Vox Humana

Desperations For The Modern Era

2021 (Autoproduzione) | alt-rock, shoegaze

Poche note leggere rimbalzano prima che l'onda travolgente di "Mother", primo pezzo del disco, sommerga l'ascoltatore e le spiagge di Los Angeles, patria dei Vox Humana, quartetto californiano che si presenta con un debutto autoprodotto carico di energie vorticose. Immaginate un continuo rifrangersi di maree irrequiete che giungono alle vostre orecchie attraverso una psichedelia moderna e suoni che immediatamente riportano alla mente le chitarre squilibrate dei Bloc Party di inizio millennio messe al servizio di sfrenate corse elettriche che centrifugano shoegaze, alternative rock e post-punk e avrete servita la ricetta di base che i Vox Humana utilizzano per allestire il loro esordio.
Dagli abissi emerge poi la voce profonda del cantante Joseph Quezada, che mesta declama le disperazioni dell'era moderna già parzialmente disvelate attraverso la copertina sulla quale gli ideogrammi giapponesi recitano "The world has gone mad, there is no salvation, there is no future, there is no God, we are abandoned, we are alone, there is no redemption, only suffering".

Risulta chiaro come nichilismo e disperazione siano i temi attorno cui ruota il disco, la redenzione sembra non essere contemplata in una poetica che a tratti richiama il disincanto dei Cure della trilogia goth.
Il ritmo è frenetico, la batteria non cede mai un colpo, il basso guida il sound dei quattro verso l'oscurità con linee semplici e incalzanti mentre le chitarre si muovono quasi disordinate tra arpeggi di matrice DIIV e aperture degne di Soviet Soviet e Air Formation.
Se il trittico iniziale non concede tregua e si esalta soprattutto nelle sfasature di "Edith's Garden" il momento più riflessivo del disco arriva con la successiva "Mirai" che lascia spazio a rilassatezze più vicine al dream-pop e alle atmosfere più trasognate degli Slowdive.

"Dysphoria" riprende il filo lasciato in sospeso, mentre "Model Man" accelera ulteriormente, cambiando leggermente dinamiche con il suo riff di apertura, vicino a suonare come una versione più distorta di alcune cose dei primi Editors. "Illusions For Dogs", pur non apportando mutamenti al sound generale, è sicuramente uno dei pezzi più forti e coinvolgenti del lotto con la ritmica della prima parte del pezzo che risulta la più ballabile del disco. Accenni che lasciano presagire ulteriori future sperimentazioni si percepiscono nella conclusiva lunga "Reanimation", nella quale appare anche un fugace intermezzo acustico a rappresentare le minime speranze di salvezza del genere umano, forse un piccolo risveglio dagli incubi dei losangelini.

Questo primo capitolo dei Vox Humana è sicuramente un disco fresco ed energico con suoni interessanti studiati molto a fondo. Nonostante ciò, si può denunciare la mancanza di un minimo di varietà stilistica e l'assenza di qualche linea vocale più d'impatto che ne avrebbe ulteriormente alzato la resa. Il tutto comunque è bilanciato da una durata contenuta che ne sottolinea la coesione d'intenti. Dopo tutto la disperazione è un vortice che ci assorbe più velocemente di quanto crediamo. Chissà se nei prossimi capitoli della loro avventura i Vox Humana troveranno il modo di accompagnarci fuori dall'abisso che ci hanno mostrato.

(14/10/2021)

  • Tracklist
  1. Mother
  2. Perfect Blue
  3. Edith's Garden
  4. Mirai
  5. Dysphoria
  6. Model Man
  7. Illusions for Dogs
  8. Departure
  9. Reanimation
Vox Humana on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.