Germanò

Piramidi

2020 (Universal, Bomba Dischi) | elettronica-pop, indie-pop

Matteo è uno, ma nessuno in particolare. Nella prima canzone del suo nuovo "Piramidi" Germanò - all'anagrafe Alex D'Andrea - non delinea i contorni di un soggetto soltanto; c'è un Matteo nella prima strofa e un altro nella seconda, un Matteo che "dice a Giulia una bugia" e uno che è andato in televisione ad agitare una bandiera tricolore, forse dopo essersi bevuto un Mojito al Papeete di Milano Marittima. Divertimenti alla Rino Gaetano, come li ha definiti lo stesso cantautore.

Di Matteo, a dirla tutta, ce n'è uno anche dietro al vetro, di cognome fa Cantaluppi e di professione il produttore. Il suo impatto su "Piramidi" è palmare e visti i suoi precedenti (ex multis Thegiornalisti, Ex-Otago, Fast Animals And Slow Kids, Bugo) era difficile aspettarsi il contrario. Il produttore piemontese ha contribuito non poco alla metamorfosi di Germanò, che dal suo promettente debutto, "Per cercare il ritmo", ha trovato il groove giusto nel riflesso incondizionato dei piedi quando danzano a ritmo di musica. Da subito, infatti, "Matteo non c'è" e "Friends Forever" - due dei singoli estratti dall'album - rivelano una decisa inclinazione alla musica disco e al pop elettronico, che talvolta, come nel midtempo di "Gluten Free", si impasta con liriche indie-pop in stile Calcutta ("Ho passato un'altra notte sveglio a guardare programmi, telenovelas spagnole e a pensare che se continuo così a mangiare male forse il mio fegato muore").

Se "Enchanté" profuma di Daft Punk, Junior Boys e Alan Sorrenti, "Ça va" ricorda Venditti e rende omaggio a una tradizione romana che - nonostante il titolo sia un evidente omaggio a "Sfinge" di Enzo Carella - nel debutto era molto più presente, con gli echi di Califano, dello stesso Carella e dei Tiromancino che si aggiravano come spettri tra le pareti musicali del disco.

Rispetto al primo album, Germanò sembra aver assunto una distanza di sicurezza dalle proprie storie. Rimane l'urgenza di raccontarle, di viverle ancora una volta nel suono e nel canto, ma stavolta arretrando di un passo e vestendo più volentieri i panni del narratore esterno. "Macao" è addirittura una canzone arrangiata da Germanò in cui il destinatario è lo stesso Germanò, peraltro tutto fuorché un riempitivo o uno sterile esercizio di stile, semmai un inserto elettronico carico di tensione e di autentica quotidianità. "Alex, come stai? Tutto bene?", chiede Elena con tono affettuoso. "Macao" è proprio questo, la cara amica milanese che si contorce teneramente nel vano tentativo di sciogliere i nodi del discernimento più banale e tenero che ci sia: stasera che si fa?

"Piramidi" è un album che arriva presto, ma si consuma lentamente ed è merito di un suono sfaccettato e curato che assume le sembianze di un linguaggio ulteriore che viaggia su un binario parallelo a quello verbale. Ci si può focalizzare indistintamente sull'uno o sull'altro, difficilmente si rimarrebbe delusi. A volte i due idiomi si mescolano addirittura, come quando Battiato oltre a fare capolino tra le pieghe del suono, si palesa pure nei testi, segnatamente nel ricorso a certe similitudini e a talune popolari espressioni anglofone ("La tua pelle è una bottiglia, i tuoi occhi una falena, le tue tette un belzebù che mi fa cucù"; "com'è che i tuoi occhi blu sono montagne and forever i love you?").

È bravo, Germanò, pulito, artisticamente cortese e nel contempo accattivante. Talvolta nella scrittura cavalca un talento su cui vorremmo galoppasse con più costanza, non soltanto negli intermittenti picchi di ispirazione. Di tempo, per fortuna, ce n'è ancora un po'. Il secondo album è il più difficile o almeno così dicono: forse una sacrosanta verità, più probabilmente un luogo comune. Di certo c'è che "Piramidi" ha confermato quanto di buono era emerso nel disco di debutto, esprimendosi per di più con un suono maggiormente godibile e appagante. La terza uscita ci dirà se Alex merita non solo quella notorietà che già oggi gli spetta e che non gli è stata concessa, ma persino qualcosa in più.

(04/06/2020)



  • Tracklist
  1. Matteo non c'è
  2. Gluten free
  3. Enchantè
  4. Stasera esco
  5. Macao
  6. Friends Forever
  7. Dov'è che mi fa male
  8. Ça va?
  9. Ti sorprenderebbe
  10. Piramidi




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