BONNIE PRINCE BILLY - We Are Together Again

2026 (Domino)
country-folk, songwriter

Una carriera ultratrentennale e oltre una quarantina di album sono un bagaglio enorme, ma per un artista come Will Oldham sono solo una lunga serie di appunti e riflessioni che vanno di pari passo con una vita vissuta in costante ricerca di storie da raccontare.

Con melodie tanto semplici quanto arcaiche e misteriose, il musicista americano ha attraversato indenne il passaggio da country singer eversivo sotto le tante denominazioni di Palace (Brothers, Songs, Contribution, Music) a poeta noir e maledetto (gli indimenticabili “I See A Darkness” e “Master And Everyone”), e ora, diradata la nebbia, ha abbracciato il verbo country di Nashville, forte di una maturità vocale messa a dura prova nel precedente album ”The Purple Bird”.

Il ritorno alle radici e all’arcaico linguaggio folk trova ulteriore compendio in “We Are Toghether Again”, album realizzato in uno studio di Louisville con il fido produttore e ingegnere del suono Jim Marlowe: dieci brani, dei quali alcuni scartati dal precedente “The Purple Bird” in quanto non ritenuti contestuali, tanto fragili e delicati quanto raffinati.

Ai sempre descrittivi e poetici testi il musicista accosta melodie dal tono sommesso e acerbo, che solo raramente trovano il conforto di soluzioni strumentali dal fascino immediato, “(Everybody Got A) Friend Named Joe”.

Sono i dettagli il vero punto di forza di un disco che solo a un ascolto distratto apparirà lievemente monocromatico. A volte sono i fiati responsabili di un lieve cambio di ritmo (“Vietnam Sunshine”), più spesso è l’intreccio tra le voci che seduce l’ascoltatore conciliando esigue strutture strumentali con magniloquenze baroque-folk (“Strange Trouble” e ”Life In A Scary Horses”).

E’ un musicista estremamente curioso e attento, l’autore di “We Are Toghether Again”, la presenza tra le vocalist di Sally Timms dei Mekons e di Catherine Irwin dei Freakwater non è casuale. L’orecchio di Will Oldham è attento da sempre a linguaggi diversi, basta scorrere l’elenco delle collaborazioni (dai Trembling Bells ai Bitchin Bajas, dai Tortoise a Matt Sweeney) per capirlo, e non sorprende che per il sontuoso arrangiamento chamber-folk di “Hey Little” abbia dichiarato di essersi ispirato a “Dear Jessie” di Madonna.

Il folto numero di collaboratori che accompagna Will Oldham in questo nuovo album – tra gli altri Thomas Deakin, Chris Bush, Erin Hill, Nuala Kennedy, Ned Oldham, Chris Cupp, Jacob Duncan – è un ulteriore segnale della cura con la quale è stato elaborato. Nonostante non aggiungano nulla di nuovo a quanto già detto in una lunga carriera, c’è tanta bellezza, malinconia e speranza in queste canzoni che è impossibile non poterle apprezzare.

13/03/2026

Tracklist

  1. 1. Why Is The Lion?
  2. 2. They Keep Trying To Find You
  3. 3. Strange Trouble
  4. 4. Life Is Scary Horses
  5. 5. (Everybody's Got A) Friend Named Joe
  6. 6. Vietnam Sunshine
  7. 7. Hey Little
  8. 8. Davey Dead
  9. 9. The Children Are Sick
  10. 10. Bride Of The Lion

BONNIE PRINCE BILLY sul web