Anna von Hausswolff

Live At Montreaux Jazz Festival

2022 (Southern Lord) | neoclassical, darkwave, post-rock

Si è detto tanto su Anna von Hausswolff, ma di certo ciò che è sempre risultato impraticabile è incasellare la sua proposta musicale in imperi dalla chiara effige.
Nei cinque album in studio prodotti finora, la compositrice di Göteborg ha esibito la sua incredibile versatilità artistica spaziando, senza alcun segno di cedimento, dal minimalismo al post-rock, dal neoclassicismo all'art-pop.
L'incontro con le magiche vibrazioni emanate dall'organo a canne, avvenuto per la realizzazione del suo secondo album "Ceremony" (2012), ha aggiunto un mistico pathos agli oscuri scenari annunciati con l'album d'esordio, variante sulla quale la straordinaria polivalenza vocale della cantautrice svedese ha potuto, a questo punto, trasferire tutta la sua evocativa veemenza verso territori finora inesplorati.
Nel 2018 Anna era stata invitata a supportare Nick Cave & The Bad Seeds al prestigioso Montreux Jazz Festival, e insieme al suo allestimento cosiddetto rock, ha regalato agli attoniti astanti dell'Auditorium Stravinskij una batteria di brani estratti dagli album "The Miraculous" (2015) e soprattutto da quella pietra miliare rappresentata da "Dead Magic" (2018).

L'intensità pop dell'opener "The Truth, The Glow, The Fall" rischia di apparire ingannevole, ma il taglio esoterico che lo scorrere del brano va via via assumendo mette subito in chiaro i reali contesti sui quali si distenderà l'intera performance.
Il compito di eclissare definitivamente quell'effimero scintillio iniziale è assegnato a "Pomperipossa", superba nella sua potenza che assale, senza soluzione di continuità, sfilando dall'incanto alle tenebre più rovinose. Per questa rappresentazione Von Hausswolff raccoglie ed elabora alcuni stilemi sprigionati dalla ferocia disfunzionale di Diamanda Galás, con tonalità vocali che virano con costrutto dall'opera al gospel, fragranze - queste sì - ben note al raffinato pubblico storicamente assiepato sulle rive del Lago di Lemano. La trasposizione live del brano si lascia addirittura preferire alla già formidabile versione originale, un'energia intrinseca prestante, che fionda l'ascoltatore verso minacce ipnotiche, difficilmente riscontrabile tra i solchi di un disco da studio. Una situazione di trasporto che, di norma, dovrebbe essere il fulcro di ogni album dal vivo, ma che nella maggior parte dei casi si perde nei meandri del fissaggio su supporto.

Una delle chiavi che hanno permesso a questo ricco documento sonoro di preservare ogni sua minuziosa stilla di realismo è proprio da ricercare nei processi di missaggio, partiti dall'uso del famigerato Octatrack, l'innovativo campionatore governato dalla stessa musicista, capace di rivoluzionare drasticamente il concetto di campionamento.
Il ritmo tellurico di "The Mysterious Vanishing Of Electra" accompagna le cupe vampe della von Hausswolff, laddove il fervore viscerale è dipinto con striature à-la Swans (è arcinota la loro fitta collaborazione) ed è davvero suggestivo assaporare una reinvenzione del punitivo post-rock concepito da Micheal Gira e dalla sua longeva creatura.
Taglienti linee elettriche creano atmosfere drone (Chris, il padre di Anna, è un maestro della loro commistione con trame ambient) che introducono "Ugly & Vengeful", un emozionante itinerario verso un macabro incantesimo, che vede l'impetuosità della voce della bionda compositrice fendere la glaciale cacofonia ritmica articolata tra noise e sintetizzatori dal surrealismo più estremo.

In "Källans Återuppståndelse" è offerto un delizioso assaggio del lato minimalista di Anna, un pezzo, per quanto possibile, meno stratificato e perfettamente strutturato per regalare una corroborante tregua all'incisivo slancio originato finora. La sua voce si libra pura e il riverbero prodotto vola a riempire ogni angolo della sala con effetti a dir poco sbalorditivi.
Una boccata d'ossigeno necessaria prima di ripiombare nella sontuosa vastità della mini-suite "Come Wander With Me/ Deliverance", quindici minuti d'immersione in tonalità gotiche, che partono inizialmente come etereo inno, per poi tramutarsi in un uragano dark-progressive che trancia tutta la sua potenza distruttiva con un ruggito di chitarra che sembra raffigurare un'orda di draghi morenti, mentre burrasche di feedback strisciano sul frastuono creato dall'intera band in piena esaltazione estatica: il definitivo distacco dall'amalgama rimasta faticosamente fino a quel momento nei ranghi.

È notevole la capacità mostrata da Anna von Hausswolff nel costruire eventi live senza tempo. Essere stata in grado di proporre questi ideali nel corso del festival jazz più prestigioso al mondo la dice lunga non solo sul suo inesauribile estro, ma anche sul proverbiale coraggio con il quale si è accinta all'occasione. Questi sontuosi arrangiamenti mettono la cornice sul versante più ruvido del suo materiale, senza escludere gli allettanti scorci provenienti dagli svariati mondi toccati dalla sua creatività. Un documento straordinario, devastante, una perfetta istantanea scattata nel momento storico della definitiva consacrazione.

(20/01/2022)

  • Tracklist
  1. The Truth, The Glow, The Fall
  2. Pomperipossa
  3. The Mysterious Vanishing Of Electra
  4. Ugly And Vengeful
  5. Källans Återuppståndelse
  6. Come Wander With Me / Deliverance


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