Rogue Wave

Nightingale Floors

2013 (Vagrant) | alt-pop

I Rogue Wave sono ancora tra noi. Ne hanno passate tante negli ultimi anni: dopo i felici esordi con la Sub Pop (con i bellissimi “Out Of The Shadow” e “Descended Like Vultures”) che pareva incoronarli come i fratellini degli Shins, il passaggio alla major Brushfire Records (il pomposo e deludente “Asleep At Heaven's Gate”) non riesce a traghettarli verso il grande pubblico. Il quarto album “Permalight”, del 2010, esce per la Vagrant, ma continua a dare un'immagine incerta della band, ancora alla ricerca di un proprio suono e di un pubblico di riferimento.

Nel frattempo, tante sfortune: il batterista Pat Spurgeon si scopre affetto da una malattia renale e ne patisce le conseguenze (compreso un trapianto), il bassista Evan Farrell muore in seguito a un incendio. Tempo di ricaricare le batterie, capire come andare avanti. Il leader della band, Zach Rogue, registra così un nuovo disco a nome Release The Sunbird, che è una vera boccata d'aria fresca, e pare tornare alle attitudini new-folk e lo-fi degli anni con la Sub Pop.
Se sono in molti a decretare il definitivo congelamento del progetto Rogue Wave, è la band stessa a sfatare queste supposizioni, annunciando sul proprio sito un nuovo album previsto per l'estate e registrando un inedito (bello) per la colonna sonora di “Iron Man 3”.
Eccoci qui, quindi, a “Nightingale Floors”, quinto lavoro in studio di una band ormai navigata, che tenta di sconfiggere sfortuna e tristezza con l'aiuto di irresistibili melodie pop. Forti della collaborazione con un produttore astuto come John Congleton (recentemente con i Black Angels, ma dietro la console anche per Modest Mouse, Explosions In The Sky, David Byrne, The Roots, Walkmen e tantissimi altri) che saggiamente fa ritrovare alla band la sintesi dei primi album (solo una canzone supera i cinque minuti di durata), facendola concentrare su quello che sa fare meglio, ovvero confezionare piccole gemme pop.

Non che l'esperienza di “Asleep At Heaven's Gate” e “Permalight” sia passata invano: del primo è rimasta qualche tentazione di grandeur da arena rock (“Siren's Song”) mentre la discutibile “svolta synth” del secondo è interiorizzata e finalizzata a ricreare qualche arrangiamento interessante (“Figured It Out”, "S(a)tan"). “Nightingale Floors” non è probabilmente il lavoro più memorabile di Zack Rogue & Co., ma è senza dubbio quello che riassume con più coerenza le tante sfaccettature e sperimentazioni della band, il disco della “maturità”, se così si può dire.
C'è un po' di tutto, dal ritornello-killer dell'azzeccatissimo singolo power-pop “College” (praticamente un inno: “You cannot acknowledge all the thing you've done done in college, you know we've already been charged with it”), a soffuse pause acustiche come la deliziosa “When Sunday Morning Comes” o “The Closer I Get”, momenti più sostenuti e rockeggianti come “Siren's Song” e “Used To It”, lente ballate che esplodono in emozionanti crescendo come l'iniziale “No Magnatone” e la conclusiva “Everyone Wants To Be You”.

Inspiegabilmente (forse per mantenere una durata “contenuta”) lasciate fuori quattro bonus track, di certo non inferiori alle canzoni che compongono la tracklist “ufficiale”, che includono anche una sorprendente versione di “Nearly Lost You” degli Screaming Trees (e nel personalizzare canzoni altrui i Rogue Wave sono esperti, il loro repertorio include brani di Buddy Holly, Yeah Yeah Yeahs, Pixies, Ok Go e via dicendo).

(05/07/2013)

  • Tracklist
  1. No Magnatone
  2. College
  3. Figured It Out
  4. Siren’s Song
  5. The Closer I Get
  6. S(a)tan
  7. Used To It
  8. Without Pain
  9. When Sunday Morning Comes
  10. Everyone Wants To Be You

Bonus tracks

  1. Nearly Lost You
  2. Body Breaks
  3. Operated
  4. When You Walk Away
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