Non c’è alcun dubbio sulla personalità artistica di Mark E. Nevin; il suo stile riconoscibile lo ha già reso famoso come autore per i Fairground Attraction e gli Sweetmouth. L’incidente di percorso denominato “Kill Uncle” a nome dell’ex-leader degli Smiths Morrissey è servito solo ad allontanare i curiosi e i poco avvezzi al cantautorato folk made in Scotland.
Il suo nome non è nelle enciclopedie e fatica a trovare spazio anche in siti amatoriali e professionali, tutto questo nonostante possa vantare nella sua discografia un album intenso e rimarchevole come “The Mighty Dove”. “Stand Beside Me In The Sun” è il terzo album solista ma, per comprendere lo stile di Mark E. Nevin, vanno recuperati, oltre ai due album dei Fairground Attraction, anche il progetto a quattro mani Sweetmouth: “Goodbye To Songtown” e il delizioso album di Kevin Ayers: “Still Life With Guitars”.
Quello di “Stand Beside Me In The Sun” è un folk-pop dai toni gioiosi e a volte uniformi; nel disco un’atmosfera lieve cerca lidi più poetici immergendosi nel soul celtico del maestro Van Morrison.
L’album abbandona le tentazioni più corpose ed elegiache del precedente capitolo e rinnova il fascino diretto degli esordi. Non è raro infatti scorgere la lezione di vecchi maestri del folk-pop come Al Stewart o Gerry Rafferty, e non è un caso che il brano iniziale “The Girl On The Motorbike” sia ricco di piacevoli deja-vu armonici sorretti da un brillante arrangiamento.
Accordi jingle-jangle, tanto prevedibili quanto delicati, animano gran parte delle canzoni, con suoni di accordion ed echi folk che farebbero invidia ai Mumford & Sons (“A Ghost Of Summer Past”) e contaminazioni rock che riportano al fallimentare matrimonio con Morrissey (“Big Fat Old Juke Box”).
Mark E. Nevin, nel tentativo di svecchiare il suo stile, compie però qualche passo falso: il reggae di “This Little Church” e la filastrocca di “Stand Beside Me In The Sun” annoiano e sacrificano parte del loro fascino in arrangiamenti grezzi.
La voce di Mark non possiede sempre la flessibilità necessaria per sottolineare il suo scripting. Senza dubbio la sua amica Eddi Reader avrebbe nobilitato episodi piacevoli come “Blood” e “Oh Mama”, ma “Stand Beside Me In The Sun” è comunque un album pregevole.
Spunti notevoli come la già citata “The Girl On The Motorbike” e “Take A Little Leap Of Faith With Me” sono esempi di un cantautorato originale, lontano dalle inflessioni lo-fi-depression di molti songwriter moderni, e il brioso omaggio al leader dei Kinks “I Know Where Ray Davies Lives” possiede tutte le caratteristiche dell‘instant-classic: folk e beat che si sciolgono su accordi di acustica, mandolino e accordion per poi accogliere trombe e tromboni da street-band.
Discreto, sornione e a tratti ricco di sano humour, Mark E.Nevin è un personaggio da non sottovalutare. Se alcune tracce di “Stand Beside Me In The Sun” stimoleranno la vostra curiosità, vi consiglio almeno il recupero di “The Mighty Dove”, dove l’artista scozzese ha dimostrato con autorevolezza le sue innegabili qualità di songwriter che, in quest’ultimo album, vengono sacrificate per un prodotto più fresco ma meno originale.
11/11/2011