Ricky Ross

Short Stories - Vol. 2

2022 (Cooking Vinyl) | pop, songwriter

Racconti brevi che sanno emozionare: mai titolo fu più azzeccato. D'altronde, come storyteller Ricky Ross ha sempre avuto pochissimi rivali. L'esordio risale ormai al 1984, quel “So Long Ago” cui avrebbero fatto seguito cinque decadi ad alto livello e soprattutto la magica epopea alla guida dei Deacon Blue, con i quali sul finire degli anni Ottanta è riuscito a convogliare speranze e ansie della sua generazione in un format poetico di rara efficacia. Almeno un paio di album straordinari (il miliare “Raintown” del 1987 e “When The World Knows Your Name” del 1989), poi la scelta di dividersi tra produzioni a nome proprio e lavori con il gruppo ugualmente accattivanti e raffinati.
A dodici mesi dall'ultimo “Riding In The Tide Of Love”, il sessantacinquenne musicista di Dundee torna adesso con un'operetta intima e confidenziale, che soddisferà di certo sia gli amanti della band scozzese sia coloro che avevano apprezzato il primo capitolo della saga, “Short Stories – Vol.1”.

 

Ogni traccia di questo sequel è una mini-novella di circa tre minuti, che non parla più il frizzante sophisti-pop da classifica che lo aveva reso celebre, ma un linguaggio cantautorale struggente e disilluso, costruito attorno al leggìo del pianoforte e arricchito da archi e ottoni prestati ad hoc dai compagni di avventura nei Deacon Blue Lorraine McIntosh (sua moglie dal 1990) e Gregor Philp.
Le undici canzoni sono state registrate negli studi di casa a Glasgow e riflettono sulla fine della pandemia, ma anche sul piacere di quelle piccole gioie che troppo spesso si danno per scontate.
Il brano d'apertura “The New World” è una finestra sul nuovo mondo di Ross, fatto di ballate tristi vittime dell'esperienza: Ricky è maturato molto, dopo il grande successo, ha conosciuto oblio e risalite, dunque non c'è da meravigliarsi di come gli spartiti riescano a passare dalla frustrazione all'ottimismo in un breve giro di metronomo senza che si affievolisca mai la fiamma dell'ispirazione.

Se i colleghi/rivali Prefab Sprout volevano cambiare il mondo a suon di musica, "Short Stories - Vol.2" si limita a descriverlo: “Still Walking” è un tira e molla di tumulti interiori, l'ex-real gone kid oggi è diventato uomo e come padre ha tantissime raccomandazioni da fare ai quattro figli, così “The Foundations” e “All Dressed Up” focalizzano l'attenzione dell'ascolto sui tasti bianchi e neri mentre l'autobiografica “The Unpath” (“Sono a miglia da dove dovrei essere/ e non so se tornare indietro”) ripercorre l'infanzia tra aneddoti nostalgici e un'ugola invecchiata al miele.

 

Spiccano alcune curiose riletture degli stessi Deacon Blue, “Your Swaying Arms” (da “Fellow Hoodlums” del 1991), “Betlehem's Gate” (l'originale si trova su “Whatever You Say, Say Nothing” del 1993) e “I Am Born” (da “Homesick” del 2001) che alternano rumore e silenzi come fossero istantanee da polaroid sbiadite; l'inedita “I Was The Beatles” volge malinconicamente lo sguardo ad un'epoca andata (“eravamo indiani, eravamo cowboy / io ero i Beatles, tu i Rolling Stones”), mentre la più crudele “The Unknown Warrior” narra di giovani soldati in marcia verso la prima guerra mondiale.
Vertice enfatico “Spanish Shoes” (non a caso è la più lunga, dura oltre cinque minuti), che si danna l'anima con pathos crescente e chiude l'imperdibile carrellata tra i luoghi e le persone che hanno lasciato un'impronta significativa nella vita di Ross, con saltuarie incursioni tra politica e fede dai toni springsteeniani o ombrosi à-la Nick Drake. Un artista ogni volta da riscoprire: sofferente e incantevole. Aspettiamo con trepidazione il prossimo volume.

(28/09/2022)

  • Tracklist
  1. The New World
  2. Still Walking
  3. All Dressed Up
  4. The Unpath
  5. Your Swaying Arms
  6. The Foundations
  7. The Unknown Warrior
  8. I Am Born
  9. I Was The Beatles
  10. Spanish Shoes
  11. Betlehem's Gate
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