Premessa
All’inizio degli anni 70 la scena di Canterbury attraversa una fase di profonda trasformazione. L’utopia psichedelica degli anni 60 lascia gradualmente spazio a una musica più frammentata, colta e imprevedibile, sospesa tra jazz, progressive rock e avanguardia.
L’addio ai Soft Machine
Robert Wyatt partecipa da protagonista alla nascita e allo sviluppo di tutto il movimento, prima con gli esordi dei Wilde Flowers, poi con i primi quattro album dei Soft Machine. In questi anni qualcosa all’interno dei Soft Machine si rompe e prima Kevin Ayers e successivamente Robert Wyatt abbandonano la band.
A me fa molto piacere che le persone amino i dischi dei Soft Machine, è una cosa bellissima; mi fa capire che in fondo non è stata una perdita di tempo. Personalmente, però, tutta quell’esperienza mi ha lasciato con poco rispetto per me stesso e senza un penny in tasca, senza niente davvero! È per questo che a un certo punto ho detto basta.
Robert Wyatt
Questo desiderio di cambiamento si manifesta già nel 1970, quando ancora Wyatt è parte integrante dei Soft Machine. È l’anno della pubblicazione del suo primo album solista, The End Of An Ear (1970), lavoro complesso, difficile, ostinatamente avanti per i suoi tempi, che cerca di forgiare un linguaggio musicale nuovo richiamando vari generi senza essere riconoscibile in nessuno di essi. The End Of An Ear è uno degli esperimenti di “musica totale” più radicali della storia degli anni 70. Dopo la registrazione di Fourth (1971), probabilmente a causa di differenti opinioni con Mike Ratledge riguardo al futuro musicale della band, Wyatt lascia i Soft Machine.
La nascita dei Matching Mole
La CBS Records, già etichetta dei Soft Machine, chiede quindi a Wyatt di formare una sua band. È l’inizio di una nuova storia, quella dei Matching Mole. Storia brevissima (solo due album pubblicati nel 1972), ma per nulla effimera. La line-up – oltre a Robert Wyatt alla voce e alla batteria – comprende il chitarrista Phil Miller (Delivery, Caravan, Hatfield And The North), il bassista Bill MacCormick (Quiet Sun, Brian Eno), il tastierista David Sinclair (Caravan) e, solo come ospite, il pianista Dave McRae (Nucleus). Il nome della band nasce da un’ironia sulla traduzione francese di “Soft Machine” (“Machine Molle”), poi reinterpretata per omofonia in inglese con il significato di “talpe lottatrici” o “talpe in opposizione”. Più che una semplice nuova band, i Matching Mole rappresentano per Wyatt un momento di passaggio decisivo: un laboratorio libero in cui il musicista può allontanarsi dalle rigidità della sua esperienza precedente e sviluppare una scrittura più personale, emotiva e instabile, destinata a preparare il terreno ai futuri capolavori solisti.
Il primo album
Matching Mole, il loro esordio, viene pubblicato nell’Aprile del 1972. Abbandonato il radicalismo di The End Of An Ear, Wyatt apre l’album con una canzone d’amore romantica. “O Caroline” è una bizzarria nella discografia di Wyatt, una struggente ballata dedicata all’artista e attivista Caroline Coon, melodica e probabilmente avvolta da un eccessivo strato di melassa. “Instant Pussy”, interamente incentrata su un giro di basso e sui vocalizzi di Wyatt, e l’ironica “Signed Curtain” (piano e voce) rappresentano una possibile sintesi di quello che avrebbero dovuto essere i Soft Machine secondo Wyatt. Colpisce in particolare che, nonostante Wyatt canti descrivendo ironicamente la struttura stessa della canzone mentre la interpreta (“questa è la prima strofa, questo è il ritornello, ecc.”), la sua voce malinconica, il suo timbro unico, tengano incollato l’ascoltatore come in un’ipnosi.
Da questo momento in poi la voce scompare e il lavoro diviene (quasi) interamente strumentale. “Part Of The Dance” (nove minuti) è un chiaro punto di avvicinamento al prog strumentale coevo, un punto d’incontro tra i King Crimson e i Soft Machine di Third. È l’unico brano non scritto da Wyatt, bensì da Phil Miller. Il lato B è composto da quattro brani che, seppur diversi tra loro, sembrano comporre un’ipotetica unica suite avant-prog strumentale divisa tra “Instant Kitten”, funambolico intreccio progressive di chitarra, batteria e tastiera con qualche minimo vocalizzo utilizzato come fosse uno strumento, “Dedicated To Hugh, But You Weren’t Listening”, jazz rock con intro avant-prog dedicato a Hugh Hopper, “Beer As In Braindeer”, avanguardia da avant-prog, e “Immediate Curtain” che conclude il lavoro con un’inattesa deriva di musica cosmica. Nel 2011 il disco viene ristampato con l’aggiunta dell’inedito “Memories Membrane”, undici minuti fusion/jazz-rock che avrebbero meritato di essere scoperti molto prima.
Il secondo album, una copertina storica
Non manca di certo il coraggio all’esordio dei Matching Mole e, a Novembre dello stesso anno, Little Red Record, prodotto da Robert Fripp (a testimoniare il legame con i King Crimson), con la collaborazione di Brian Eno ai synth, ne rappresenta la naturale evoluzione. La copertina, emblematica delle idee politiche della band, si ispira a un’immagine di propaganda (attualissima) del governo cinese destinata alla distribuzione internazionale, intitolata “We Are Determined To Liberate Taiwan”. Se in “Matching Mole” Wyatt aveva scritto sette brani su otto, in “Little Red Record” non scrive nulla e tutte le composizioni sono opera del trio Dave McRae (che ha sostituito stabilmente David Sinclair), Phil Miller e Bill MacCormick.

L’apertura è affidata a “Starting In The Middle Of The Day, We Can Drink Our Politics Away”, con un canto anomalo di Wyatt sulle tastiere di McRae e sul synth di Brian Eno. “Marchides” ci riporta, con una certa dose di violenza e distorsioni, dove ci aveva lasciato l’esordio nei suoi momenti avant-prog più radicali. Con la triade “Nan True’s Hole”, “Righteous Rhumba”, “Brandy As In Benj” si ha nuovamente la sensazione di una suite prog unitaria che coniuga il disincanto canterburiano, dialoghi bizzarri che preannunciano, come in un viaggio nel futuro, i primi album dei Residents (“Righteous Rhumba”) e strutture complesse decisamente avant-prog.
La ballata acustica “God Song” si potrebbe definire una versione wyattiana di “My God” (1971) dei Jethro Tull. Il tocco di Brian Eno è evidentissimo nei primi minuti di “Gloria Goom”, mentre in chiusura “Flora Fidgit” richiama chiaramente il sound canterburiano degli Hatfield And The North, e “Smoke Signal” inizia con un tema della tastiera di McRae per poi destrutturarlo sino al dissolvimento.
L’epilogo, dai tentativi di rinascita alla fine
Dopo un tour europeo con i Soft Machine, i Matching Mole si sciolgono. Non esiste una spiegazione unica della separazione: il gruppo soffre di tensioni interne legate alla natura estremamente improvvisativa della loro musica (il motivo del primo abbandono di Sinclair), a cui si aggiunge l’instabilità emotiva di Wyatt in quel periodo. Difficile immaginare cosa sarebbe potuto accadere dopo se la storia non avesse preso un bivio tragico e totalmente inaspettato nel Giugno del 1973.
Alcune voci parlano di un progetto di Wyatt di riformare la band con altri musicisti e pubblicare un terzo Lp. Purtroppo il primo Giugno 1973 la dipendenza dall’alcol chiede il conto e Wyatt cade ubriaco dal terzo piano, durante una festa di compleanno. È l’inizio di una nuova storia che non può più includere né la batteria né una nuova versione dei Matching Mole. Tra le varie curiosità che si possono attribuire a “Little Red Record” c’è quindi anche il fatto di essere l’ultimo album in cui Robert Wyatt suona la batteria. È l’inizio di una vita che porterà alla faticosissima rinascita di Rock Bottom (1974), uno dei dischi più importanti della storia del rock.
I live postumi
Per comprendere meglio questo breve ma fondamentale periodo della band è consigliato anche l’ascolto di una serie di live postumi del 1972: BBC Radio 1 Live In Concert pubblicato nel 1994, Smoke Signal pubblicato nel 2001, contenente gli inediti “March Ides I”, “March Ides II” e la cover degli Hatfield And The North “Lything & Gracing”. Nel 2002 viene pubblicato March, che contiene una versione live di “Waterloo Lily” dei Caravan e infine nel 2007 On The Radio con una versione fiume di venti minuti formato suite di “Marchides/Instant Pussy/Smoke Signal”.
| MATCHING MOLE | |
| Matching Mole (CBS, 1972) | |
| Little Red Record (CBS, 1972) | |
| LIVE POSTUMI DEL 1972 | |
| BBC Radio 1 Live In Concert (Windsong International, 1994) | |
| Smoke Signals (Cuneiform Records, 2001) | |
| March (Cuneiform Records, 2002) | |
| On The Radio (Hux Records, 2007) |