Won James Won

Theorist Attack

2006 (R. A. I. G.) | art-rock

«If you make a conscious decision to be positive, happy and cheerful to name a few, then you will magnetize people who think like minded. Your environment and surroundings will be a positive experience for you».
Sanjeev Shama, «Panic Attack Theorist Article»

"Oi ty goi esi, Aleshenka! Ne pushu tebya v Zemlyu vo Svyatu"


Una voce sinistra - quella di Terrence Stamp in "Toby Dammit" di Fellini - sussurra: "Now you are a man. Bury your first toy and your mother’s picture". Rumori lontani: il vento; forse la pioggia. Un uomo che urla e poi ride come un idiota. Un'auto se ne va sgommando, e il jukebox parte con “Toby Or Not To Be”, un bubblegum-pop scemo basato sul tema che Nino Rota scrisse per quella eccentrica "visione" del maestro riminese. Tutto molto strano. Ma è solo l’inizio. Un inizio che rivela indizi, ma non svela molto, in fondo. Ma andiamo per ordine, senza affannarci troppo.

Innanzitutto, la genesi. Nato come studio project per iniziativa di alcuni musicisti - Tikhon “Hee-Haw” Kubov (voce, samples), Danila “Muscular” Smirnov (basso, synth, programming), Ivan “Mandwill” Ljudewig (chitarre), Alexander “Edward” Telpook (polivox, programming), Vadim "Nos" Latishev (batteria), più un numero imprecisato di collaboratori - provenienti da diverse formazioni dell’underground locale (WOMBA, Kirpichi, I.F.K., MUX, etc.), il collettivo Won James Won, di stanza tra San Pietroburgo e Mosca, suona una delle musiche più allucinate ed eccitanti dei nostri giorni. Una musica obliqua e critica verso la stessa essenza del fare rock, il cui linguaggio è usato solo ed esclusivamente per destabilizzare, ponendolo dinanzi alle sue estreme possibilità di trasfigurazione.

Entrata tra i ranghi della R.A.I.G. (Russian Association of Independent Genres), la band vara anche il movimento artistico d’avanguardia denominato ZveZdaZ. Nel 2004, esordiscono, finalmente, con “Tol’s Toy”, disco che, pur svelando le potenzialità della compagine, resta ancora leggermente “cauto” sul da farsi. Ma il capolavoro è solo rimandato di due anni. Nel 2006 esce, infatti, “Theorist Attack”, un intreccio “assoluto” di generi e di stili che scivolano uno dentro l’altro, come in una matrioska sonica, sulle orme di Mr. Bungle e Frank Zappa.
I Won James Won sono cresciuti: “Now you are a man. Bury your first toy and your mother’s picture", per l’appunto. La citazione felliniana è, di rimando, anche un omaggio a “El Topo” di Jodorowski (per la precisione, alla sequenza iniziale): un intreccio di prospettive che pone immediatamente l'opera nel solco di una dimensione perennemente deviata e sconvolta. Forse, finanche inquietante… E, in effetti, si era detto, quello era solo l’inizio. Quindi, seguitemi, perché si tratta di un incubo meraviglioso…

“История Мира (The World History)”: carrello di hip-hop on fire con flow iper-logorroico ed isterico (roba che i nostri Uochi Toki sono dei pivelli…) a fronteggiare, quasi schifato, l’old-skool; improvviso salto nel vuoto con speed-cyber-metal alla Ministry e sovratoni ultra-noise che profumano di Space Streakings; ritorno su scansioni apocalittiche che solo i Cop Shoot Cop… e quella voce che, in russo, non le manda di certo a dire. E' un tour de force vocale dai toni apocalittici, un flusso di coscienza che, interrogandosi sull'inizio della decadenza umana, erige una muraglia di immagini che si susseguono senza sosta, come in un vortice cannibalesco, mentre "l'agonia della Civiltà" dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, che "la storia del mondo è la storia di un fallimento globale".  L’impatto è incendiario, contagioso, contaminante… Distruttivo! Ti viene quasi voglia di mandare a ‘fanculo qualcuno. Uno qualsiasi. A caso. “Красный Нетопырь (Un Pipistrello Rosso)” - con la voce di Sergei Kagadeev, ex frontman dei Nom -  mescola crepuscolarismo Portishead, aspro pathos che fa molto Vladimir Vissotski infatuato di Scott Walker e “operistiche” fughe post-metal; “Промискуитет (The Promiscuity)” scarrozza il culo lungo il crinale di uno scivolosissimo synth-punk con coretti ebeti e deturpazioni vocali, prima di che tutto vada letteralmente a puttane tra orgasmi in presa diretta e inserti radiofonici su masturbazione e omosessualità.

Ci brillano gli occhi e il cuore traballa. Poi, naturalmente, i Nostri si ricordano di Chicago & dintorni e via con “Yumiko-Chan Takes A Lesson In Harmony And Concentration”, un esercizio di dis-armonie sbrindellate tra praterie galattiche dove l’erba è di plastica fluorescente e le farfalle si fanno di crack. E’ un mondo a parte, è chiaro. Un mondo dove trionfa un “cubismo poli-dimensionale”. Won James Won è nome che non teme smentite, che gioca d’azzardo perché solo l’azzardo può dissestare, ravvivandoli, i cunicoli dell’anima. Dietro questo caos apparente, ci sono, dopotutto, un ordine e un raziocinio paurosi, tali che anche la stessa luttuosa ipnosi di “In Your Arms I Bleed” rivela una sovrastruttura di sensazioni in cui il Maligno diventa materia per una chimica profana. Passata, infatti, dapprima per uno stantuffare drum&bass minimale e, dunque, attraverso le rapide esalazioni di un olocausto rumorista, “In Your Arms I Bleed” si spegne nel sangue-nero di un dolore profondamente calcolato.

“Theorist Attack” è, in sostanza, la dimostrazione che i generi esistono per essere manomessi, oltrepassandone i confini fino a lasciarli esangui sul selciato di un suono onnivoro. Porsi limiti significa, artisticamente parlando, morire. E tra atroci sofferenze, per di più. Perché, d’altra parte, ci chiediamo, bisognerebbe privarsi di mutazioni e di alchimie prodigiose come quelle di “Dawn + Dusk”, in bilico tra digitalismo androide, romanticismo sensuale, catarsi post-industriale (Nine Inch Nails), meravigliose, languide dipartite emozionali (Smashing Pumpkins) e sconvolgimenti emo che, scavalcata la memoria, corrono liberi tra campi eternamente in fiore?... Perché, ancora, fare a meno di una “Hot War Kid Z” che apre con uno swing panoramico prima di cogliere in flagrante, al party di carnevale, gli Atari Teenage Riot che armeggiano con suoni verità e vecchi nastri della grande madre Russia in uno strambo matrimonio di ideologia e realtà parossistica?

Il lettore ci scuserà se ci dilunghiamo così tanto, ma questo è un disco di cui è davvero impossibile dare conto in poche righe. Provare per credere. Provare “Bed For The Scraping (K.V.T.P. Solitude Capsule)”, che da un fumoso lounge-jazz, dopo aver sognato i Fugazi, passa attraverso epidermiche luminescenze soul, rincorre deliri che inalberano vortici di pulsioni/battiti suadenti e sparpagliano voci dentro l’ultimo, abbacinante barlume di sole. Si chiuda il tutto con un prepotente attacco alla Who (epoca "Who's Next") e chi s’è visto, s’è visto… Se, poi, “Sensha Chitsu Hyouhakusha (Manda Wash Car)” predilige il folk balcanico ma non fa niente per mascherare una feroce nevrastenia di fondo, “Pocket Atlantis Masturbo (Die Schulstubensintflut)” procede imperiosa volteggiando post-punk ma con umore "italico" (la citazione, questa volta, riguarda "Teorema" di Pasolini e, datemi del pazzo, ma nel gioco di specchi, mi viene in mente anche il Lucio Battisti di fine anni Settanta!), lasciandosi, però, bellamente massacrare da turpi disfacimenti grindcore, annegando, ancora, tra soundscapes psichici a firma mr. Frankenstein e, alfine, incamminandosi al seguito di una marcia funebre cui tutti, più che invitati, siamo protagonisti ignari.

Poi, ancora e ancora, finché ce n’è, in questa tenzone di progressivi ardori, in cui forse, davvero, ci si rivela il nostro essere “un segno senza significato”: punk-pop, ambient radiogena e letargici scenari fantascientifici (“Please Be With Me (La Chambre de Jasmen)”), attacchi southern che preludono a downtempo accorati (“Третий Рерих (The Third Rerich)”), spasmi hard&heavy (“John The Millimeterone”) e una ballata electro che muore in un pianto che cela un ghigno beffardo (“555 In A Semester (E.T. Ego In Arcadia)”.

Un demoniaco “montaggio delle attrazioni”…
Un capolavoro.

(20/04/2009)

  • Tracklist
1. Toby Or Not to Be
2. История Мира (The World History)
3. Красный Нетопырь (Un Pipistrello Rosso)
4. Промискуитет (The Promiscuity)
5. Yumiko-Chan Takes A Lesson In Harmony And Concentration
6. In Your Arms I Bleed
7. Dawn + Dusk
8. Hot War Kid Z
9. Bed For The Scraping (K.V.T.P. Solitude Capsule)
10. Sensha Chitsu Hyouhakusha (Manda Wash Car)
11. Pocket Atlantis Masturbo (Die Schulstubensintflut)
12. Please Be With Me (La Chambre de Jasmen)
13. Третий Рерих (The Third Rerich)
14. John The Millimeterone
15. 555 In A Semester (E.T. Ego In Arcadia)

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