Tornano i Porcupine Tree con un nuovo album che non si discosta molto dal precedente "Deadwing", una raccolta di brani che vanno dalla ballata pop-rock a complesse e oblique strutture prog di sapore crimsoniano (quelli di "The Power To Believe", per intenderci) – non è un caso, infatti, che tra gli ospiti del disco ci siano Robert Fripp e Alex Lifeson dei Rush.
Si percepisce insomma la tendenza a voler riciclare le stesse procedure stilistiche che da "In Absentia" in poi (disco imprescindibile nella loro carriera) non hanno subito forti sterzate evolutive.
Se dalle prime prove a "Stupid Dream" e da "Lightbulb Sun" a "In Absentia" il cambiamento è sensibile e coerente, ora si ha la sensazione che Wilson e soci fatichino a trovare idee fresche, la cui conferma è rappresentata dalla terribile somiglianza di un momento all’interno del brano "Sentimental" con "Train" ("In Absentia"): stessa scelta sonora, una chitarra acustica a scandire gli stessi accordi, e stessa scansione ritmica di questi. Insomma, un vero e proprio riff riciclato, auto-plagio o auto-citazionismo consapevole?
"Fear Of A Blank Planet" non è un album brutto, ma il fatto è che ci si aspettava un ulteriore passo in avanti, uno sviluppo decisivo del loro percorso. La lunga suite "Anesthetize" potrebbe in tal senso rappresentare un’eccezione: diciassette minuti che nemmeno si avvertono, progressioni sapienti, fluide, che non annoiano mai e che non risultano forzate, un magma compositivo coerente. Ciò che non si può dire della title track, che inizia con lo stesso intento di "Deadwing" (non una pertinenza, ma un difetto quindi) e che, come se non bastasse, non ha la stessa poliedricità e pathos. Addirittura "Sleep Together" è una ballata rock che potrebbero scrivere i Goo Goo Dolls.
Dispiace ascoltare i Porcupine Tree solo dal lato della maestria esecutiva, sempre eccezionale ed emozionante, perché in futuro vorremmo anche proposte più illuminate. E bisogna dare torto al buon Wilson quando si ostina a ribadire l’incatalogabilità della sua proposta: andatevi a leggere la sua playlist personale sul sito ufficiale della band. La stessa musica che troverete descritta in quell’elenco la ritroverete, a compartimenti stagni, tra i solchi di questo scacco poco efficace.
22/05/2007
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