Più di trent’anni di carriera e ancora qualcosa di bello da dire. Superata la seconda “sosta” dell’importante carriera con la bella doppietta “Paging Mr. Proust” e “Back Roads And Abandoned Motels”, i Jayhawks tornano con “XOXO”. Registrato alla fine del 2019 in due settimane ai Pachyderm and Flowers Studios in Minnesota, l’album della band di Minneapolis segna per la prima volta la partecipazione di tutti i membri nella composizione delle tracce. Dati gli impegni fuori dal gruppo e i positivi riscontri live ricevuti (e ancora orfani di Mark Olson), Gary Louris e Marc Perlman ne hanno approfittato per allargare gli orizzonti sonori.
“XOXO” si apre con le solari e vagabonde chitarre puntellate dai tocchi di piano di “This Forgotten Town”, lanciate verso gli intrecci vocali e il ritornello cantato da Karen Grotberg, a cui segue puntuale l’assolo di sei corde. La successiva “Dogtown Days” (altro singolo insieme al brano precedente) è scritta dal batterista Tim O’Reagan e si sente: colpi sul rullante e tagli netti di chitarra per un power-pop gradevole e d’impatto. Cambio di rotta verso gli amati 60’s (presenti anche nella scelta della copertina) con “Living In A Bubble”, con un Louris che spazia tra “Elenore” dei Turtles e Paul McCartney. Nella successiva e soffusa “Ruby” Karen Grotberg diventa per una manciata di minuti Karen Carpenter.
Il cuore della scaletta è pura Americana, e spiccano i nitidi e delicati scorci acustici “macchiati” dalla controparte elettrica in “Bitter Pill”. Tra ambientazioni care alla band (“Across My Field”, “Down To The Farm” che ricorda l’Iron & Wine di “Our Endless Numbered Days”, “Homecoming”) l’ascolto procede calmo e docile (forse anche troppo verso il finale) lungo quell’alt-country d’autore che il gruppo ha reso marchio di fabbrica, fino alla conclusiva “Looking Up Your Number”, ancora firmata da O’Reagan.
Che sia un esperimento compositivo temporaneo, oppure l’inizio di una nuova fase, il talento dei nomi in questione ci fa sempre essere ottimisti riguardo gli esiti.
14/07/2020