9-11/06/2022

Nos Primavera Sound Festival 2022

Parque da Cidade, Porto


di Fabio Ferrara
NOS Primavera Sound Festival 2022

La Primavera non ha tardato ad arrivare quest’anno. Dopo due edizioni mancate a causa della pandemia, Porto è tornata finalmente a ospitare per la nona volta il NOS Primavera Sound Festival. La cornice è come sempre il bellissimo Parque da Cidade, autentica oasi verde a due passi dalle spiagge più frequentate della capitale do Norte. Il festival condivide molti artisti con il “fratello” maggiore di Barcellona, ma ha un afflusso di spettatori minore e meno sovrapposizioni di concerti, cosicché risulta più attraente per coloro che non amano gli eventi iper-affollati. O semplicemente, per chi è affascinato dall’idea di avere l’opportunità di perdersi nei vicoletti di una città vestita a festa in occasione del Dia de Portugal, sorseggiando magari un bel bicchiere di Porto in uno dei tanti localini in riva al Douro.

 

La prima delle tre serate di concerti nel polmone verde di Porto è egemonizzata da artisti australiani. Infatti, ad eccezione della stellina locale Pedro Mafama, a cui tocca aprire le danze, le altre band che si succedono nel palco principale provengono dalla terra dei canguri. Dopo il pop brioso e simpatico di Stella Donnelly, i riflettori si spostano verso Nick Cave & i Bad Seeds che decidono di materializzarsi sul palco alle 21,20 in punto. Accompagnati per l’occasione da tre cantanti gospel, cominciano senza indugio con la frenetica “Get Ready For Love” e intrattengono il pubblico per oltre due ore in un concerto di rara bellezza e intensità. Tutti conosciamo il carisma di King Ink, ma assistere dal vivo a una sua performance è pura magia. Cave si muove freneticamente dal palco alla buca, scalcia, salta, sussurra e impreca senza mai risultare forzato. In un paradossale connubio fra totale controllo della folla ed estatico abbandono, stringe le mani ai fan, lascia il microfono a uno sbigottito spettatore durante “Tupelo” e dialoga costantemente per tutto il concerto con il pubblico. Si mette al pianoforte per suonare la dolcissima “Waiting For You” e all’armonica durante "City Of Refuge". Abbraccia uno scatenato Warren Ellis, invita tutti a cantare con lui l’intramontabile “Into My Arms” e infine si congeda da noi comuni mortali con la dolorosissima “Ghosteen Speaks”.

 

Dopo una prova di forza così monumentale, risulta compito non facile per Kevin Parker e la sua band mantenere alto l’umore del pubblico. Sfruttando però il loro status di headliner, i Tame Impala mettono in piedi uno spettacolo altamente scenografico. Piogge di coriandoli, immagini psichedeliche continuamente proiettate negli schermi laterali, luci stroboscopiche e fumogeni esaltano il clima festoso e in un certo qual modo compensano la poca loquacità del frontman.

 

Come da tradizione, il Primavera risulta estremamente interessante anche seguendo gli spettacoli che avvengono nei palchi minori. Non si possono non menzionare per la prima serata le distorsioni acide della band di Kim Gordon, ex-bassista dei Sonic Youth (tra l’altro accompagnata al basso da una stupefacente Camilla Charlesworth) e il geniale rock sperimentale dei Black Midi. A cavallo della mezzanotte è il pop/rock sognante dei Cigarettes After Sex a incantare un pubblico numerosissimo, rinfrescato da una leggera e piacevole brezza atlantica ed esaltato dalle suggestive melodie del gruppo texano.

 

Il venerdì, secondo giorno di festival, non ha gli acuti della serata precedente ma non per questo risulta meno entusiasmante. Secondo le previsioni, il concerto più atteso avrebbe dovuto essere quello di Beck che mancava in terra lusitana da ben tre lustri. Effettivamente il folletto californiano non tradisce le attese e si presenta di bianco vestito proponendo tutti i suoi grandi successi. Tuttavia, la risposta del pubblico è inaspettatamente tiepida. Ci sono alcuni momenti specifici in cui sembra che il concerto possa decollare. Ad esempio, quando Beck canta “Up All Night”, fortunata colonna sonora di un’edizione del videogioco Fifa, la gente si sveglia dal torpore e lo accompagna volentieri nel canto. Ma già alla successiva “Colors” si limita ad ascoltarlo silenziosamente applaudendo al termine del brano. Solo alla fine, quando partono le prime note del suo più grande successo “Loser”, i fan rompono ogni indugio e alzano i cellulari per registrare il brano che ha cambiato per sempre la carriera di Beck e di molti suoi emuli. Ma è già tardi e a quel punto c’è solo tempo per un’ultima canzone, "Where It's At", prima che l’artista si congedi dal pubblico, sebbene non definitivamente (spoiler: ci sarà ancora spazio per lui la sera successiva per un breve cammeo nel concerto conclusivo dei Gorillaz).

Di tutt’altro tenore è la reazione dei fan durante il concerto degli Shellac. Il gruppo americano, ospite quasi fisso al Primavera, arriva sul palco Binance, dedicato alla musica alternativa, con poca enfasi. Il trio sembra composto da vecchi amici che si accingono a esibirsi nel locale sotto casa: il bassista Todd Trainer sorseggia sornione un bianco, Bob Weston entra con un certo anticipo per eseguire gli ultimi controlli alla batteria, incurante del pubblico. Basta però che Steve Albini, accenni solamente i primi accordi di “All The Surveyors” per catapultare l’attenzione su di sé e scatenare una reazione entusiastica dei supporter, che non smetteranno di incitare neanche per un momento la band capitanata dall’occhialuto chitarrista di Pasadena.

Nella stessa serata ci sono altri momenti degni di nota: le sonorità elettriche ed eteree degli Slowdive, il ritmo frenetico di Jehnny Beth o quello più compassato dei redivivi Pavement. Tuttavia, se mai dovessero attribuire un premio al concerto più convincente del giorno, un valido candidato potrebbe essere senza dubbio quello di King Krule. Con una scenografia ridotta all’osso, in cui campeggia un simpatico cagnolino, MR Marshall propone con la sua band molte delle sue canzoni sapientemente riarrangiate. Non è complicato scorgere qualche timida lacrimuccia fra i suoi fan quando il riccioluto cantante inglese intona “Rock Bottom”, la canzone in cui parla della sua lotta contro la depressione. Non è facile trovare qualcuno che non canticchia la sua “Easy Easy” quando conclude la sua performance.

L’ultima serata del festival registra un enorme afflusso di pubblico con oltre 35.000 partecipanti, di cui oltre la metà provenienti dall’estero. Effettivamente, pur incentivando la presenza di artisti lusitani, l’organizzazione del NOS Primavera è stata particolarmente lungimirante dando un respiro internazionale all’evento e rendendolo appetibile anche a chi non è abituato a seguire la scena musicale portoghese.
Nei cinque palchi messi a disposizione si sono succeduti nel giro di poche ore artisti affermati come Helado Negro, Interpol e Dinosaur Jr e artisti emergenti di spicco come Khruangbin, Little Simz, Jamila Woods e Earl Sweatshirt. Per fortuna, considerando il programma serratissimo, in molti casi era possibile sfruttare la particolare conformazione del parco per assistere ai concerti anche da lontano, ponendosi su delle collinette erbose dove era comunque garantita una buona acustica.

Una giornata così entusiasmante non poteva avere un epilogo migliore dello straordinario concerto dei Gorillaz. Damon Albarn fa il suo ingresso nel palco con una giacca fucsia e un cappellino rosa, cantando “M1 A1”. L’effervescente cantante inglese non risparmia alcuna energia trotterellando senza sosta e interagendo con il pubblico da lontano o gettandosi sugli spalti e arrampicandosi sulle sbarre, sostenuto solo dalle guardie di sicurezza. Suona la chitarra e si mette al piano come frontman, ma sa anche mettersi in seconda linea al servizio dei super-ospiti che appaiono inaspettatamente durante il concerto. Beck lo accompagna in "The Valley Of The Pagans", una canzone dell’ultimo lavoro dei Gorillaz; il rapper americano Bootie Brown in "Stylo" e “Dirty Harry” e l’elegantissima cantante ivoriana Fatoumata Diawara in "Desolée". Albarn trova anche il modo di duettare virtualmente con Robert Smith dei Cure nella fortunatissima “Strange Timez” e sul palco con una scatenata Little Simz che poche ore prima aveva trionfalmente concluso il suo concerto nell’arena Cupra. In uno spettacolo pieno di sorprese, il gran finale è riservato a "Feel Good Inc." con POS di De La Soul e all’intramontabile “Clint Eastwood” cantata con la partecipazione di tutto il pubblico.

Nonostante l’ora tarda in cui si conclude il concerto dei Gorillaz, non è ancora il momento di andare a dormire perché al NOS Primavera Sound Festival si deve rigorosamente aspettare che arrivi l’alba. Tutte le notti l’enorme spazio BITS ospita dj set di richiamo. A traghettare gli astanti verso la domenica ci sono artisti molto apprezzati nel circuito elettronico come la decana delle consolle DJ Marcelle e l’arrembante Joy Orbison.
All’uscita del Parque da Cidade un timido raggio sole illumina l’Anemone, una sorta di enorme rete da pesca installata dall’artista Janet Echelman nella rotonda da dove partono i bus che riportano i sopravvissuti al centro città. Tutti escono in maniera molto composta e c’è già chi si chiede quale sarà la line-up della prossima edizione.



Setlist

Nick Cave & The Bad Seeds

 

Get Ready For Love

There She Goes, My Beautiful World

From Here To Eternity

O Children

Jubilee Street

Bright Horses

I Need You

Waiting For You

Carnage

Tupelo

Red Right Hand

The Mercy Seat

The Ship Song

Higgs Boson Blues

City Of Refuge

White Elephant

Into My Arms

Vortex

Ghosteen Speaks

 

Tame Impala

One More Year

Borderline

Nangs

Mind Mischief

Breathe Deeper

Elephant

Lost In Yesterday

Apocalypse Dreams

Let It Happen

Feels Like We Only Go Backwards

Eventually

Runaway, Houses, City, Clouds

The Less I Know The Better

New Person, Same Old Mistakes

 

Cigarettes After Sex

 

Crush

You're All I Want

Affection

Falling In Love

Nothing's Gonna Hurt You Baby

Sweet

Sunsetz

K.

Touch

Heavenly

Apocalypse

Dreaming Of You

 

Kim Gordon

 

Sketch Artist

Air BnB

Paprika Pony

Murdered Out

Don't Play It

Cookie Butter

Get Yr Life Back

Earthquake

Hungry Baby

Blonde Red Head

Grass Jeans

 

Pavement

 

Grounded

Grave Architecture

Gold Soundz

Embassy Row

Trigger Cut

Shoot The Singer

In The Mouth A Desert

Stereo

Transport Is Arranged

Date w / IKEA

Harness Your Hopes

Two States

Type Slowly

Spit On A Stranger

Fight This Generation

Cut Your Hair

Type Slowly

Serpentine Pad

The Hexx

Range Life

Unfair

Shady Lane

Fin

 

Beck

 

Intro

Hyperlife / Movie Theme

Mixed Bizness

Devil’s Haircut

Dreams

Up All Night

Colors

The New Pollution

The Valley Of the Pagans (cover)

Wow

Hollywood Freaks

Hell Yes

Novacane

Qué Onda Guero

Nicotine & Gravy

Girl

Hotwax

Dear Life

Cycle

Morning

Lost Cause

Night Running (cover)

E-Pro

Everybody’s Got To Learn Sometime (cover)

One Foot In The Grave

Loser

Where It’s At

 

King Krule

 

Perfecto Miserable

Alone, Omen 3

Dum Surfer

Stoned Again

Cellular

Rock Bottom

Flimsier

Peripheral

Tortoise

Empty Space Cadet

(A Slide In) New Drugs

The Ooz

Comet Face

Underclass

Half Man Half Shark

Baby Blue

Easy Easy

Out Getting Ribs

 

Slowdive

 

Slomo

Catch The Breeze

Avalyn

Crazy For You

Star Roving

Souvlaki Space Station

Sugar For The Pill

Alison

When The Sun Hits

Golden Hair (cover)

 

Gorillaz

 

M1 A1

Strange Timez

Last Living Souls

Tranz

19-2000

Tomorrow Comes Today

Rhinestone Eye

The Valley Of The Pagans (feat. Beck)

Cracker Island

O Green World

Pirate Jet

On Melancholy Hill

El Manana

Kids With Guns

Stylo (feat. Bootie Brown)

Désolé (feat. Fatoumata Diawara)

Andromeda

Garage Palace (feat. Little Simz)

Dirty Harry (feat. Bootie Brown)

Feel Good Inc. (feat. POS)

Momentary Bliss

Clint Eastwood

 

Dinosaur Jr

 

Thumb

I Ain’t

Garden

The Wagon

Been There All The Time

Start Choppin

Little Fury Things

Out There

Feel The Pain

Mountain Man

Freak Scene

Just Like Heaven (cover)

Chunks (cover)

 

 Little Simz

 

Introvert

Two Worlds Apart

I Love You, I Hate You

Offence

Boss

Speed

Rollin Stone

Protect My Energy

101 FM

Selfish

Point And Kill

Fear No Man

Venom

Woman

 

 Khruangbin

 

White Gloves

Lady And Man

So We Won’t Forget

Even Finds The Third Room

Pelota

Let’s Dance/ Coffin Nails/ Gazzilion Ear/ Deep Fried Frenz/ Dazz/ Bennie And The Jets/ It Was A Good Day/ Regulate/ Nuthin’but a “G” Thang/ Got Your Money/ Electric Relaxation/ Get Money/ True Wicked Game

Summer Madness (cover)

Maria tambien/ Misirlou/ Apache

People Everywhere (Still Alive)