Skids, Simple Minds, Josef K, Associates, Scars, Orange Juice, Pastels, Revillos, Cocteau Twins, Jesus And Mary Chain: basterebbe questo elenco per sottolineare il ruolo avuto dai musicisti scozzesi nella rivoluzione post-punk anni 80. Ma come ogni scena che si rispetti, anche quella scozzese è ricca di outsider che hanno contrassegnato un’epoca senza raggiungere notorietà e successo.
David Henderson è una delle figure più sfuggenti ed enigmatiche di quel florido periodo creativo, responsabile di band come Fire Engine, Win, The Nectarine No. 9, nonché del misterioso ensemble The Sexual Objects, nel quale è coinvolto anche Douglas MacIntire , personaggio noto ai cultori della scena post-punk per il suo coinvolgimento in band come Jazzaters, Cowboy Mouth, Sugartown e Love And Money.
Nati dopo lo scioglimento dei Nectarine No. 9 e concepiti da David Henderson come un gruppo aperto il cui veicolo principale fosse il formato sette pollici e non quello del long playing, i Sexual Objects hanno pubblicato un unico album nel 2016 solo per il mercato tedesco, “Marshmallow”, ma la scarsa distribuzione e le poche copie stampate – 300 o forse 500 e certamente non una come ventilato all’epoca – lo hanno relegato al ruolo di disco per collezionisti e ignoto al pubblico.
“Orangutang” è un’ottima compilation che offre la possibilità di apprezzare l’estro creativo di Henderson e soci. Purtroppo, segna anche la fine dell’etichetta Creeping Bent di Douglas McIntire, dismessa a fine anno 2025 dopo una serie di album affidati alla distribuzione della Last Night From Glasgow.
I primi quattro singoli del gruppo aprono la lista: l’irriverente glam-rock di “Full Penetration”, le ebbrezze chitarristiche in stile jangle-pop/Velvet Underground di “Merrie England”, la splendida “Queen City Of The 4th Dimension” con il suo incedere alla T-Rex e l’irresistibile refrain di “Here Come The Rubber Cops”, brano prodotto dai Boards Of Canada con tanto di citazione di “The Man Who Sold The World” di David Bowie, non lasciano spazio a dubbi sulle qualità di scrittura.
Anche per The Sexual Objects è dunque valida la regola che il miglior pop possibile è condannato all’insuccesso, vedi Xtc e gli stessi Win.
La furia creativa di “Ron Asheton”, il brillante tocco psichedelico di “Cincinnati Blooms” e di altri due pregevoli brani tratti dal mitico album del 2016 (“Marshmallow” e “Kevin Ayres”) hanno quella verve che per un attimo i Television e i Modern Lovers hanno iniettato nel rock’n’roll.
A completamento dell’album è stata inclusa anche “Feels With Me”, una sorprendente pop song che fino ad ora era relegata al solo formato digitale, e un’altra traccia marchiata dalla produzione dei Boards Of Canada,”The Protection Of Happiness Generator”, una ballata immersa in eleganti fluidi psichedelici.
Prezioso documento discografico “Orangutang” è un album che potrebbe aspirare benissimo a pietra miliare: dieci capolavori di miniature pop in chiave post-punk che si incastrano alla perfezione in quella scena scozzese che ha nei Josef K una delle massime espressioni. Imperdibile.
28/03/2026