boygenius

the rest

2023 (Interscope)
songwriter, indie-rock
6.5

Presentate durante le ultime tappe del lungo tour intercontinentale, le quattro canzoni che compongono la piccola silloge pubblicata venerdì 13 ottobre suggellano un anno trionfale per Baker, Bridgers e Dacus. Dopo il successo di "the record", le boygenius recuperano ora quel formato Ep che aveva sancito la nascita del gruppo, ma, a differenza della raccolta del 2018, "the rest" non ha l'ambizione di suggerire nuove vie musicali da seguire nel futuro prossimo. Infatti, si tratta più che altro di una pacata conclusione per questo intenso capitolo nella storia della band.

Sono brani brevi, impalpabili e delicati, che preferiscono la suggestione atmosferica rispetto all'affabulazione. Fa eccezione l'"Afraid Of Heights" scritta da Lucy Dacus, che s'inserisce nel solco dei quadretti sentimentali di impianto acustico che l'autrice ha scritto recentemente sia per "Home Video" che per "the record". In meno di tre minuti la canzone schizza la relazione fra una persona amante del rischio e una decisamente più prudente, che si rifiuta a più riprese di partecipare ad azioni avventurose. Nell'opposizione di queste visioni della vita completamente antitetiche, Dacus non solo psicologizza la rabbia sublimata in sfacciataggine incurante del pericolo, ma adombra anche la lotta di classe. "Not everybody gets the chance to live/ a life that isn't dangerous", commenta la voce narrante, consapevole del proprio privilegio, prima di commuoversi davanti alla sofferenza altrui: "How it hurts to hope/ oh, it hurts to hope for more/ oh, it hurts to hope the future/ will be better than before".

Non tutti i pezzi sono però ben rifiniti: "Voyager" è una ballad minore nel catalogo di Bridgers, mentre "Black Hole", nonostante l'interessante stacco strumentale, pare una bozza incompiuta. Più che guardare a "boygenius", "the rest" vive dunque di motivazioni analoghe a quelle che spinsero Baker alla pubblicazione delle B-side acustiche di "Little Oblivions": postillare l'opera maggiore con ulteriori riflessioni, chiudendo così una fase artistica. E, in effetti, non c'era un modo migliore degli ottoni soffusi di "powers" con cui congedarsi per qualche anno dal proprio pubblico. Perché anche davanti al disintegrarsi della materia e alla luce simbolica del crepuscolo, le cantautrici dichiarano nuovamente come la propria forza propulsiva risieda in quella reciproca amicizia che hanno immortalato non solo con una fotografia che odora di salsedine, ma anche con i loro stessi versi.

15/10/2023

Tracklist

  1. Black Hole
  2. Afraid Of Heights
  3. Voyager
  4. Powers


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