L’unione di due assi della musica ambient contemporanea non è detto che porti alla somma delle rispettive qualità. La collaborazione tra Loscil e Lawrence English balza subito agli occhi di chi ha amato album iconici come “Monument Builders” o “Cruel Optimism“, rispettivamente gli Lp più rappresentativi della loro carriera. “Colours Of Air” conferma purtroppo l’assunto iniziale, cioè che l’unione di due artisti a volte non sia una somma, bensì una sottrazione.
Realizzato con un antico organo a canne dell’Ottocento dell’Old Museum di Brisbane, successivamente rielaborato in studio, “Colours Of Air” si presenta come un tentativo fallito di conciliare due esperienze profondamente diverse. Negli otto brani si perdono le sonorità dub di Loscil come anche il suono pluristratificato di Lawrence English, entrambi i rispettivi marchi di fabbrica. È chiaro che – considerato il talento dei due musicisti – non possano mancare anche momenti interessanti, come la basinskiana “Acqua”, o brani più prossimi alle sonorità di Loscil (“Cyan”, “Violet”) o più vicini a English (“Black”), mentre il resto dell’album scorre faticosamente, in modo simile all’ultimo Lp di Loscil, “Clara“.
L’unico brano che sembra un po’ unire davvero le due esperienze si ritrova alla fine, negli otto minuti di “Magenta”, descritta dagli autori come una “ribollente tempesta di sabbia crepuscolare”. La definizione è in effetti ottima e segnala la pulsazione ritmica del brano, unita a staffilate di synth che coniugano atmosfere cosmiche, soundtrack carpenteriane e qualcosa dei momenti migliori delle loro discografie. Che possa partire da qui una prossima collaborazione più fruttuosa?
27/03/2023
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