Risponde il critico

Velvet Underground - Quando il rock divento' un'orgia

di Claudio Fabretti
Puntata dedicata al gruppo nato nella New York "sotterranea" di Andy Warhol durante gli anni Sessanta. Una formazione che ha influenzato intere generazioni di musicisti e che annoverava tra le sue file artisti del calibro di Lou Reed, John Cale e (inizialmente) Nico. Ho chiesto a Piero Scaruffi, critico musicale e storico del rock, nonché editore del sito www.scaruffi.com, di rispondere a dieci domande sulla loro storia.

1. Qual è il contesto culturale e musicale in cui nascono i Velvet Underground?

E` una risposta che richiede un libro intero.
Prima c'erano stati i movimenti pacifisti. Poi il movimento per i diritti civili. Poi era nato l'"underground". Poi la psichedelia. Tutto successe molto rapidamente (rispetto ai ritmi a cui siamo abituati oggi). In qualche maniera il risultato di tutto ciò fu di creare due società parallele: c'era quella di superficie e c'era quella sotterranea. Metropoli come New York avevano un fitto sottobosco di artisti che facevano pittura, musica, cinema ecc. in maniera completamente scollegata da ciò che succedeva in "superficie", indifferenti a ciò che si "vendeva". Reed, Cale, Nico, Morrison e Tucker capitarono nel giro di Andy Warhol, che era anche uno dei più attivi e seguiti. Avevano storie diverse. Cale, per esempio, aveva fatto parte dei circoli della musica d'avanguardia.  Reed, secondo me, bazzicava quegli ambienti semplicemente perche' cercava sesso e droga facili. A parole faceva il poeta, comunque.

2. E' vero che il loro primo album "Velvet Underground and Nico", considerato oggi uno dei capolavori della storia rock, all'epoca vendette pochissimo? E da quando è iniziata la sua "riscoperta"?

E` vero, ma dipende da cosa si intende per "riscoperta". Era "famoso" (in quei circoli) prima ancora di uscire.  Il disco usci` un anno dopo essere stato registrato e probabilmente venne pubblicato proprio perché era gia` diventato un mito. Quando apparve, credo che molti si resero subito conto della sua grandezza, e la fama del gruppo si sparse rapidamente. Per due-tre anni i Velvet Underground furono un punto di riferimento dell'(appunto) underground, anche se ovviamente i riflettori dei media erano puntati sulla West Coast per via degli hippies. Quando nel 1968 crollò tutto (per tante ragioni, politiche e musicali), e venne la grande reazione contro l'underground, fu un po' tutta la musica rock a passare in secondo piano.
I Velvet Underground vennero riscoperti dalla new wave (Lou Reed in particolare divenne uno dei miti della new wave) e dal punk.
E il resto è storia.
Però non credo ci sia mai stato un periodo in cui la critica rock non riconosceva ai primi due dischi dei Velvet Underground uno status enorme.
Per i Television e i Suicide non fu difficile "riscoprirli", in quanto se ne era sempre parlato.
Se invece parliamo di successo commerciale, quello penso non l'abbiano mai avuto. In tal senso devono ancora essere "riscoperti".
Ma bisogna tenere presente che la "Nona" di Beethoven vende tuttora molto meno di dischi come quelli dei Backstreet Boys.

3. Quali erano i ruoli artistici all'interno della band? E, in particolare, qual era l'apporto specifico delle due "menti", Lou Reed e John Cale?
Su questo si è dibattuto e ancora si dibatte. Talvolta questi discorsi mi ricordano i litigi fra mio padre e mio zio su Coppi e Bartali!
Cale era senza dubbio più musicista (musicista nel senso europeo del termine). Reed era più poeta maledetto. Secondo alcuni, la musica dei Velvet Underground non ha nulla di spettacolare dal punto di vista musicale, è un fatto di atmosfera, e pertanto Reed fu la vera anima.
Secondo altri, la musica dei Velvet Underground è un fatto prettamente di innovazione armonica, e pertanto Cale fu la vera anima. Secondo alcuni i dischi solisti di Reed sono quelli che più si avvicinano alla musica dei Velvet Underground. Secondo altri e` il contrario, sono quelli di Cale.
Si può discutere all'infinito. Reed era certamente più portato alla forma canzone e fu lui a sterzare verso il sound più commerciale del terzo album. Cale era certamente più portato alla suite, perché aveva suonato con LaMonte Young, Tony Conrad e tanti altri musicisti d'avanguardia. Personalmente ritengo che la grandezza dei Velvet Underground stia nel fatto musicale, e pertanto tendo a vedere in John Cale il vero genio. Ma, ahimé, la sua carriera solista non è stata all'altezza dei primi due dischi dei Velvet Underground, per cui non ci sono dubbi che gli altri tre fossero fondamentali. Ho sentito paragonare i Velvet Underground ai Rolling Stones: Reed a Jagger, Cale a Jones, Tucker a Watts... Potrebbe essere un paragone calzante.

4. E' vero che Nico, la straordinaria chanteuse dell'album d'esordio, venne imposta da Andy Warhol, mecenate della band, e mal digerita dal resto del gruppo?
Sì, Nico era amica di Warhol e Warhol la impose al gruppo. E` un fatto che Cale e Nico erano e rimasero ottimi amici.

5. Quali sono le caratteristiche musicali che resero l'opera dei Velvet rivoluzionaria?
Si potrebbero fare discussioni tecniche, ma alla fine trovi sempre un musicista che aveva usato la stessa tecnica prima di loro (come per tutti i musicisti del mondo).
Certamente il coraggio di suonare in maniera "orgiastica".
Non erano gli unici a improvvisare, perché, specialmente a New York, i musicisti rock erano sempre più influenzati dal free jazz. Però gli altri improvvisavano in maniera meditata, composta, elegante (basti pensare al contrasto con ciò che facevano i Grateful Dead o i Jefferson Airplane). I Velvet Underground si lasciavano andare a torrenti caotici di rumore. Ritmi tribali, distorsioni stordenti.
Il loro sound era "crudo", sembrava voler infastidire più che affascinare. A posteriori uno può anche notare che avevano un'altra qualità in contrasto al resto del rock: era musica "trascinante".
Oggi sembra una banalità, ma in quegli anni il rock non era gran che' trascinante. Che fosse strutturato o meno. Il sound dei Velvet Underground era strutturato in progressioni vertiginose. (Credo sia anche una delle cose che ebbe più influenza sui posteri). Quella qualità l'avevano in realtà tanti gruppi del "garage-rock", di cui avremmo saputo anni dopo. E si può discutere all'infinito se quello stile i Velvet Underground lo inventarono o lo copiarono.
Un gruppo che, quello sì, sarebbe stato riscoperto anni dopo, e che è l'unico forse di cui si possa dire la stessa cosa, sono i Red Crayola. Quelli sì ai tempi la critica se li perse del tutto.
Secondo me dopo i Velvet Underground il termine "musica" ha acquisito un altro significato.

6. Spesso, esaminando i lavori dei Velvet, usi i termini "baccanali" e "raga". Puoi spiegare  che cosa c'era di "orgiastico" nelle loro performance, a partire dall'"Exploding plastic inevitable show", e in che modo la loro musica si rifaceva ai "raga"?
Orgiastico anche in senso letterale, per inciso. Le feste di Warhol non erano dei concerti in cui la gente stava seduta ad ascoltare...
Per quei tempi (1965) i concerti dei Velvet Underground erano decisamente baccanali. Il fatto che assomigliassero ai raga è vero, anche se non ho mai capito quanto abbia senso enfatizzare questo fatto. La musica indiana era molto popolare al Greenwich Village, specialmente fra i jazzisti, e certamente contribuì ad aprire le menti e portò al concetto di suite improvvisata ma strutturata in maniera ritmica. E LaMonte Young ne era certamente molto familiare. Quanto le orge dei Velvet Underground assomiglino a un raga sinceramente non sono competente per giudicare.

7. C'era un rapporto tra i temi che trattavano e le battaglie politiche di quegli anni?
Secondo me no, perché a quei tempi c'erano veramente battaglie nelle strade e nei testi dei Velvet Underground c'è ben poca traccia di quelle battaglie. Secondo me furono tanto apolitici quanto lo si poteva essere in quegli anni.

8. Quali furono le cause che portarono allo scioglimento della band?
Il litigio fra Reed e Cale mise fine ai Velvet Underground di cui sto parlando io. Il terzo album a mio avviso è già un album solista di Reed.
Il gruppo visse una lunga agonia anche dopo che Reed se n'era andato. Non so neppure chi fosse nella formazione degli ultimi Velvet Undeground (1972, se  non erro).

9. Che cosa si intende per "rock decadente" e quali sono i legami tra questo movimento, che ebbe i Velvet per pionieri, la pop-art e la rivoluzione estetico-teatrale del glam-rock degli anni Settanta?
Come tutte le etichette che non si riferiscono a un movimento culturale, ma servono soltanto a strutturare libri in capitoli, il termine "rock decadente" si presta a qualsiasi interpretazione.
Mick Jagger era un musicista decadente.
E, a ben pensarci, anche Dylan. E prima di lui tanti cantanti soul. E Chuck Berry. Per non parlare di Zappa. Alla fin fine non saprei citare molti musicisti rock che non fossero decadenti.
Il glam-rock mi sembra sia stato un fenomeno molto effimero (uno o due anni), inventato dai media, un fenomeno di costume come tanti altri nella storia del rock, che suppongo abbia più a che vedere con Mick Jagger e il music hall che con i Velvet Underground e la pop-art (mi sembra che quelle cose le facessero già all'inizio del secolo in Gran Bretagna).

10. Quali sono stati, negli anni, i migliori discepoli dei Velvet Underground? E in quali ambiti musicali la loro influenza si avverte tuttora?
Credo che buona parte del rock moderno sia stato influenzato dai Velvet Underground.
E` sempre difficile stabilire "gradazioni", e dipende sempre da quale aspetto ti piace della musica dei Velvet Underground (le ballate o le orge).
Dai Suicide ai Pere Ubu, dai Sonic Youth fino agli Stereolab sono letteralmente migliaia i complessi per descrivere la cui musica è stato usato in qualche misura il termine "Velvet Underground".
Playlist
Velvet Underground & Nico (Verve, 1967)

9,5

White Light, White Heat (Verve, 1967)

8,5

 The Velvet Underground (Verve, 1968)

7

 Loaded (Warner, 1970)

6,5

 Squeeze (Polydor, 1973)

 

 1969 Velvet Underground live (Mercury, 1974)

7

 VU (Verve, 1985)

 

 Another View (Verve, 1986)

 

 Live MCMXCIII (Warner, 1993)

 

 Peel Slowly And See (Polydor, 1995)

 

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