Jonny Greenwood

Spencer O.S.T.

2022 (Mercury) | soundtrack, modern classical

Solo nel 2021 Jonny Greenwood, mente di Radiohead, Junun e The Smile, ha realizzato le colonne sonore di alcuni dei film più emblematici del nostro presente: “Il potere del cane” di Jane Campion, “Licorice Pizza” di Paul Thomas Anderson e “Spencer” di Pablo Larrain. Il film del regista cileno chiude la personale trilogia al femminile – accostabile a quella di Sofia Coppola – che ripercorre vite di donne reali e fantasmatiche, osservate da voyeur nel loro drammatico incedere e incappare ferale e fatale, come nelle parabole di Jacqueline Bouvier Kennedy Onassis e Diana Spencer, principessa del Galles.
Diciamolo subito: “Spencer” è un caso unico di totale fusione di intenti nella creazione di una relazione audiovisiva di sincresi, dove è la musica di Greenwood a esacerbare lo smarrimento che esperiamo nell'opera di Larrain con la protagonista, un movimento filmico iperbolico che riprende ed esaspera la vertigine hitchcockiana per trovare la stasi nell’abdicazione al potere e nella rinuncia a quella che si sarebbe potuta prefigurare come l’aspirazione all’eternità, un'eternità immota.

Fondamentalmente con due scelte compositive Greenwood dà corpo sonoro all’allegoria del potere rappresentata in “Spencer”, rendendo pervasiva l’insofferenza per i quattro bordi dell’immagine sullo schermo grazie alla multidimensionalità della sfera aurale e all’immersività del Dolby 5.1 della sala cinematografica. La prima, più semplice, consiste nella scelta di elaborare sostanzialmente un unico tema da riproporre variato di tessitura e struttura. La seconda soluzione, più complessa, assegna a precisi organici e stilemi musicali delle funzioni intra e extradiegetiche, anche nella loro interazione reciproca: il quartetto barocco e il clavicembalo come simbolo di un potere atemporale, che non stenta a tramontare neanche nei momenti di maggiore crisi; il free jazz portato dagli ottoni, dalla batteria e dal pianoforte, che scorre come un fiato a scompaginare l’ordine classico, a rappresentare le pieghe in cui la società si rivolge ed è in grado di stravolgere, animato da un afflato psichico e fisico antitetico, anche per ragioni ontologiche e politiche, alla razionalità della scrittura colta; la musica di avanguardia, atonale e molecolare, che inclina gli ordini precedenti e cancella ogni forma di gerarchia all’interno dell'ossatura musicale.
“Ancient And Modern”: tra Franz Joseph Haydn, John Coltrane e i Rachel’s, tra il “Requiem” di Wolfgang Amadeus Mozart, la colonna sonora di “Ascensore per il patibolo” (1958) performata da Miles Davis per Louis Malle, quella di “Un tranquillo posto di campagna” (1968) scritta da Ennio Morricone col Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza per Elio Petri e quella à pastiche di “Barry Lyndon” (1975) di Stanley Kubrick.

Musica esplosa, febbrile e fantasmagorica per un ibrido filmico di una bellezza mostruosa tra pellicola in costume, thriller, biopic e war movie. Beatitudine e martirio, trascendenza e visceralità, estasi e inquietudine, inerzia e schizofrenia in tre stili che si compenetrano e lottano – oltre la storia – fin dall’enunciazione del tema (“Arrival”), tra le fanfare della caccia che annunciano il delitto come in una tragedia greca o in un dramma shakespeariano forieri di archetipi (“Calling The Whipper In”), dove un genere squarcia un altro genere e un organico mangia un altro organico (“Delusion/Miracle”).

Sublime, maestosa, orrifica. La colonna sonora di “Spencer” consacra Jonny Greenwood come uno dei più importanti compositori di musica da film della sua generazione e dell’età contemporanea.

(23/04/2022)

  • Tracklist
  1. Arrival
  2. Ancient And Modern
  3. Calling The Whipper
  4. Spencer
  5. The Pearls
  6. Invention For Harpsichord And Compression
  7. Frozen Three
  8. The Boys
  9. Delusion / Miracle
  10. Partita In Five For Two Organs
  11. Home / Lacrimosa
  12. Crucifix
  13. Press Call
  14. New Currency
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