CHRIS FORSYTH - Evolution Here We Come

2022 (No quarter)
avant-rock

Sono passati molti anni dalle funamboliche trasgressioni avantgarde e psych-rock dei Peeesseye, ma per Chris Forsyth il tempo della sperimentazione e dell’ecletticità stilistica non si è mai fermato. La parallela attività solista ha permesso al chitarrista americano di far evolvere il sacro binomio rock/chitarra verso nuove forme espressive, conciliando classicismo e innovazione.

Forte di una struttura sempre più organica e sfaccettata, Forsyth intercetta la potenza visionaria dei Television, la graffiante contaminazione etno-rock dei Talking Heads, guai però a cercare somiglianze concrete, e la fluidità del rock contemporaneo. Il risultato è una rinnovata forma di jam session, priva di onanismi tecnici e strettamente funzionale a una musica concettualmente sperimentale e fisicamente tangibile.

A dar man forte in questo nuovo capitolo discografico ci sono noti protagonisti della scena underground, Marshall Allen (Sun Ra Arkestra), Tom Malach (Garcia Peoples), Bill Nace, Douglas McCombs (Tortoise), Steve Wynn (Dream Syndicate) e Nick Millevoi, tutti perfettamente integrati nel mosaico dell’artista di Philadelphia.

L’album si apre con un brano, “Experimental & Professional”, che omaggia gli ZZ Top (il titolo è tratto dal brano “Beer Drinkers & Hell Raisers”): un tumultuoso incastro di possenti linee di basso, tempi ritmici dispari e sintetizzatori, che trova foce in un avvincente mix di post-rock e noise, dove furoreggia il suono delle due chitarre: Chris Forsyth e Tom Malach. Un’esuberante versione di “You’re Going To Need Somebody” di Richard Thompson e una frizzante e spensierata fuga nelle braccia del power-pop (“Heaven For A Few”), fanno da contraltare alle più elaborate e introspettive sonorità di “Long Beach Idyll” e al tono greve e robusto di “Band Moon Risen”.

Ma è nei 14 minuti di “Robot Energy Machine” che la musica di Chris Forsyth raggiunge una vibrante alchimia tra passato e presente, rasentando la tanto ricercata sintesi tra improvvisazione, strutture primigenie rock’n’roll, noise-folk, art-rock, contaminazione elettroniche e psichedelia, che è all’origine del titolo dell’album.

Con “Evolution Here We Come”, il chitarrista di Philadelphia mette insieme tanti tasselli della storia del rock made in America, dai Creedence ai Television, passando per i Rem e i Sonic Youth, lasciando spiragli a una lieve imprevedibilità che offre ulteriori sviluppi per il futuro.

11/09/2022

Tracklist

  1. 1. Experimental & Professional
  2. 2. Heaven For A Few
  3. 3. Band Moon Risen
  4. 4. You're Going To Need Somebody
  5. 5. Hey, Evolution
  6. 6. Long Beach Idyll
  7. 7. Robot Energy Machine

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