Rival Consoles

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Mutazioni galvaniche

intervista di Giuliano Delli Paoli

Nel suo nuovo disco, “Articulation”, il musicista inglese si allontana dal pc e dalla programmazione tout court, appannaggio di un ritorno alle origini, in cui l’immagine creata attraverso tavolozze di vario tipo si trasforma in suono. Un’inclinazione a conti fatti inattesa per il producer di Leicester, sempre più sulla cresta dell’onda dopo le musiche per Black Mirror, Adult Swim Singles, Alexander Whitley, e l’esperienza con 17 musicisti della London Contemporary Orchestra in occasione di una performance, sold-out, alla Queen Elizabeth Hall del Southbank Centre di Londra nel gennaio 2020.

Per comporre “Articulation” sei stato lontano dal computer. Perché questa scelta?
Amo il potere di esplorare le idee con un computer, poiché offre infinità possibilità in maniera, oltretutto, sempre più veloce. Tuttavia, negli ultimi 10 anni questo potere ha preso fin troppo spesso il sopravvento sulla mia creatività. Ritrovarsi lungo percorsi in cui solo il computer è bravo può distogliere l'attenzione dalle idee semplici e, in fin dei conti, eccitanti. Lavorare lontano dal computer resta comunque solo un modo per aggiornare la prospettiva. Non è una ricetta per creare buona musica, ma solo un modo per rinfrescare la comprensione e l'immaginazione.

Hai suonato con 17 musicisti della London Contemporary Orchestra in occasione di una performance, sold-out, alla Queen Elizabeth Hall del Southbank Centre di Londra. Cos’hai provato?
È stato molto eccitante e mi sento molto fortunato. Ma ero nervoso e un po' spaventato, perché la mia musica è lontana da questo mondo, nonostante il mio profondo legame con gli archi. E' stato magnifico sentire per la prima volta le prove dell'ensemble, soprattutto mentre eseguiva “Untravel”. Sono orgoglioso di quel pezzo. Eppure, avevo diversi dubbi sulla sua resa orchestrale, vista la sua natura artificiale. Per fortuna, ha funzionato, ed è stato commovente. Merito dell'orchestra e dei suoi abbellimenti davvero intelligenti. Ho imparato molto in quell’occasione, in particolare come prestare maggiore attenzione all'esecuzione.

Quali sono le principali differenze tra "Articulation" e "Persona"? Mi sembra che il primo sia più vicino a "Night Melody"..
“Persona” è un disco molto più emozionante, introspettivo, con una particolare dedizione all'umore del momento. Penso che in “Articulation” sia presente un maggiore equilibrio, ci sono episodi molto più neutri, e un’esplorazione del suono e della struttura come colore e forma. Insomma, credo sia più delicato nell’approcciarsi a un dato sentimento.

Spesso la tua musica è inserita nella cosiddetta scena "microhouse". Ebbene, al di là delle etichette, pensi che si possa davvero parlare di musica house al microscopio?
Non capisco quasi tutte le etichette che le persone applicano alla mia musica. Certo, sento di avere sicuramente influenze techno, post rock, ambient, trance ecc.. Ma non mi sento di dire che il mio sound si adatti a questi generi, perché c'è una privazione puntuale che lo rende a sé stante e completamente "fuori".

Hai contribuito alla canzone esclusiva "Them Is Us" nella popolare serie Adult Swim Singles e hai composto musica originali per "Black Mirror" e per il famoso coreografo Alexander Whitley. Come sono nate queste tre esperienze e cosa ti hanno lasciato?
Them Is Us” è un pezzo che ho scritto per la serie, non c'è una storia dietro. Sono molto contento del risultato, perché in qualche modo sono riuscito a far sì che avesse momenti pop ma anche un tipo di finale a suo modo particolare, insolito. Lavorare per Black Mirror è stato un onore, un banco di prova da cui ho imparato molto. A dirla tutta, è stata la cosa più impegnativa che abbia mai fatto, perché la narrazione era molto complessa e includeva un’incredibile varietà di sentimenti e stili. Lavorare con Alexander Whitley è stata un'esperienza brillante. Abbiamo realizzato qualcosa di cui siamo orgogliosi e, sebbene la pandemia abbia impedito gran parte delle sue esibizioni, non vedo l'ora che le persone lo vedano nel 2021. E’ un’esplosione di danza, musica e illuminazione. E adoro quanto sia audace dall'inizio alla fine.


Che consigli daresti ai più giovani che si avvicinano al mondo dell'elettronica?

Direi di lavorare il più possibile e riflettere ogni mese sul proprio operato, osservare cosa funziona e cosa meno, e porsi ripetutamente delle domande. Dunque, costruirsi una sensibilità ben precisa. Da giovane, ad esempio, ho commesso l'errore di intraprendere avventure senza valutare molto quello che stavo facendo. Vorrei anche dire: aspettati e permetti che il fallimento avvenga costantemente, invece di cercare semplicemente di creare tracce dal suono perfetto, perché questo comportamento è, in ogni caso, assolutamente noioso: imparerai molto di più sulla creatività se permetti al fallimento di esistere in ogni aspetto nella tua pratica. Infine, direi di fare attenzione a non complicare eccessivamente la musica con ciò che può essere fatto facilmente con un normale computer, ossia tanti effetti, strati, e sound design. Meglio privare che abbondare gratuitamente e senz’anima.


Chi sono i tuoi fari musicali?

Cambiano man mano che invecchio, certamente Aphex Twin, Clark, Radiohead, Steve Reich, Alessandro Cortini, Gustav Mahler, Smashing Pumpkins, Brian Eno, Tool, Lorn e Lorenzo Senni.


Come è nato "Still Here"?
Ho creato una sequenza di apertura con un solo synth e una corda del violino, e mi ha colpito molto. L'ideale per me è lasciarsi trasporatare dalle cose semplici, e in questo caso è successo quasi immediatamente.


Qual è il tuo strumento preferito e perché?

Beh, ho fatto 5 dischi con il Prophet Rev2-8. E' la mia gioia. E la musica prende forma sempre con naturalezza.


Ricordi il momento esatto in cui hai deciso di diventare un compositore elettronico? Cosa ti ha spinto di più verso questo lavoro/mondo?
Sono stato chitarrista per molti anni prima di iniziare a fare musica elettronica. Non pensavo di virare verso l'elettronica. E' successo tutto gradualmente. Ma una delle cose che ricorderò per sempre è quanto fossi entusiasta di scrivere musica con un computer e non comporre più solo con chitarra o pianoforte. Sono stato improvvisamente investito da un oceano di suoni inediti per la mia mente da chitarrista.

Cosa hai ascoltato ultimamente? Hai qualche giovane produttore inglese da segnalare?
Sto ascoltando il disco di Lorenzo Senni, “Scacco Matto”, e Hainbach Assertion. Non sono molto convinto che possa esserci una vera e propria scena nel Regno Unito in questo momento, ma musicalmente c'è sempre roba buona in tutti i paesi. Diciamo che amo pescare dappertutto. 


Ti piace l'Italia? C'è qualche produttore italiano a cui sei legato?

Chi non ama l'Italia? Come accennato sopra, Senni e Cortini hanno qualcosa di fantastico. Le loro composizioni sono molto taglienti e di buon gusto. L'Italia è piena di grandi produttori di musica techno, minimal, persino dance. Molti esulano da una certa geografia, e questo mi piace. Personalmente, preferisco chi si muove oltre il genere e le sue direzioni del momento. Amo chi crea un po' di tensione all'interno del genere stesso.


Quando tornerai a esibirti dal vivo?

Non lo so, ma ho ben chiare le mie aspirazioni per il prossimo live. Voglio mostrare che la musica elettronica dal vivo può essere una gamma molto ampia di cose diverse tra loro, quasi come se fosse una pellicola, un viaggio. Insomma, vorrei che le persone si commuovessero.

(20/09/2020)

Discografia
 IO (Erased Tapes, 2009)
 
 Kid Velo (Erased Tapes, 2011) 
 

Sonne (Erased Tapes, 2014)

 
 

Howl (Erased Tapes, 2015)   

 
 Night Melody (Erased Tapes, 2016) 
 Persona (Erased Tapes, 2018) 
 Articulation (Erased Tapes, 2020) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Odyssey
(videoclip da Odyssey, 2013)

Untravel
(videoclip, da Persona, 2018)

Hidden
(videoclip, da Persona, 2018)

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