Deerhoof

Future Teenage Cave Artists

2020 (Joyful Noise) | indie-rock, psych-pop

Quindicesimo album “in studio” per i veterani più matti della scena indie americana, i Deerhoof, una band che può permettersi tutto. Una prolifica carriera avviata a metà anni 90 sotto l’egida dell’etichetta Kill the Rock Stars di Olympia, che abbiamo celebrato con la band lo scorso anno a Le Guess Who? in una spassosissima rivisitazione di uno dei loro album più significativi, “Friend Opportunity” (2007, Kill The Rock Stars).
Nello spirito di totale libertà espressiva e psichedelica della California dalla quale provengono, il quartetto di San Francisco non produce solo canzoni ma album particolarmente complessi sul piano compositivo e concettuale. Nella loro musica infatti si incontrano indie-pop e math-rock, garage e funky, in un flusso di scrittura progressive, il cui risultato è assolutamente godurioso.

Così anche “Future Teenage Cave Artists” è una gioia per le orecchie, un flusso mutante e frammentato di generi, riff, fraseggi e citazioni – che a volte paiono incepparsi – il tutto realizzato con particolare leggerezza e ironia (“O Ye Saddle Babes”).
L’album di apre col brano omonimo del titolo del disco, in cui risulta particolarmente riuscita la miscela tra psichedelia e pop. Da qui si avvia una corsa senza pause dentro un labirinto colorato a tinte 60 e 70 dove perdersi, tra fasi estatiche (“The Loved One”, “Fraction Anthem”) in cui i suoni progressivamente si deformano (“Reduced Guilt”), picchi dal sapore acido (“New Orphean Asylum For Spirited Deerchildren”) e sferzate elettriche (“Zazeet”, “Farewell Symphony”). Summa di queste spinte eccentriche è il prefinale di “Damaged Eyes Squinting Into the Beautiful Overhot Sun”, che ci conduce all'inaspettata quiete malinconica di “I Call on Thee”, una sonata di pianoforte in stile neoclassico.

Così, con questo magma sonoro caotico, esaltante e inquieto, registrato anche con un semplice laptop, i Deerhoof disegnano la musica del futuro che ci aspetta, in cui è insita, quasi come se fosse un sottotesto, una nostalgia per ciò che è perduto – anche in musica – da vivere, ma che non deve scoraggiare.

(30/07/2020)

  • Tracklist
  1. Future Teenage Cave Artists
  2. Sympathy for the Baby Boo
  3. The Loved One
  4. O Ye Saddle Babes
  5. New Orphan Asylum for Spirited Deerchildren
  6. Zazeet
  7. Fraction Anthem
  8. "Farewell" Symphony
  9. Reduced Guilt
  10. Damaged Eyes Squinting into the Beautiful Overhot Sun
  11. I Call on Thee
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