Taylor Swift

Evermore

2020 (Republic) | songwriter, folk-pop

Non è facile essere una superstar sin da quando sei un'adolescente, mantenere scadenze e pianificare ogni tua mossa futura, senza subire grossissimi cali di popolarità. Quando ti trovi ad avere tra le mani la libertà necessaria a non dover progettare la tua vita per gli anni a venire, finisce che l'esperienza possa rivelarsi più inebriante del previsto. E che perdersi ancor più profondamente nella foresta possa essere la decisione migliore da prendere. Album fratello di quel "Folklore" che solo pochi mesi fa restituiva un'immagine più matura, riflessiva della musicista (e che con esso condivide anche lo stralcio di ogni strategia promozionale), "Evermore" ne raccoglie il messaggio e lo mette al servizio di un nuovo copioso ciclo di canzoni, che a partire dalla stessa matrice realizzativa e dallo stesso nucleo di collaborazioni concepisce una sequenza di racconti dal tono ancor più vivido e affilato. Guai insomma a ritenere l'album la raccolta di B-side del precedente: per la sua natura sonora e per il carattere lirico, il progetto potrebbe giustamente risentirsene.

Ben più libero e curioso nelle scelte di arrangiamento, il disco rinuncia a gran parte delle sovrastrutture elettroniche che avevano trovato terreno fertile nei brani di "Folklore", per sposare senza alcuna remora una dimensione più calda, umana, profondamente folk, che la produzione di Aaron Dessner riesce a far brillare anche nei momenti più divergenti. In questo tono più intimo, possibilmente ancor più confidenziale, le narrazioni dell'autrice, tese a scavare ulteriormente nelle pieghe di un romanticismo doloroso, di amori spezzati, di relazioni tormentate, vivono di una brillantezza nuova, costruiscono la più interessante collezione mai compilata da Swift, qui pienamente in controllo della propria penna. Una penna che già da "Willow", singolo pienamente inserito nello spirito invernale ma lontano dalle connotazioni macchiettistiche di tanti progetti a carattere stagionale, introduce all'ascolto con un'agilità compositiva e una gestione melodica che affinano il processo di spoliazione dell'album precedente, innervandolo di un senso della tradizione che diventa piena personalizzazione.

Il country rientra dalla porta principale, ma con una maturità che ne avvicina l'operato a Lucinda Williams (del cui padre, il poeta Miller Williams, riprende spunti per le allusioni gotico/oniriche di "Ivy") e Dixie Chicks (una "No Body, No Crime" che si avvale delle rinate Haim per una delle storie più crude del suo canzoniere). E se tanti, troppi momenti della sua fase pop oltrepassavano il confine della stucchevolezza, nelle curiose vesti escogitate dai fratelli Dessner (qui con i National al gran completo nelle tristi confessioni di "Coney Island") la sua scrittura qui rivaleggia con i momenti migliori di "1989", tra una "Long Story Short" che trae il meglio dal batterismo serrato e dall'andirivieni di archi, e una "Closure" che spezza il taglio organico dell'album per un peculiare commento elettroacustico in 5/4, perfetto per il tono a cascata della linea vocale.

Giusto qualche ballata avrebbe potuto godere di maggiore nerbo, ma tra l'ambience folk di "Marjorie", dedicata alla nonna soprano, e le cadenze innevate della title track, qui realmente complimentate dalla presenza di Justin Vernon, c'è poco da recriminare anche su questo aspetto. Vivo nei suoi momenti più rievocativi, coinvolto nella sua ricca dimensione narrativa, "Evermore" è progetto che finalmente presenta l'autrice nella sua veste più intrigante e disinvolta, che chiude un binomio di peculiare alterità, ma proprio per questo in grado di gettare luci su una visione più libera, smarcata dalle pressioni della fama e del successo. Avanti così, con una simile determinazione.

(25/12/2020)

  • Tracklist
  1. Willow
  2. Champagne Problems
  3. Gold Rush
  4. 'Tis The Damn Season
  5. Tolerate It
  6. No Body, No Crime (ft. Haim)
  7. Happiness
  8. Dorothea
  9. Coney Island (ft. National)
  10. Ivy
  11. Cowboy Like Me
  12. Long Story Short
  13. Marjorie
  14. Closure
  15. Evermore (ft. Bon Iver)




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