Anna B Savage

in|FLUX

2023 (City Slang)
singer/songwriter, art pop

Stop haunting me, please
Just leave me be
Quando nel 2021 Anna B Savage fece uscire per City Slang il suo primo full length fu chiaro da subito che quella che chi si stava presentando, senza paura di mettere a nudo i suoi traumi e la sua fragilità, era una delle cantautrici più interessanti della sua generazione. Diversi colleghi, e parliamo di nomi del calibro di Father John Misty e Jenny Hval, l'hanno voluta al loro fianco nei loro tour. In queste ultime settimane, invece, giusto per ingannare l'attesa per questo sophomore, abbiamo potuto godere della sua voce intensa e profonda in due succosi featuring, negli ultimi dischi di un giovane cantautore come Hamish Hawk e in quello dei pionieri techno Orbital, a definitiva testimonianza di una versatilità timbrica e interpretativa maestosa.

"A Common Turn" era un disco pieno di fantasmi, spettri che aggredivano il subconscio di una giovane artista intenta a leccarsi le ferite dopo una relazione tossica, dopo un amore di quelli che ti divorano senza rendere niente in cambio. Inizia con un fantasma anche "inIFLUX", "The Ghost", per l'appunto. Ma è assertiva Anna quando gli intima "Stop haunting me, please/ Just leave me be"; è anzi addirittura beffarda, sembra voler far credere al fantasma che ha ancora un qualche potere, quando invece se ne è già liberata. Ammirate com'è serena mentre lo guarda, come ci guarda con i suoi occhi limpidi e ghiacciati dalla copertina di "inIFLUX", mentre in quella del predecessore li copriva, come per nascondersi.

La consapevolezza della giovane cantautrice londinese si è tradotta in un secondo disco che aggiunge tante nuove soluzioni al repertorio. L'elettronica è forse meno vistosa di quella fornita dalla produzione di William Doyle, ma in realtà più presente, e inietta i suoi beat tra trame di chitarra acustica, pianoforte, sassofono e clarinetto.
Queste nuove idee sono state studiate dalla chanteuse insieme al nuovo produttore Mike Lindsay (leader dei Tunng, ma già al lavoro con una cantautrice come Laura Marling nel progetto condiviso Lump), chiamato a intervenire sulle bozze preregistrate dalla Savage in solitaria per completarle insieme. Il tocco folktronico di Lindsay è inconfondibile quando i beat elettronici si interpolano perfettamente alla chitarra acustica in "Touch Me", nonché nell'andamento febbrile di "Pavlov's Dog" o negli scorci bucolici di "I Can Hear The Birds Now".

Il cuore nero del disco è il suo frangente più tormentato e in quanto tale più vicino ad "A Common Turn", una "Say My Name" che genera dalla sua ossatura di accordi folk un vortice in cui far precipitare accordi di piano, sospiri free jazz di sassofono e invocazioni sofferte. È altrettanto votata all'art-pop - ma decisamente più riversa sull'elettronica - la title track, in cui col mutare dei battiti Anna B Savage sfodera tanti toni e inclinazioni quanti solo una grande vocalist può possedere.
Il disco si spegne tra beat rilassati, fischietti rasserenanti, docili interventi di fiati e Anna che sussurra sicura di sé "I Think I Am Gonna Be Fine": è una "The Orange" foriera di messaggi totalmente distanti da quelli cui la Savage ci aveva abituati.
Oltre alle nuove soluzioni "inIFLUX" vede la cantautrice alle prese con una forma canzone più rotonda che in passato. La cosa, va detto, rispetto a quanto accadeva nell'esordio sottrae un po' di brivido, un po' di imprevedibilità ai brani proposti, ma non offusca una stoffa che porterà la Savage sempre più in alto.
I Think I Am Going To Be Fine

22/02/2023

Tracklist

  1. The Ghost
  2. I Can Hear the Birds Now
  3. Pavlov's Dog
  4. Crown Shyness
  5. Say My Name
  6. inFLUX
  7. Hungry
  8. Feet of Clay
  9. Touch Me
  10. The Orange


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