Deadburger Factory

La Fisica Delle Nuvole

2013 (Snowdonia / Goodfellas) | avant-rock, avantgarde, soundtrack

Un elegantissimo box grigio, contenente tre cd più un corposo libretto di 72 pagine e persino un poster. Illustrazioni del fumettista Paolo Bacilieri -  che si inventa un logo simile a quello degli Einstürzende Neubauten, solo più paffuto - e musiche della Deadburger Factory.
Occhio: Deadburger Factory. È la prima volta che il combo si mostra non nelle vesti di band ma come laboratorio, e vista la loro metodica (basta dare un occhio alla biografia), e alla luce del box in esame,  la cosa non suona affatto singolare.

Diciamo che ad oggi, dopo sedici anni di carriera, i toscani Deadburger si presentano a noi per quello che realmente sono. Il primo disco omonimo, risalente al 1997, espone da subito una grande libertà nel riproporre la tradizione industrial-wave italica di Pankow e Cccp. Non per niente il suo seguito, l’Ep “Cinque Pezzi Facili” (1999), contiene una serie di rivisitazioni della “Io Sto Bene” dei Cccp, con un suono elettronico-dance che serve quasi come una bozza di “autoremix” (ma anche quasi ambientale in “Io”).
Il secondo disco vero e proprio, “S.T.O.R.1.E” (2003), con Roy Paci ospite alla tromba, è invece meditato e quasi vira a un rock elettronico esistenziale e più conforme, ma con maggior varietà di stili (anche dub in “Ricambi” e “Etere”) e un sentore da Nine Inch Nails (lo psicodramma di “Listino Prezzi”, fratturato tra pianissimo e fortissimo), quasi il corrispettivo del passaggio tra Cccp e Csi.

“C’è Ancora Vita Su Marte” (2007) è finalmente il tour-de-force di tecniche e stili d’avanguardia che il gruppo nelle opere precedenti paventava soltanto: vasto, sfinente, solenne, un conguaglio di umori che ne fa uno dei capolavori del noise-rock italiano.
Il nuovo “Fisica Delle Nuvole” invece raccoglie quattro colonne sonore che il gruppo, in un arco temporale di circa dieci anni, ha composto per il teatro, composizioni sia d'insieme che soliste, riarrangiate per l'occasione e scindibili tra forma canzone e libera sperimentazione. Questo triplo disco è un po’ il loro “Ummagumma”.

Prevalentemente alla canzone d’autore appartiene “Puro Nylon”. Basato sul libro omonimo e accreditato al trio Alessandro Casini, Vittorio Nistri e Tony Vivona (che del libro è l'autore), il cd testimonia di una pièce che in corso d'opera ha integrato anche estratti di Samuel Beckett e Giorgio Saviane. Musicalmente non siamo tanto distanti dall'art-rock in salsa Rock In Opposition e, in particolare, dagli Stormy Six di “Al Volo”. Ad esempio, il basso incipit della suite in 3 movimenti “1940/Madre”, introdotta dalle parole di Duchamp, che rimanda direttamente a quello di “Non Si Sa Dove Stare”.
Altrove, tra partiture cameristiche (“Variazioni Su Un Campione Di Erik Satie #1: Re” e “#2/3: L'inganno/Il Poeta”) e ossute sortite rock (“Obsoleto Blues”), c'è anche spazio per ballate che farebbero la gioia degli ultimi Massimo Volume (l'incantevole contributo di Lalli in “Oltre”) e citazioni più o meno velate ai King Crimson (la chitarra distorta di “Variazioni Su Un Campione Di Erik Satie #4: La Pelle”, ricorda la parte centrale di “Fallen Angel”). La malinconica “Ancora Più Oltre”, con pregnante cornetta, chiude alla grandissima.

Con il secondo cd, in pratica uno split album, entriamo nel campo della sperimentazione. La prima parte è appannaggio di Vittorio Nistri ed è ideata per lo spettacolo “Interferenze”. La peculiarità di Nistri sta nel fatto che le quattro composizioni del suo “Microonde” sono nate proprio grazie al notorio elettrodomestico, che spento o acceso, percosso o accarezzato, ha generato rumori poi filtrarli via vocoder o pedali di vario genere. Se escludiamo l'ipnotica “Strategia Del Topo”, munita anche di luce propria, è musica per teatro e si sente.
Di contro, per problemi all'interno della compagnia teatrale, il lavoro di Alessandro Casini non ha avuto la fortuna di esordire su palco. Destinato per un adattamento di “Nova Express” di William Burroughs, “Vibroplettri” è frutto di una chitarra elettrica modificata, una acustica, un set di percussioni preparate. Il gioco, qui, è che i plettri vibranti del titolo sono anelli per stimolazione play ultra della durex (roba da maschietti, insomma), dildos (cose da donne, stavolta), e rotori per lecca lecca Chupa Chups (un po' per tutti, presumo). Cosa ne viene fuori? Un po' di western (“Il Dentista Di Tangeri”), del sano hard-rock (“Cuore Di Rana”), qualcosa alla Manuel Göttsching (“Arando I Campi Di Vetro”), un dub calato industrial (“Dr Quatermass, I Presume”). Dodici minuti ben spesi.

Con il terzo e ultimo cd, stavolta accreditato pienamente ai Deadburger, si ritorna nel campo della canzone. Associato alla rappresentazione teatrale “Post Atomic Cafè”, nata su testi autografi della band, che dai cinque censiti passa a otto elementi, “La Fisica Delle Nuvole” segue sostanzialmente la scia di  “Puro Nylon”.
Se l'inizio è subito toccante, con la title track che disegnando una leggiadra rapsodia per archi e fiati, vede Simone Tilli, qui nella parte di Kurt Vonnegut, raccontare di quanto siano state importanti nella vita del noto scrittore le figure del fratello Bernard (qui Bernardo, specializzato in fisica delle nuvole) e della sorella Alice (che rimane Alice, scultrice morta di cancro all’età di quarantuno anni),  il successivo trittico muove decisamente rock. E se il nervoso funk di “Bruciando Il Piccolo Padre”, molto crossover '90, scorre indolore, del lotto si segnala la psichedelia ora Jane's Addiction di “Amber”, ora Black Sun Ensemble (con Paolo Benvegnù alla voce) in “Cose Che Si Rompono”.

Così come al teatro, anche su disco la strumentazione utilizzata è prevalentemente acustica, lasciando di elettronico il solo il basso fretless e le tastiere, organo e piano. Piano elettrico che insieme ai fiati e al duetto vocale Simone Tilli-Irene Orrigo tratteggia, in “Wormhole”, una delle melodie più intense dell'intero lavoro, qualcosa che senza esagerare profuma di tardi Talk Talk. Siamo in territori sacri dove a metterci piede si rischia grosso, ok, ma profumare non significa profanare; pertanto, se ne “Il Mare E’ Scomparso” lo spauracchio di questi ultimi si palesa pure nel cantato, che rilegge Hollis secondo Jamie Stewart, dando una pregevole prova di classe, a noi tocca dirlo. E come giudicare una suite come C'è Ancora Vita Su Marte”, che parte jazz cameristica (con echi del Wyatt) e risolve ipnotica e western, se non incantevole?!

Concludendo, con “La Fisica Delle Nuvole” i Deadburger ci regalano una prova di forza e genio. Questo è il made in Italy di cui andare fieri.
Del libretto non vi diciamo nulla se non un consiglio: occhio a come nasce il forno a micro-onde.

(16/10/2013)

  • Tracklist

Cd 1: Puro Nylon

  1. 1940/Madre
  2. Variazioni su un Campione di Erik Satie #1: Re
  3. Variazioni su un Campione di Erik Satie #2/3: L’Inganno/Il Poeta
  4. Oltre
  5. Obsoleto Blues
  6. Variazioni su un Campione di Erik Satie #4: Ciò Che la Pelle Spiega
  7. In Ogni Dove
  8. Ancora Più Oltre

 

Cd 2: Microonde/Vibroplettri

  1. La Mia Vita Dentro il Forno a Microonde
  2. Strategia del Topo
  3. Magnetron
  4. Micronauta
  5. Il Dentista di Tangeri
  6. Cuore di Rana
  7. Dr Quatermass I Presume
  8. Arando i Campi di Vetro

 

Cd 3: La Fisica delle Nuvole

  1. La Fisica delle Nuvole
  2. Amber
  3. Bruciando il Piccolo Padre
  4. Cose Che Si Rompono
  5. Wormhole
  6. Il Mare E’ Scomparso
  7. Deposito
  8. C’E’ Ancora Vita Su Marte
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(2003 - Wot 4 Records)

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