DJ Lag

Meeting With The King

2022 (Ice Drop) | gqom, amapiano

“Meeting With The King”, come a voler mettere sin dal titolo i puntini sulle I, ad affermare che sì, in tanti hanno contribuito a diffondere il verbo del gqom in giro per il mondo, ma prima di tutti loro Lwazi Asanda Gwala era già lì, a spargere i semi della futura rivoluzione dalla sua Durban, per conquistare uscita dopo uscita platee sempre più importanti. Dieci anni dopo le sue prime registrazioni carbonare, con i festival di tutto mondo ad averlo corteggiato e una certa Beyoncé Knowles ad averlo voluto per la colonna sonora de “Il re leone”, vede finalmente la luce il primo album completo di DJ Lag, esperienza che condensa in un lungo flusso di brani nascita e sviluppo di un genere, che restituisce al re la posizione che gli spetta, dotandola di nuovi eccitanti accorgimenti. Ottanta minuti che scorrono via con notevole facilità.

Certo, non di solo gqom vive l'album: per quanto ne costituisca l'ossatura principale e venga studiato con quell'ampiezza di tono e visione che fu propria della fondamentale compilation del 2016, tra i quindici brani serpeggiano nuovi stimoli, altre pulsioni, il frutto di un decennio di scambi e incontri che hanno indubbiamente lasciato la loro impronta.
Difficile non scorgere i molteplici spunti amapiano (ariosa e intricata fusione di house, jazz e lounge sviluppatasi a Johannesburg ed esplosa attorno al 2019) che costellano i momenti più diretti della raccolta, così come la natura pop di brani in cui il contributo vocale porta a un innegabile appeal mainstream. La cupezza industriale insita nel gqom trova qui insomma nuovi sfoghi, un'appetibilità che porta i già fantasiosi pattern timbrici del producer a scontrarsi con chiaroscuri più incisivi, un senso di levità che dà ancora più risalto alla sua possente conduzione.

In questo importante omaggio alla straordinaria vitalità delle scene dance del suo paese, all'eccitante futuro che questo fervore lascia intravedere, Gwala si circonda quasi esclusivamente di nomi locali, star e amici che danno pieno risalto alla ricchezza dello scenario. Un affare domestico, in sostanza, che DJ Lag coordina con grande abilità. Che sia l'impianto più sfumato, chill di un brano come “Destiny”, disegnato per le qualità soul di Amanda Black, al tocco più corale di “iKhehla”, passando per i bassi profondissimi di “Shululu” e lo studiatissimo ralenti di “Keep Going”, di suo quasi una sponda verso certe morbidezze deep, la mano di DJ Lag si distingue per chiarezza produttiva e grande coordinazione d'insieme, riportando a sé un florilegio ben diversificato di contributi ed esperienze. Se la folla acclamante il suo nome nell'omonimo brano di chiusura sta a indicare qualcosa, è che il re, dal suo trono, non sarà facilmente spodestato.

(16/05/2022)

  • Tracklist
  1. Thongo Lami (ft. Ndoni)
  2. Destiny (ft. Amanda Black)
  3. Raptor (ft. Sinjin Hawke)
  4. Lucifer (ft. Lady Du)
  5. iKhehla (ft. Babes Wodumo & Mampintsha)
  6. Into Onyagazi
  7. Khavude (ft. Mpura & Vic Typhoon with Mr JazziQ)
  8. Shululu (ft. Loki & K.C Driller)
  9. Keep Going
  10. Something Different
  11. Yasho Leyonto (ft. Dladla Mshunqisi)
  12. Chaos (ft. Omagoqa & General C'Mamane)
  13. No Childs Play (ft. General C'Mamane & Deejay Jackzin)
  14. New Wave (ft. Omagoqa)
  15. DJ Lag (ft. Babes Wodumo & Mampintsha)


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