Maya Shenfeld

Under The Sun

2024 (Thrill Jockey)
new classical music, new music

Maya Shenfeld è una giovane compositrice nata a Gerusalemme ma residente a Berlino, che dopo l’apprezzato “In Free Fall” (2022) e il nuovo “Under The Sun” può tranquillamente essere definita una delle protagoniste principali della sempre più vitale scena sperimentale berlinese, chiamata new classical music o semplicemente new music, che si differenzia dalla modern classical di Max Richter o Jóhann Jóhannsson per un maggiore spirito avant, un legame meno saldo con la melodia e un minore interesse verso la creazione di atmosfere potenzialmente cinematiche.

Cosa si celi dietro un termine così generico non è facile da spiegare - anche per la varietà dei musicisti - ma di certo l'ascolto degli album di Maya Shenfeld può chiarire le idee. La compositrice israeliana proviene da una formazione classica (è laureata all'Accademia di Musica e Danza di Gerusalemme e all'Università delle Arti di Berlino, dove ha completato un Master in chitarra classica e composizione di musica contemporanea), ma si allontana enormemente dalla musica classica tradizionale per un approccio decisamente sperimentale e innovativo, per l'utilizzo di strumenti elettronici utilizzati per realizzare composizioni minimaliste di breve e media durata arricchiti da momenti barocchi che sembrano legare la rivoluzione sintetica di Wendy Carlos alle recenti evoluzioni della musica d'avanguardia (Kali Malone, Caterina Barbieri), all'elettronica sperimentale contemporanea (Fennesz, Tim Hecker, Rafael Anton Irisarri) con la musica ambient di Brian Eno (in particolare, quella cosmica di “Apollo: Atmospheres And Soundtracks”).

Quello che rende a volte sorprendente “Under The Sun” è quanto - nonostante una certa freddezza e austerità complessiva - si giunga ad armonie di grande impatto evocativo senza avvicinarsi alle consuete melodie della modern classical. “Sedek”, ad esempio, suona come qualcosa di difficilmente accostabile a qualsiasi genere, sembrando persino psichedelica con influenze orientali, ma il risultato finale è un’atmosfera straniante che per Shenfeld rappresenta una meditazione sulla natura (il disco è stato registrato in parte in Portogallo in una delle miniere di marmo profonde del mondo) alle prese con le continue minacce provocate dalla presenza umana e dalle leggi del mercato. E’ questo il tema di “Under The Sun” e l’intro di organo (della chiesa di San Matteo di Berlino) di “A Guide For The Perplexed” appare come un oscuro presagio. I battiti industrial di "Tehom", le marezzature ambient di “Geist” come l'elettronica cosmica di “Interstellar” elaborano diverse grammatiche musicali con personalità.

I momenti più evocativi si raggiungono in “Light, Refracted" e soprattutto in “Analemma”, sette minuti di canti angelici e trance religiosa (nel senso laico del termine) che diventano una preghiera per scongiurare i nefasti presagi evocati in precedenza. Che ci sia una speranza per la natura e quindi per l’uomo stesso non ci è dato sapere, la musica di Maya Shenfeld con la sua originalità è uno strumento per aprirci a nuove riflessioni.

18/04/2024

Tracklist

  1. A Guide For The Perplexed
  2. Tehom
  3. Geist
  4. Interstellar
  5. Light, Refracted
  6. On Its Rounds The Wind Returns
  7. Sedek
  8. Analemma




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