un vestito sonoro, e dalle quali emerge, forte, una poetica a tratti già nota, ma al contempo alla ricerca di soluzioni inedite.

Programmatico di questo nuovo corso è l’instant classic scelto in maniera azzeccata per anticipare l’intero lavoro, la delicatissima “Ti voglio dire”, con la sua progressione di accordi non priva di sorprese armoniche, una canzone che Cristiano aveva già provato con Riccardo Tesio e Luca Bergia, prima di riporla nel cassetto per destinarla a un’occasione successiva. “Ho bisogno di te” era invece stata inizialmente pensata per un duetto, e risulta arricchita, oltre che dal pianoforte di Vittorio Cosma, dai contributi vocali di Valentina Santini e Alice Frigerio, che intervengono anche in altri frangenti dell’album. Ai suoni dei primi Marlene guardano “Il lamento del depresso”, con urla finali a sottolineare il tema del brano, e il reading frenetico di “Panico”, con tanto di deriva free jazz, altro territorio mai frequentato in passato dal musicista piemontese.

Cristiano si racconta (ben due canzoni sono incentrate sul non sempre agile rapporto padre-figlio, già trattato nella canzone che portò Marlene sul palco del Festival di Sanremo), scandendo ogni singola parola, come forse non aveva mai fatto prima d’ora, rappresentando lo sforzo di volersi far capire, in quanto consapevole di avere temi importanti da approfondire. E lo fa senza schermi protettivi, nudo, senza una band a fornirgli protezione. Un artista che appare rasserenato, pacificato, pronto a presentare il disco come “un modo intenso e delicato di concepire la canzone”, esattamente ciò che riesce a far trasparire dalle 13 tracce messe in sequenza, più una bonus track, di nuovo dal tratto “marleniano”, “Per sempre mi avrai”, riservata alla sola edizione in vinile. Il coraggio di correre da solo ha pagato, con un disco, fra l’altro non breve, che ne esalta le doti di scrittura, ponendolo finalmente anche fra i migliori cantautori di casa nostra.

(02/07/2020)

  • Tracklist
  1. La mia vincita
  2. Sei sempre qui con me
  3. Ti voglio dire
  4. Com’è possibile
  5. Lamento del depresso
  6. Ciò che sarò io
  7. Ho bisogno di te
  8. Dietro le parole
  9. Padre e figlio
  10. Figlio e padre
  11. Panico
  12. Nella natura
  13. Ma il cuore batte
  14. Per sempre mi avrai (bonus track)




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