Discogs, il più grande database online per la musica, ha compilato una singolare lista: quella dei 40 album più tristi di tutti i tempi. Si spazia da classici jazz alla darkwave, dal cantautorato più riflessivo e malinconico all’elettropop e al trip-hop. “Quando gli esseri umani sono tristi, finiscono inevitabilmente attratti da quel tipo di sonorità – sottolinea Discogs presentando la lista – La musica malinconica è il compagno perfetto quando ti senti affranto, triste o pessimista. Il team di Discogs ha curato questo elenco nel corso di anni di auto-riflessione (e forse di autocommiserazione). I dischi selezionati dal nostro staff sono davvero i più tristi di tutti i tempi. Fai attenzione perché gli effetti dell’ascolto possono essere devastanti – ironizza il sito – Concediti questo buffet a volontà con noi”. Per ogni titolo sono indicati i momenti e i versi più tristi, oltre alle motivazioni per la scelta nella pagina completa che trovate a questo link. Qui sotto, invece, “i 40 dischi più tristi di sempre” selezionati da Discogs.
Leonard Cohen – Songs Of Love And Hate
Radiohead – A Moon Shaped Pool
Sufjan Stevens – Carrie & Lowell
Bon Iver – For Emma, Forever Ago
Susanne Sundfør – Ten Love Songs
Zulema – Zulema
Johnny Cash – American IV: The Man Comes Around
Caetano Veloso – Caetano Veloso
Bonnie “Prince” Billy – I See A Darkness
William Basinski – The Disintegration Loops
Ashbury – Endless Skies
Tender Forever – No Snare
Joy Division – Unknown Pleasures
Interpol – Turn On The Bright Lights
Mount Eerie – A Crow Looked At Me
Grandaddy – The Sophtware Slump
Nick Cave And The Bad Seeds – Ghosteen
Red House Painters – Down Colorful Hill
Smog – The Doctor Came At Dawn
This Mortal Coil – It’ll End In Tears