Perché lo facciamo? Ci ritroviamo qui nella mischia persi nel tempo, perché giochiamo a questo gioco incredibile, stupido e incasinato? Beviamo il nostro tè, perché lo amiamo? Pieghiamo le nostre ossa e ci puliamo le scarpe, abbiamo ancora bisogno di te(“Everything Else”)
Non sorprende che Mike Lindsay nei tempi recenti si sia immedesimato nel ruolo di autentico Zelig della scena alt-folk. La collaborazione con Laura Marling per il progetto Lump, quella ancora più intrigante con Anna B Savage per il disco “Supershapes Vol 1” e la presenza negli album di Dana Gavaski (“Late Slap”) e William Doyle (“Spring Eternal”) sono testimonianze di un’ispirazione che non ha perso nulla degli esordi.
Come nenie per fanciulli che non bramano crescere, le dieci canzoni di “Love You All Over Again” si librano con leggerezza e s’incastrano nel quadretto più coeso e riuscito della band negli ultimi tempi, quasi un ritorno alle origini, nello stesso tempo ricco di innovativi slanci nel futuro che sorridono sia alla natura bucolica della musica folk (la poetica Snails”) che alla seduzione multietnica (il mix di elettronica e ritmi afro della magmatica “Yeekeys”).
La magia dei Tunng resta ancorata a una delicata e suggestiva struttura folk che, più che alla Incredible String Band (riferimento che ha comunque una propria valenza), è legata all’immaginario naturalistico di Simon & Garfunkel in delizie come la ballata contaminata dal suono lontano dei fiati di “Levitate A Little” o l’intreccio di sonorità metalliche e accordi di chitarra acustica di “Didn’t Know Why”.
“Love You All Over Again” è un disco ricco di felici intuizioni: le mutevoli sequenze di melodie minimali e glitch elettronici di “Sixes”, il fugace dialogo tra accenni strumentali e vocali di “Laundry”, i lievi contrappunti armonici di “Deep Underneath” e l’inquietudine che cova dietro i pur languidi e ipnotici loop chitarristici di “Coat Hangers” sono come sortilegi sonori che destrutturano una materia a noi nota per renderla unica e fantasiosa. Un trionfo di creatività che riporta i Tunng al centro della scena musicale contemporanea.
05/02/2025