JOHNNY CASH - Unearthed

2003 (American)
country

Un uomo solo, vestito di nero, cammina nel buio, il volto nascosto nell’ombra, l’andatura stanca e rassegnata, un breve rapido ghigno gli graffia il viso rimbalzando sulla sua chitarra, la sua vita, lui, The Singer, il lungo soprabito, il deserto. Johnny Cash, morto il 12 settembre dello scorso anno, ha attraversato tutta la seconda metà del XX secolo, il dopoguerra e le sue speranze, il perbenismo americano degli anni Cinquanta, la delusione e il disincanto delle nuove generazioni, la nascita del rock, le proteste pacifiste contro la guerra nel Vietnam, la rovinosa caduta di Nixon, il machismo reaganiano, la guerra nel Golfo di Bush Senior, il crollo delle illusioni della new economy , l’11 settembre 2001. Un’icona che si è fatta a suo modo portatrice di ciascuno di questi momenti, indissolubilmente intrecciati a una storia personale travagliata da alcool, droga, nevrosi (i suoi demoni), momenti di abbandono e altri di apparente rinascita.

Dagli esordi musicali con la mitica Sun Records di Sam Phillips (la stessa etichetta con cui Elvis Presley segnò la propria epoca e le successive) alla recente primavera con la American Recordings di Rick Rubin, il mondo è stato travolto da profonde e dolorose rivoluzioni (spesso più apparenti che reali), ma lui era sempre lì, con il suo country imbastardito da un’inestinguibile postura rock, decadente e eversiva, con le sue storie di rinnegati, desperados, outsider, pure in quei momenti in cui la cultura alternativa sembrava essere al potere, eterno peregrino omerico che ha vissuto ramingo e girovago alla perenne ricerca di una casa che sapeva non avrebbe mai avuto. Perché alle anime inquiete spetta l’onere di vivere per strada come viandanti, sbirciando la sicurezza emanata dai focolai domestici, paghe e nel contempo ferite dalla propria libertà.

Lo scrigno nero con cui la American ha voluto rendere omaggio ai dieci anni di collaborazione con Johnny Cash contiene 64 inediti gioielli “dissotterrati” tra le numerose prove e outtakes delle registrazioni dei quattro album che hanno segnato la sua rinascita negli anni ’90 (il primo è datato 1994, l’ultimo 2002) e di cui troviamo un best of sul quinto CD. Opera approvata dallo stesso Cash ancora in vita, si struttura in cinque diversi momenti:

1. WHO’S GONNA CRY — Il pianto luttuoso.

L’apertura di “Long Black Veil” introduce appieno nell’atmosfera di questa prima parte, segnata dal pianto disperato provocato dall’assenza. Chitarra e voce a farla da padrone, come a voler scarnificare l’esistenza stessa, mettendone in luce la solitudine e la miseria. La voce profonda e baritonale di Cash sembra concedere, paradossalmente, l’unico spiraglio di luce.

2. TROUBLE IN MIND — La malinconia del mondo.

Ancora un’apertura paradigmatica: “Pocahontas” (suonata con gli Heartbreakers) di un altro mostro sacro, Neil Young, amara denuncia degli eccidi perpetrati a danno dei nativi americani. La prospettiva si amplia, gli arrangiamenti anche, in sintonia con lo sguardo rivolto ora verso il mondo e le sue ingiustizie, con occhio malinconico e nostalgico. Un atteggiamento profondamente blues, che esplode nella stupefacente T for Texas di Jimmie Rodgers.

3. REDEMPTION SONGS — La sublimazione dell’arte.

Il testamento più bello che potesse lasciarci un artista di tale statura: “I’m just a singer of songs”, come recita nella cover di Tim O’ Connell, sembra nella sua modestia racchiudere tutta la sua grandezza, come la vita si cela in un minuscolo bocciolo di rosa. La musica si fa ancora più ampia, complice il riscatto che l’artista ottiene attraverso l’atto creativo, suggellata dal duetto con Joe Strummer per “Redemption Song” di Bob Marley. Lo sguardo rivolto al cielo, l’uomo in nero diventa l’ideale e la speranza, la redenzione del singolo attraverso la fede in un’idea.

4. MY MOTHER’S HYMN BOOK — La meraviglia quotidiana del divino.

Il sogno di una vita finalmente realizzatosi: confezionare un album composto dalle musiche assorbite nell’infanzia contadina, i canti religiosi della madre con cui si accompagnava la quotidianità passata. La musica si stringe nuovamente sull’uomo e il suo strumento, una povertà ora metafora della rinuncia a sé in favore di una forza superiore cui si abbandona la propria esistenza. Il ritorno a casa dopo un lungo viaggio nella sofferenza e nella dannazione, vero l’archetipo immobile che dona pace all’animo provato.

5. BEST OF CASH ON AMERICAN — Lo stupore della partenza.

Nulla di nuovo, solo un piccolo compendio con cui partire verso nuove avventure ultraterrene. Il meglio (pur con qualche lacuna, ma in fondo sarebbe stato chiedere davvero troppo) di dieci anni straordinari iniziati per caso, con Rick Rubin che assistette a un concerto di Cash (stella in declino) e gli propose di collaborare. Le perle si sprecano: “Delia’s Gone” (dello stesso Cash) e la sua smargiassa ironia, “Mercy Seat” che trasfigura la tensione di Cave in un potente atto redentorio, una intensissima “One” (U2) che bagna il mondo ripulendolo da ogni sporcizia, la triste chiusura di “Hurt” (Trent Reznor).

La pregevole fattura della confezione conferisce giusta dignità a un’opera insostituibile, sfortunatamente l’ultimo saluto di uno tra i maggiori interpreti delle contraddizioni del mondo d’oggi. Paradossalmente l’originalità scaturisce nel suo caso dall’aderenza alla tradizione, che lui stesso ha contribuito a costruire e che a lui sempre attingerà quale modello leggendario, voce profonda in grado di scalfire la roccia.

26/10/2006

Tracklist

  1. 1. Disc: 1 1. Long Black Veil
  2. 2. Flesh & Blood
  3. 3. Just The Other Side
  4. 4. If I Give My Soul
  5. 5. Understand Your Man
  6. 6. Banks Of The Ohio
  7. 7. Two Timing Woman
  8. 8. The Caretaker (fka Who's Gonna Cry)
  9. 9. Chunk Of Coal
  10. 10. I'm Going To Memphis
  11. 11. Breaking Bread
  12. 12. Waiting For A Train
  13. 13. Casey
  14. 14. No Earthly Good
  15. 15. The Fourth Man In The Fire
  16. 16. Dark As A Dungeon
  17. 17. Book Review
  18. 18. Down There By The Train
  19. 19. Disc: 2
  20. 20. Pochohantas
  21. 21. I'm A Drifter (Version 1, Heartbreaker version)
  22. 22. Trouble In Mind
  23. 23. Down The Line
  24. 24. I'm Movin' On
  25. 25. As Long As
  26. 26. Heart Of Gold
  27. 27. The Running Kind (with Tom Petty)
  28. 28. Everybody's trying To Be My Baby (with Carl Perkins)
  29. 29. Brown-Eyed Handsome Man (with Carl Perkins)
  30. 30. T Is For Texas
  31. 31. Devil's Right Hand
  32. 32. I'm A Drifter (Version 2 Flea version)
  33. 33. Like A Soldier with Willie Nelson
  34. 34. Drive On (Alt Lyrics)
  35. 35. Bird On A Wire (Live with orchestra)
  36. 36. Disc: 3
  37. 37. Singer Of Songs
  38. 38. The L & N Don't Stop Here Anymore
  39. 39. Redemption Song (with Joe Strummer)
  40. 40. Father & Son (with Fiona Apple)
  41. 41. Chattanooga Sugarbabe
  42. 42. He Stopped Loving Her Today
  43. 43. Hard Times
  44. 44. Wichita Lineman
  45. 45. Cindy (with Nick Cave)
  46. 46. Big Iron
  47. 47. Salty Dog
  48. 48. Gentle On My Mind
  49. 49. You Are My Sunshine
  50. 50. You'll Never Walk Alone
  51. 51. The Man Comes Around (Alt take)
  52. 52. Disc: 4
  53. 53. Never Grow Old
  54. 54. I Shall Not Be Moved
  55. 55. I Am A Pilgrim
  56. 56. Doo Lord
  57. 57. When The Roll
  58. 58. If We Never Meet Again This Side Of Heaven
  59. 59. I'll Fly Away
  60. 60. Where The Soul Of Man Never Dies
  61. 61. Let The Lower Lights Be Burning
  62. 62. When He Reached Down
  63. 63. In The Sweet Bye And Bye
  64. 64. I'm Bound For The Promised Land
  65. 65. In The Garden
  66. 66. Softly & Tenderly
  67. 67. Just As I Am
  68. 68. Disc: 5
  69. 69. Delia's Gone
  70. 70. Bird On A Wire
  71. 71. Thirteen
  72. 72. Rowboat
  73. 73. The One Rose
  74. 74. Rusty Cage
  75. 75. Southern Accents
  76. 76. Mercy Seat
  77. 77. Solitary Man
  78. 78. Wayfaring Stranger
  79. 79. One
  80. 80. Hung My Head
  81. 81. The Man Comes Around
  82. 82. We'll Meet Again
  83. 83. Hurt

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