Saul Jarvie

Existential Eczema

2014 (Pozible) | alt-rock

Protagonista della scena underground australiana, Saul Jarvie può vantare un cospicuo curriculum in cult-band come i Microflora, Rival Flight e Watership Down, restando sempre ancorato a uno stile deliziosamente post-rock con citazioni di Sonic Youth e Slint.
“Existential Eczema” sembra essere il primo punto fermo della sua tormentata carriera artistica, un album pubblicato solo in vinile rosso (anche se con grosse difficoltà tecniche) che mette in luce un suono maturo e robusto, che vibra sottopelle con un romanticismo passionale in costante equilibrio con il lato oscuro del rock.
Sono quaranta minuti di musica ipnotici, ricchi di carattere e melodia, nove brani che Saul Jarvie ha realizzato con l’aiuto di alcuni amici musicisti come Heinz Riegler, Seja Vogel, Melanie Smart, Jason Pickering, Sez Wilks, Chris Yates, Mark Monnone, Tylea Goold, Cameron Allen, Mirko Vogel, Lucy Jean Roleff, Sez Wilks, Peter Joseph Head, Matthew Lobb, Donnie Mackay e Jane Elliot. Saul in alcuni casi ha perfino nascosto le sorti delle performance dei musicisti limitandosi a indicare solo delle linee guida e aggiungendo poi la sua voce (in particolare nel brano finale “Pharaoh Prescriptions”).

La musica di “Existential Eczema” ripropone con forza tutte le peculiarità del rock alternative australiano: c’è la forza catarchica della psichedelia folk-pop dei Church nella splendida rock-ballad “The Heart, The Art, The Wealth”, il tono corrosivo di Nick Cave o dei Cosmic Psychos in “On Giedi Prime”, ma anche la solennità quasi plumbea dei Triffids nel pregevole melodramma sonoro di “The Other Side Of The Firelight”.
Il suono si muove tra le coordinate su descritte ma non perde mai vigore o personalità grazie a una solida scrittura; Saul Jarvie non tenta la strada del crossover stilistico e mantiene saldo il sapore agrodolce che permea tra le robuste maglie sonore come sangue tra le fibre nervose di un corpo in perenne movimento.

Il robusto incipit di “My Own Brocken Spectre”, impreziosito da nuance elettroniche vintage, è uno dei manifesti più creativi del musicista: i riff di chitarra procedono incalzanti, il canto perde il tono melodico diventando sempre più corrosivo e svogliato e il ritmo ossessivo tiene saldo il flusso inarrestabile di passione e lirismo.
Questa catarsi sonora si ripete quasi in modo ciclico: il country-blues psichedelico di “Tracks Line Up” si sgretola sul ritmo che prende corpo dopo alcuni secondi, trasformando il tutto in un furioso rock’n’roll psichedelico che tracima dai confini e travolge tutto.

La leggera flessione folk-pop di “Searchlights Scored”, il rock sincopato alla Television di “Guinevere Got Caught on the Fence” e il languore alla Dirty Three-Velvet Underground di “Air There” non sembrano apparentemente modificare l’impatto sonoro dell’album e certificano l’ottima vena compositiva di Saul Jarvie, rendendo più amaro l’oblio al quale sembra destinato “Existential Eczema”, vittima di scelte radicali e di un sempre più costante disinteresse del pubblico per musicisti anomali.

(27/04/2014)



  • Tracklist
  1. My Own Brocken Spectre
  2. The Heart, The Art, The Wealth
  3. Green Feet
  4. The Other Side of the Firelight
  5. The Searchlights Scored
  6. Guinevere Got Caught on the Fence
  7. On Giedi Prime
  8. Air There
  9. Pharaoh Prescriptions
Saul Jarvie on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.