Nite Jewel

No Sun

2021 (Gloriette) | electro-prog-pop, noir-jazz

Un divorzio, dopo oltre un decennio di matrimonio. Una nuova vita scandita dalla solitudine, da dolorosi ricordi di abitudini ormai sepolte e da nottate passate sul divano di amici e conoscenti. L'ultimo spaccato di vita di Ramona Gonzalez è stato l'esatto opposto di quanto auspicava il luminoso "Real High". Eccola adesso, che si aggira come un'anima in pena tra i cocci rotti di quello che fu.
I can't describe anything that I want
I can't rely on my desire anymore
It went away in you
What am I supposed to do
Find a way to feel something again
Find a way again
Lunga quasi sette minuti di durata, la pulsazione al Moog di "Anymore" offre l'ossatura sulla quale l'autrice costruisce un raffinato gioco di cori, filtri metallici alla Laurie Anderson, oscillatori, partiture folktroniche reminescenti del primo Four Tet, intarsi africani e quella voce che lampeggia come la breve vita di una lucciola nelle notti estive. Minimalismo d'avanguardia e sopraffina ricerca timbrica al servizio di un cantautorato articolato e progressivo, ma dotato della leggerezza in carbonio del moderno r&b. In una parola: disarmante.
 
Complice un PhD in musicologia alla UCLA, focalizzato sul lamento femminile nella storia dell'arte, Nite Jewel ha concepito "No Sun" come il proprio filo di Arianna, lavorando spesso da sola e avvalendosi poi di qualche amico fidato per aggiungere tocchi di strumentazione acustica. Ne sarebbe potuto uscire fuori uno strazio alla "Vulnicura", ma l'arte di Ramona è notoriamente liquida anche nei momenti più cupi - "No Sun" ti stende, ma lo fa in maniera talmente sibillina che sulle prime manco te ne accorgi. Del resto, il chiaroscuro della gamma produttiva prescelta per adornare queste incisioni si riflette già nella foto di copertina; "No Sun" lamenta la mancanza di sole, eppure irrora il volto dell'autrice con un raggio arancio fuoco, distorcendone le ombre sul volto come fosse un ultimo, disperato sforzo di vita prima del tramonto.
 
Con Julia Holter a tessere lapilli al piano elettrico, "Show Me What You're Made Of" striscia nel labirinto come un lamento diretto al Minotauro. Assolutamente esemplare "No Escape", dove voce e organo tentano di arginare il rimuginare di una pulsazione industriale e lo sferragliare della batteria in modalità free, creando alta tensione con pochissimi accorgimenti.
Tutto questo non fa che rendere ancor più stranianti i momenti di luce; "Before I Go" permuta tutta l'amarezza dell'addio in un leggero brano per impalpabili partiture di Moog e beat ridotto all'osso. Dietro la squisita confettura synth-pop di "To Feel It", degna di una flautata Janet Jackson, la linea di basso inacidita accompagna il risveglio di una donna rimasta disperatamente sola - l'enfatico escamotage dello scarto armonico sull'ultimo ritornello rende il tutto ancor più metafisico. Di controparte, l'eterea ballata "This Time" offre un'interpretazione pertinentemente vibrante, salvo poi sfaldarsi sul finale in uno sfrigolante assolo di chitarra elettrica che fa da eco al tintinnio metallico del pungente timbro vocale di Ramona.
 
E proprio quando il lavoro sembra essersi assestato su questo raffinato gioco di chiaroscuro, Nite Jewel sfodera l'arma segreta: il jazz, di quello umbratile e fumoso. L'intermezzo strumentale "#14" si districa tra lounge per ambienti spiritati e un sassofono nel buio, striando con l'elettronica lievi armonie oblique sulla scia di eclettici colleghi quali Laurel Halo e Leon Vynehall. E poi c'è la splendida "When There Is No Sun", rifacimento di un pezzo di Sun Ra datato 1978, che in bocca a Ramona si fa vero e proprio manifesto del disco: ottoni e tastiere cosmiche si gonfiano come vele dirette verso il cielo nero, per una chiusura d'ascolto che sa farsi al contempo maestosa eppure desolata come un inverno post-atomico.
Sky is a sea of darkness
When there is no sun to light the way
Ci sono personalità più massimaliste e spiccatamente cantautoriali là fuori, quali la già citata Julia Holter, o anche Marissa Nadler, Joanna Newsom e ionnalee. E poi ci sono compositrici prossime alla ricerca e allo sviluppo del proprio strumento, come Caterina Barbieri, Kara-Lis Coverdale e Katie Gately: tutte acclamate artiste in grado di portare avanti una dialettica personale articolata e orgogliosamente all'avanguardia, che ben si confà ai circuiti del cantautorato per così dire "alto".
Nite Jewel, invece, trova sempre un modo per stemperare il melodramma e donare levità popular ai propri lavori. Ma è proprio in questa innata leggerezza che risiede l'unicità della sua proposta: la schiettezza di un lirismo mai scontato, la capacità di stendere canzoni complesse, l'innato buon gusto nel saperle vestire con l'abito adatto senza mai strafare.
Quinto soprendente album di studio di una carriera già alquanto eclettica, "No Sun" è il quieto trionfo dell'anno del quale nessuno si accorgerà. Il che forse è quasi meglio così, perché a trovarsi in sintonia con un disco come questo c'è da lasciarci il cuore.

(08/09/2021)

  • Tracklist
  1. Anymore
  2. Before I Go
  3. Show Me What You're Made Of
  4. To Feel It
  5. #14
  6. No Escape
  7. This Time
  8. When There Is No Sun


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