Il vuoto lasciato di recente dalla tragica scomparsa di Luis Vasquez non sarà facile da colmare, anche se proprio in California, dalle parti di Oakland, c’è un trio che da alcuni anni si sta muovendo nella stessa direzione verso la quale si stava (in parte) orientando il compianto leader dei Soft Moon. Si tratta degli Houses Of Heaven, già saliti alla ribalta nel 2020 grazie a un debut di tutto rispetto, “Silent Places“.
“Within/Without” si apre ancora una volta alla contaminazione, contemplando una forte componente elettronica di matrice industrial-Ebm: pensiamo soltanto all’ospite di lusso presente in “The End Of Me”, il carismatico Douglas McCarthy dei Nitzer Ebb (le sue melodie, tuttavia, si incastrano senza grossi sussulti all’interno di un tessuto sintetico debitore dei vecchi Front 242). Più avanti, oltre a lui, ci imbattiamo anche nelle vocals ispaniche di Mariana Saldaña (tempo fa già arruolata per un pezzo dei Boy Harsher), qui alle prese con la liquida synthwave di “Deserve”.
In realtà, gli Houses Of Heaven sembrano funzionare meglio quando camminano sulle proprie gambe, a cominciare dal nevrotico nonché tenebroso incedere di “Strange Temptation”, un importante biglietto da visita, subito replicato da un’ispirata title track. Questo approccio sempre in bilico tra retaggi darkwave (per quanto concerne la voce e alcune atmosfere) e clangori di matrice electro-industrial (nei suoni e nelle percussioni) si ripete costantemente nel corso dell’album, nonostante la battuta a vuoto di “New Decay”. Molto meglio la notturna e sensuale “The Depths You Hold”, così come la sinuosa “Flesh Techniques”, armata di un refrain davvero avvincente.
Il tris posto in chiusura si rivela abbastanza variegato: se “Pisces” potrebbe far pensare a dei Clan Of Xymox proiettati verso il futuro, “Serpent Coil” si apre alla corrosione-distorsione del sound, in attesa delle sperimentazioni conclusive di “Sightline”, una sorta di dark’n’bass (passatemi il termine) alquanto curiosa nel risultato.
Per Adam Beck, Nick Ott (entrambi già attivi nei Vaniish) e Keven Tecon (lui un tempo drummer proprio dei Soft Moon), questo “Within/Without” conferma le buone intenzioni del progetto, pur senza offrire a noi ascoltatori le stesse ottime impressioni del debut. Probabilmente, tra questi brani, manca un vero colpo di coda oppure un singolo-bomba capace di trascinare il disco, al di là di una (comunque) meritata e abbondante sufficienza generale.
30/04/2024