“Ascoltare ‘Annals Of My Glass House’ è come entrare in un vecchio negozio di antiquariato ricco di piccoli frammenti e libri polverosi, un luogo dove il trascorrere del tempo è lento e dal quale te ne vai portando con te, non un oggetto ma il suo vissuto”.
E’ strano come queste parole, scritte in occasione della prima prova discografica dei Birdsong At Morning, non abbiano perso significato, al punto da essere ancora attuali e perfette per racchiudere in poche righe l’essenza del trio di Lowell, Massachusetts (luogo natio di Jack Kerouac).
Di tempo ne è passato in verità da quel raffinato e coraggioso album diviso in 4 mini-cd, che, tra una serie di cover apparentemente bizzarre e una manciata di inediti di pregevole fattura, provava a scrivere una pagina nuova nel panorama del sophisticated-pop.
Con il successivo “A Slight Departure” il trio americano ha ridato al termine easy-listening tutta la dignità perduta in anni e anni di industrializzazione selvaggia, non è un caso che il leader del gruppo abbia in una recente intervista dichiarato quanto per i Birdsong At Morning abbiano ancora un senso termini come scrittura, arrangiamento, qualità del suono e integrità artistica.
Questa volta la band ha coinvolto un’orchestra di 20 elementi, affidando il mastering al multipremiato Adam Ayan (ben 42 Grammy Award), coinvolgendo per l’edizione in blue-ray gli stessi autori delle ristampe di King Crimson, Yes e Xtc (Neil Wilkes e Steve Bell).
Ferma restando la natura folk-pop, “Signs And Wonders” sviscera ancor di più quelle attitudini prog-rock che già facevano capolino nelle ottime cover version di brani dei King Crimson e Rolling Stones.
Questa volta spetta ai Supertramp essere oggetto di una sapiente rilettura in chiave acustico-orchestrale: la celebre “The Logical Song” non solo viene reintitolata semplicemente in “Logical”, ma perde le connotazioni pop per trasformarsi in una lenta e ipnotica ballata folk, graziata anche da una buona performance vocale di Alan Williams, mentre la raffinata coda strumentale spinge il brano ben oltre i confini del chamber-pop.
La sfida più complessa per la band, era quella di non farsi trascinare dagli eccessi degli arrangiamenti orchestrali, ma pur con qualche piccola caduta di tono (“Smiles Of A Summer Night”, “Arms Around Me”), l’album regge bene anche nelle tracce più dinamiche e vivaci (“Waterfall”, “Won’t Let Go”).
Più agevole il contraddittorio tra l’eleganza dei venti elementi dei Wondrous Signifiers e le ballate più delicate e crepuscolari, su tutte la magica “All Sadness To Come” che rispolvera uno dei miti del gruppo, Nick Drake, che aleggia come un fantasma anche tra le pieghe di “My Ghost”, mentre “Extraordinary” ritorna in quei meandri sonori che i Blue Nile hanno lasciato in eredità a chiunque sia abile nel tratteggiare, con toni essenziali e fortemente romantici, il fascino della notte e la malinconia della solitudine.
Ancora una volta i Birdsong At Morning non deludono le aspettative e, tra un fingerpicking strumentale (“Kehena Shuffle”) e un paio di canzoni perfette per catturare l’attenzione di un pubblico più generalista (“Study In Blue” e la title track), danno un’altra lezione di classe e raffinatezza a quei musicisti che hanno svenduto l’arte del perfect-pop alle tentazioni dell’estetica e della mediocrità.
27/10/2018