CRANBERRIES - Mtv Unplugged

2025 (Island)
folk-rock, pop

C’erano una volta gli Mtv Unplugged, i concerti acustici della tv che aveva ucciso le radio star. Performance intime e spesso epocali, alcune delle quali immortalate su disco. Tra i momenti più memorabili, impossibile non citare il set di Eric Clapton e quello intriso di malinconia dei Nirvana, la sobria compostezza dei Rem e l’eleganza di Natalie Merchant alla testa dei 10,000 Maniacs, la potenza degli Alice in Chains e le interpretazioni toccanti di Rod Stewart, Bob Dylan e Bruce Springsteen (che, in controtendenza, lasciò la spina attaccata).

Oggi, che Mtv sta chiudendo i battenti in giro per il mondo, resta la nostalgia per quelle esibizioni, capaci di fotografare un’epoca in cui bastavano le corde di una chitarra a scatenare le emozioni, senza bisogno dei watt di un amplificatore. Nostalgia doppia – e ben più lacerante – nel caso dei Cranberries della compianta Dolores O’Riordan, che di quella serie furono tra i migliori interpreti con la storica esibizione del 1995. Un concerto che oggi torna alla luce, grazie alla sua prima pubblicazione (se si eccettua l’edizione limitata in 3Lp per il 30° anniversario di “No Need To Argue”), su vinile, cd e in digitale per Island Records/Ume.

All’epoca la formazione di Limerick era sulla cresta dell’onda grazie al successo di “No Need To Argue“, il secondo album che stava dominando le classifiche internazionali con il suo miracoloso equilibrio tra radici celtiche, energia rock e scrittura pop di forte impatto. Una band che si presentava compatta e affiatata, il giorno di San Valentino del 1995, alla Howard Gilman Opera House di Brooklyn (New York). Di fronte alle telecamere, però, la scena fu tutta per Dolores O’Riordan: la sua voce magnetica, con i vibrati taglienti e le inflessioni sospese, guidava ogni brano con un’intensità spettrale.

“Avevamo visto alcuni dei più grandi nomi della musica come Rem, Pearl Jam, The Cure e Nirvana fare i loro Unplugged ed eravamo increduli di poter seguire le loro orme – ricorda il batterista Fergal Lawler – Mtv stava facendo una serie di registrazioni in questo bellissimo vecchio teatro. C’era un’atmosfera davvero rilassata anche con il pubblico seduto sul pavimento”. Affiancati da Electra Strings (il quartetto d’archi che aveva accompagnato la band nel programma britannico Later with Jools Holland nel 1994), i Cranberries confermarono tutta la vibrante intensità delle loro ballate e dei loro inni celtic rock.

A distanza di quasi trent’anni, quella performance torna ora in un’edizione ufficiale, “MTV Unplugged”, che ne rimette a fuoco la naturale forza espressiva. In poco più di mezz’ora, nove brani in versione acustica mettono a nudo l’intensità di una band nel pieno della maturità creativa. L’avvio con la dimensione sospesa di “Dreaming My Dreams” introduce un clima quasi confidenziale, come se tra palco e platea si aprisse uno spazio condiviso. Impreziosita dagli archi, “Ode To My Family” assume contorni ancor più nostalgici, mentre “Linger”, la hit del debutto “Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?”, spogliata della sua confezione pop, si trasforma in un piccolo bozzetto acustico, con la chitarra e il basso di Noel e Mike Hogan a cesellare un contrappunto minimale alla voce di Dolores.

“Free To Decide” e “I’m Still Remembering”, che solo l’anno dopo avrebbero trovato posto in “To The Faithful Departed”, aggiungono un velo ulteriore di intimità, accolte da un pubblico che nel 1995 le ascoltava per la prima volta.

Ma l’acme del concerto non può non essere “Zombie”, la hit suprema dei Cranberries che segna anche il momento più esplicitamente politico del set: la furia del brano resta trattenuta, implosa, in una cornice acustica che sprigiona tutta l’angoscia del testo, straziante denuncia della violenza in cui ancora versava l’Irlanda del Nord nel 1993.

Ciliegina sulla torta, “Yesterday’s Gone”, scritta in un paio d’ore dalla cantante insieme al chitarrista Noel Hogan e mai registrata in studio, che resterà inedita fino alla ristampa per il 25° anniversario di “No Need To Argue”. Pochi accordi e l’interpretazione sussurrata di O’Riordan, con il suo spleen desolato e fatalista, bastano per evocare la resa al tempo e l’inevitabilità del distacco.

Il saluto finale con “No Need To Argue” concentra in pochi minuti l’essenza della band: dolcezza, drammaticità e un senso di vulnerabilità perenne.

Nel suo insieme, “Mtv Unplugged” restituisce la capacità dei Cranberries di generare emozione col minimo degli orpelli. La voce di Dolores, con la sua grazia quasi sovrannaturale, resta il fulcro di una band fotografata in un momento di grande serenità, lontano dalla tensione che da lì a poco avrebbe colpito la cantante, tra stress, aspettative e una fragilità sempre più devastante. È un documento che, come i migliori episodi della serie “Unplugged”, ricorda come a volte possano bastare una chitarra, una voce e qualche istante di silenzio per svelare la vera identità di una band. Un momento altissimo nella carriera della formazione irlandese, proseguita con successo fino a quel tragico 15 gennaio del 2018 che ci ha portato via Dolores O’Riordan.

19/11/2025

Tracklist

  1. 1. Intro/Dreaming My Dreams
  2. 2. Ode To My Family
  3. 3. Linger
  4. 4. Free To Decide
  5. 5. I'm Still Remembering
  6. 6. Empty
  7. 7. Zombie
  8. 8. Yesterday's Gone
  9. 9. No Need To Argue

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