Quella tra Abul Mogard e Rafael Anton Irisarri è una collaborazione tra due musicisti con una visione della musica ambient-drone non molto dissimile. Mogard è l’alter-ego di Guido Zen, Irisarri non ha bisogno di presentazioni, essendo uno dei principali musicisti della scena elettronica ambient. “Impossibly Distant, Impossibly Close” è la prima collaborazione tra i due, nata dopo il loro incontro al Centro di Cultura Contemporanea Condeduque di Madrid nel 2023.
È interessante come in questo lavoro, composto da due soli brani, emergano sia i punti in comune che le differenze tra i due musicisti. Se le parti iniziali ricordano gli andamenti statici di Abul Mogard, l’evoluzione spinge – minuto dopo minuto – sempre più verso le soluzioni stilistiche di Rafael Anton Irisarri.
“Waking Up Dizzy On A Bastion” (diciannove minuti) è un esempio clamoroso di interazione proficua tra due musicisti che – partendo da una breve melodia – riescono a dialogare (quasi in una modalità domanda e risposta) e far evolvere la musica in una direzione totalmente diversa rispetto a quella di partenza. Se l’inizio e la fine sono completamente diversi, colpisce la mancanza di una netta linea di demarcazione tra le parti: tutto cambia lentamente per divenire infine (da minuto undici circa) una tipica composizione di Irisarri, una nuova “Empire Systems” o una nuova “Indefinite Fields“, toccando di fatto le stesse corde e gli stessi abissi infiniti dei due capolavori del compositore americano.
“Place Of Forever” (diciassette minuti) è un po’ una versione ridimensionata: mantiene la medesima struttura (con l’aggiunta di chitarre), ma senza riuscire a giungere alla stessa emotività finale.
A differenza di altre collaborazioni che non sembrano aggiungere nulla alle discografia dei singoli musicisti, l’unione tra Abul Mogard e Rafael Anton Irisarri sembra invece esaltare le singole qualità dei due artisti e potrebbe promettere futuri sviluppi.
15/05/2024
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