LHAM - Leaving Hardly A Mark

2021 (13)
dark-ambient

Lham è il nuovo progetto collaborativo di Giuseppe Verticchio (Nimh, Hall of Mirrors, Twist of Fate) con Bruno De Angelis (Mana Erg). E “Leaving Hardly A Mark” è il loro album di debutto. Undici brani che utilizzano una strumentazione rock per tracciare inesplorate rotte interstellari.
Le chitarre elettriche sono sempre le protagoniste negli affreschi disegnati dai due musicisti: sulla introduttiva “Access”, una sei corde squarcia il cielo come un aereo supersonico, prima di costruire un groove che lentamente rallenta il battito del cuore; passati tre minuti, le armonie inseguono sogni dreamwave e le chitarre cominciano ad arrampicarsi su sentieri elicoldali tra strati di nuvole senza fine.

“Rhesus Negative” parte come una preghiera pagana dei Dead Can Dance per poi esplodere in un mantra psichedelico che evoca i Popol Vuh. Un’idea appena accennata diventa una sinfonia nel tempo di un battito di una ciglia: “Hail On Mary” è il racconto in slow motion di una cascata di malinconia shoegaze che ferma il respiro in gola. Gli armonici prendono vita e lo spazio si riempie di riverberi accecanti.

“Beneath The Ice” è una distesa di suoni ancora una volta riverberati che lentamente diventa una placida meditazione sul tempo che scorre. Una bolla in cui rotola una melodia su se stessa, atterrando su strati di nuvole senza peso. Altrettanto evanescente l’atmosfera di “Quasi Stable”, dove le chitarre si sciolgono in un mare di arpeggi sognanti che ricordano le autostrade bagnate d’inverno di Henry Frayne.
Un disco da consumare.

26/01/2022

Tracklist

  1. Access
  2. Rhesus Negative
  3. Hail On Mary
  4. Martenot
  5. Ferar Dolom
  6. Beneath The Ice
  7. Quasi Stable
  8. Zdravilo
  9. Thalassa
  10. Fuente Alta
  11. Maha Nakhon

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