Paolo Spaccamonti & Daniele Brusaschetto

Burnout II

2020 (Toten Schwanz) | experimental, post-rock, industrial

A poco più di un anno dalla pubblicazione del suo quarto lavoro solista, Paolo Spaccamonti torna a battere la via del fertile connubio artistico che negli anni lo ha visto affiancato ad autori del calibro di Jochen Arbeit, Damo Suzuki, Stefano Pilia e Julia Kent. Tocca adesso ancora una volta a Daniele Brusaschetto incrociare l’itinerario sonoro del chitarrista torinese per dare forma, a sei anni di distanza dal primo capitolo, a una nuova, cinematica sonorizzazione alimentata da suggestioni legate alla sindrome da burnout.

Scandita dal succedersi di quattro tracciati, differenti per atmosfera e durata, questa nuova collaborazione tra i due musicisti, fedele per formato e tiratura al capitolo precedente, sviluppa una lineare narrazione che vede alternarsi ipnotiche e dilatate progressioni ritmiche dalla consistenza profondamente materica e atmosferici intermezzi armonici fatti di fraseggi essenziali, componenti che rispecchiano peculiari attitudini capaci di amalgamarsi alla perfezione. Un indissolubile tono cupo e una marcata inclinazione cinematografica fungono da perfetto collante per tenere insieme i taglienti echi industriali delle ossessive trame ritmiche che innervano l’incedere di “Gocce” e “Al Jourgensen” (dichiarato omaggio al leader di una delle band simbolo di un certo suono) con le placide derive oniriche di “Balliamo Ancora” e “Spore”.

È un andare a velocità e densità mutevoli, incalzante e granitico quando a guadagnare la scena è lo sguardo algido ed apocalittico di Brusaschetto, obliquo e lisergico quando a guidare è il chitarrismo visionario di Spaccamonti. Un flusso oscuro e introverso che si snoda tra le pieghe di una inquietudine profonda e priva di definitive aperture.

(14/12/2020)

  • Tracklist
  1. Gocce
  2. Balliamo ancora
  3. Al Jourgensen
  4. Spore
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