Melts

Maelstrom

2022 (Mother Sky) | post-punk, kraut-rock, psych-rock

La scena post-punk dublinese sta vivendo un periodo d’impetuoso subbuglio. Murder Capital, Fontaines D.C., Girl Band sono solo alcuni dei nomi più altisonanti scaturiti dalla capitale irlandese nel corso di questi ultimi anni. Un plotone in avanzamento che non sembra segnare il passo, come ulteriormente dimostrato dalle recenti uscite di Inhaler, Just Mustard e Sprints.
Tra questi ultimi virgulti, ecco sbucare i Melts, un nome inserito nell’agenda delle cose buone già da qualche anno e, dopo una manciata di succosi singoli, ora pervenuto all’attesa pubblicazione del disco d’esordio.

 

“Maesltrom” è il titolo esemplare che il quintetto attualmente formato da Gaz Earle (batteria), Robbie Brady (organo/synth), Colm Giles (basso), Eoin Kenny (voce) e Hugh O'Reilly (chitarra) ha scelto per questo pirotecnico e vorticoso debutto discografico, prodotto da Daniel Fox dei Girl Band, che affonda le proprie radici in diversi territori: fioriture psych-rock, scossoni post-punk, il buio della new wave, come lo space-rock e la costanza tipica del kraut-rock. Un autentico calderone di idee che rischierebbe di apparire una variopinta accozzaglia di suoni senza una necessaria coesione, qualità che certamente non manca a quest’interessante proposta.
In nessun momento si scorgono segnali di debolezza. Il forte rapporto chitarra/tastiere, corroborato dalle ipnotiche linee percussive, è il traino che aggancia le affascinanti turbolenze sonore che i Melts azionano su più livelli. Nell’opener, nonché title track, sono subito messi in chiaro tutti questi caratterizzanti attributi.

Per intenderci, e per dare qualche utile riferimento, la fisionomia implacabile di “Maelstrom” affonda le sue singolari atmosfere in una sorta di via di mezzo tra gli Spaceman 3 e gli Horrors dell’epoca “Primary Colours”.
La lenta ed epica combustione della quale si alimenta “Circular”, gli spigolosi profili di “Skyward” e i riverberi da cattedrale gotica di “Tides” mantengono intatti i feroci intenti, una chimica che consente anche ai passaggi più dark (“Spectral” e “Outlier”) di attecchire con rinnovato dinamismo.
L’apice è raggiunto nella prorompente “Signal”, dove echi di vasta portata s’intrecciano su una cacofonia viscerale di picchi ringhianti e sinistri bassifondi strumentali, una spettacolare commistione che miscela il garage-rock a proiezioni spaziali à-la Hawkwind.

“Maelstrom” è un debutto tentacolare, che fonde ritmo e melodia in forma irrequieta e in continua evoluzione. Il bilanciamento tra le ossessionanti sequenze motorik e le accese evoluzioni stilistiche appare come una passeggiata sul filo di un rasoio che non ammette alcuna indecisione.
Un esordio spontaneo che, pur non essendo un’elaborazione agevole, ha il raro pregio di catturare già dal primo ascolto.

(29/06/2022)

  • Tracklist
  1. Maelstrom
  2. Signal
  3. Outlier
  4. Circular
  5. Spectral
  6. Waltzer
  7. Skyward
  8. Tides






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