VACANT LOTS - Closure

2022 (Fuzz club records)
post-punk, synth-pop

Il sound dei Vacant Lots, ormai si sa, è un piccolo wunderkammer del lato più oscuro del rock che si è attirato simpatie importanti fin dall’inizio. Giunti al quarto album ormai, i due newyorkesi non devono più dimostrare più nulla a nessuno e, forti di una produzione certosina, si permettono di andare col cambio automatico in territori synth-pop, post-punk e dark: ventitré minuti scarsi di pulsazioni elettroniche ed echi industriali, che però non affondano i denti negli incubi paranoidi dei Suicide, ma cercano riquadri geometrici e ipnotici, puntando più sulla forza della ripetizione che sull’aggressività rock.

Brian MacFayden e Jared Artaud spostano il focus addirittura su un notturno funky elettronico in “Chase” e “Eyes Closed”, mentre con “Red Desert” arriva la classica quota fratelli Reid di gospel narcotico (con tanto di rimandi Spacemen3-iani) che deflagra presto nella polvere stellare della sardonica “Burning Bridges”.
L’apertura della doppietta “Thank You” e “Consolation Prize” fa incetta di tropi del post-punk anni 80, “Obsession” sceglie la strada del voodoobilly automatizzato.

 

Insomma, se conoscete il duo, sapete a cosa andate incontro e se non lo sapete, è facilmente intuibile quali siano le regole del gioco. Sarebbe interessante conoscere cosa farebbero i due se approfondissero il lato più morbido, di cui qui danno un piccolo assaggio. Aspettando prove successive che puntino in quella direzione.

15/10/2022

Tracklist

  1. Thank You
  2. Consolation Prize
  3. Eyes Closed
  4. Disintegration
  5. Obsession
  6. Chase
  7. Red Desert
  8. Burning Bridges