JAMES YORKSTON - The Wide, Wide River

2021 (Domino)
alt-folk, chamber folk

La quasi ventennale carriera discografica di James Yorkston assume sempre di più le caratteristiche di una più complessa e variegata identità artistica. Con Bert Jansch e John Martyn nel cuore, il musicista scozzese ha evoluto il personale profilo di cantautore folk, attirando nel proprio microcosmo lirico le attenzioni di artisti diversi: da Rustin Man, produttore del terzo disco di Yorkston “The Year Of Leopard”, a Tindersticks e Lambchop, compagni di viaggio per alcuni tour, senza dimenticare la collaborazione con i Big Eyes Family Players per l’album “Folk Songs“, fino alla sacrale trilogia di esoterico etno-folk in compagnia di Jon Thorne e Suhail Yusuf Khan.

Da cantautore a compositore puro, il passo di James Yorkston è stato graduale ma sempre più palese: come Neil Hannon prestato alle sorti del pop d’autore, così lo scozzese continua a perfezionare uno stile di scrittura puro e versatile, una qualità narrativa che ha sviluppato anche come affermato romanziere.

“The Wide, Wide River” è una nuova frontiera per l’artista, un progetto che consolida l’amicizia di lunga data con il musicista svedese Karl-Jonas Winqvist. Un rapporto talmente autentico che James Yorkston ha accettato senza nessuna remora di suonare con musicisti a lui ignoti: Peter Morén di Peter, Bjorn & John, Cecilia Österholm, Emma Nordenstam e Ulrika Gyllenberg.

Nonostante il repertorio sia stato registrato nell’arco di soli tre giorni e senza alcun freno creativo, la Second Hand Orchestra regge perfettamente il ruolo di cesellatore delle emotivamente vulnerabili ed estroverse folk-song, regalando all’autore uno slancio che rende l’album una delle opere più immediate e accattivante della pur lunga carriera.

C’è perfino un briciolo di umorismo e di malizia in “Ella Mary Leather”, dove Yorkston si prende gioco dei collezionisti seriali di canti tradizionali, ed è sorprendente la resa sonora di “To Soothe Her Wee Bit Sorrows”, una ballata di sette minuti e trentaquattro secondi che ha la vellutata energia di “Fisherman’s Blues” dei Waterboys e l’intensità spirituale di “A Summertime In England” di Van Morrison.

Si inebria del calore degli archi, delle voci eteree e del bisbiglio del vento il tenero racconto fanciullesco di “Struggle”, ed è pura ascesi creativa l’interazione tra voci femminili, strumenti e il verseggiare svogliato di Yorkston che anima “A Very Old-Fashioned Blues”, un’altra di quelle pagine folk che il musicista dissemina nei suoi album, costruendo un ponte tra tradizione e innovazione.

Strappa inoltre un sorriso il modo in cui il musicista si arrende al piacere fugace chamber-folk-pop della naif “Choices, Like Wide Rivers”; sorprende e affascina l’affiatamento strumentale che regala un altro piccolo gioiellino di modern-folk, la irrequieta ballata “There Is No Upside”, a metà strada tra il Bob Dylan di “Desire” e i Belle And Sebastian di “Mothermilk”.

Ad esser sinceri “The Wide, Wide River” va ben oltre le attese. James offre alcune delle sue performance vocali più intense, fino a togliere il fiato nella quasi sinfonica progressione armonica di “A Droplet Forms”, ma è tutto l’album a essere permeato di una vitalità che trasforma il pur rigoroso minimalismo di Yorkston in una materia sonora più vicina al nobile mondo della musica classica.

L’estrema fragilità e potenza delle ultime struggenti note dell’album (“We Test The Beams”) cancella ogni dubbio: siamo di fronte a una delle menti più lucide della musica odierna e questo è solo un capitolo meraviglioso di una grande avventura chiamata musica.

15/02/2021

Tracklist

  1. 1. Ella Mary Leather
  2. 2. To Soothe Her Wee Bit Sorrows
  3. 3. Choices, Like Wide Rivers
  4. 4. Struggle
  5. 5. There Is No Upside
  6. 6. A Droplet Forms
  7. 7. A Very Old-Fashioned Blues
  8. 8. We Test The Beams

JAMES YORKSTON sul web