Pointer Sisters

Break Out

1983 (Planet) | dance-pop, synth-funk-rock

Il perfetto pop album
 
Come si crea un perfetto pop album? E chi è meglio incaricato per decantarne i solchi alle orecchie del grande pubblico? Mettetevi comodi, perché queste son domande alle quali gli addetti ai lavori tentano di dare una risposta da almeno settant'anni di storia d'industria discografica a questa parte, ma la soluzione non è ancora apparente. Il punto è che la formuletta continua ad adattarsi ai tempi e a sfuggire alle regole, mostrando - al meglio - una possibilità di riuscita al 50/50 tra calcoli da esperti e totali colpi di fortuna. Sempre meglio partire preparati, insomma, ma spesso incaponirsi non paga, è anche opportuno fidarsi dell'istinto e divertirsi un minimo durante la realizzazione dell'impresa, perché quello spesso lo si sente proprio a pelle.
 
Con già un decennio di variegata e altalenante attività alle spalle, e una sorella persa per strada, le Pointer Sisters dell'anno 1983 non sono esattamente le prime sbarbatelle cotonate di turno da sacrificare alla causa del perfetto pop album. Ruth, Anita e June saranno sicuramente tenaci performer in carriera, ma sono anche madri (spesso assenti) e mogli (a vari stadi di innamoramento e/o divorzio). Durante i primi mesi del 1984, la trentasettenne Ruth diventa addirittura nonna per la prima volta. La loro simpatica e caciarona immagine a conduzione famigliare non ha esattamente lo star power da grandi platee di giovani - e questo per tacere del loro passato a cantare cover di pezzi swing, jazz e blues. Al decimo album di studio, ormai, le aspettative per le sorelle Pointer non sono neanche delle più alte.
Eppure, è anche grazie a questi mondani e inusitati ingredienti che "Break Out" sfugge di mano a tutti i diretti interessati e attraversa il mercato discografico dei primi anni 80 come una scintillante stella cometa che parte da Stevie Wonder, passa dal Prince di "Dirty Mind" e "Controversy" e arriva fino a Rick James e Michael Jackson, ma non prima di farsi spintonare dagli Human League e dagli Eurythmics e prendere qualche ceffone in viso da Cyndi Lauper e i Duran Duran. Et voilà: "Break Out" è quel disco capace di captare le nevrosi del dancefloor e del funk più sintetico e mescolarle all'arrivo della Second British Invasion con un solido gusto melodico adult contemporary tutto afroamericano. Dieci canzoni che sintetizzano i bollenti spiriti meticci dei primi anni 80 orfani della disco music. Un album che pare piuttosto un prisma attraverso il quale la luce bianca diventa arcobaleno.
 
Cronologia di un successo
 
Nell'ottobre 1983, "I Need You" fa capolino sugli scaffali dei negozi di dischi; trattasi di uno stiloso brano di soul-pop col quale il produttore Richard Perry intende rilanciare le Pointer Sisters verso il mercato dell'R&B Chart statunitense. Condotto da tutte e tre le sorelle in forma di canone giocando sul contrasto tra i diversi timbri vocali, "I Need You" si snoda con passionale eleganza su una melodia di sempiterna orecchiabilità e un ritmo a lentezza di boogie. La produzione in sottofondo è come un cocktail al chiar di Luna, tra delicati arpeggi di chitarra, un filo di violini, ventate di synth e la batteria coadiuviata da una drum machine per un tocco tutto moderno ma che non distolga dal fascino vintage dell'atmosfera.
Nell'ambiente "I Need You" non si comporta neanche troppo male, ma le radio generaliste hanno orecchie solo per un altro brano in scaletta, l'effervescente "Automatic": tra strati e substrati di tastiere che intrecciano le proprie timbriche cangiando dal robotico all'argento vivo, quel piglio di basso a sottolineare i cambi nella scrittura, e il contralto di Ruth a condurre un testo d'intensa ossessione erotica con un fascino adrogino a cavallo tra Grace Jones e David Bowie, il pezzo è subito capace di mettersi in fila accanto alle più scintillanti produzioni funk del periodo (si aggiudicherà un Grammy come "Best Vocal Arrangement for Two or More Voices").
Nel giro di poche settimane "Automatic" diventa una hit che dall'America ritravasa nel resto del mondo anglofono, come già avvenuto per altre canzoni delle Pointer, ma stavolta il suo successo viene immediatamente doppiato da un altro trascinante singolo che verso la metà del 1984 sbanca ovunque: "Jump" - ribattezzato in future edizioni "Jump (For My Love)" - è uno spasso totale, montato su uno zompante ritmo squadrato come una contemporanea produzione europea d'ispirazione kraftwerkiana, con quell'iconico giro di synth di contorno e le sorelle che vi si agitano sopra in preda alla frenesia - la transizione dalla strofa al ritornello avviene tramite un crescendo che si carica come una molla prima di saltare per aria. Impossibile stare fermi sulla sedia di fronte all'eccitata performance delle ragazze, se ne accorge anche la giuria dei Grammy che aggiudica al pezzo un "Best Pop Performance by a Duo or Group with Vocal".
 
Titolo più profetico per un album non lo si poteva trovare, ma il bello di "Break Out" è rendersi conto che, oltre ai singoli, le canzoni in lista scorrono una più squisita dell'altra.
Ci sono il piglio synth-rock di "Baby, Come And Get It" e "Operator", entrambe lucidate con manti di tastiere ma sostenute da un aggressivo piglio chitarristico: la prima ha un andazzo da boogie in midtempo ma viene sorretta da una robusta chitarra hard che nell'intermezzo si lancia in un assolo tra gli urletti estatici delle sorelle, la seconda invece sgomma e ballonzola come la macchinina da corsa di un vecchio videogioco. E questo per tacere di "Dance Electric", introdotta da lugubri accenni notturni salvo poi illuminarsi all'improvviso come un'astronave nel buio pesto dello spazio, tra blip robotici, la voce di Ruth che conduce il pezzo e Anita e June che si uniscono al momento giusto per dare l'accento a quel cavernoso refrain che poi si risolve in un balordo ritornello piratesco.
Scritta - tra gli altri - da Glen Ballard (meglio noto anni più tardi come collaboratore di Alanis Morissette), dapprima registrata da Michael Jackson per "Thriller", e in futuro ricantata da Randy Crawford, "Nightline" è il momento più futuristico in scaletta, e la versione delle Pointer Sisters è sicuramente quella definitiva: una frizzante tensione elettr(on)ica scattante e nervosa, l'eco ai cori studiato a effetto, il gradasso giro di synth e chitarra che crea un curioso scarto armonico per annunciare l'arrivo della strofa, sfrigolanti girandole di Minneapolis sound, una drum machine che palleggia sul linoleum, un concentrato irresistibile di anni 80 che più 80 non si può.
 
Certo, il perfetto pop album non sarebbe tale senza i classici momenti lenti. Oltre al singolo "I Need You", fa presenza la suadente e vellutata "Easy Persuasion", che scorre su una spumeggiante linea di basso tenuta al passo, con le ragazze che armonizzano all'unisono e poi si sdoppiano in un placido sollucchero d'amore.
Difficile semmai scegliere una canzone preferita all'intero della collezione, ma quel giro di tastiera italo-disco su "Telegraph Your Love" è come un pizzicotto di nostalgia dato al cuore durante una passeggiata in spiaggia al tramonto in piena estate, la linea melodica intonata dalle ragazze si strugge come burro fuso, ma l'incalzante ritmo di drum machine in sottofondo non cede, donando al pezzo un'estasi di eterna malinconia che vorresti non finisse mai.
 
Impossibile non spendere due parole per la celebre "Neutron Dance"; scritta da Allee Willis e Danny Sembello con l'intenzione di essere inserita nel film "Streets Of Fire" (una sorta di musical dai toni apocalittici post-atomici), la canzone è come un rock'n'roll anni 50 rimodellato per il gusto sintetico degli anni 80, molto divertente eppure pervasa da una strana frenesia. Sulle prime Ruth non è convinta dal testo: gli accenni alle tensioni nucleari della Guerra Fredda sono un tema inusitato per un brano pop, ma è proprio l'ossimoro tra lo scoppiettante giro di note e il testo a fare di "Neutron Dance" un'ottima confettura. La versione originale del pezzo non verrà mai inserita in "Streets Of Fire", ma quella delle Pointer Sisters viene impiegata nel celebre film "Beverly Hills Cops" in una curiosa quanto comica scena d'inseguimento, donando al tutto un aspetto tragicomico. Complice l'enorme successo del film al botteghino (il più grosso dell'anno), "Neutron Dance" vola in Top Ten in America nei primi mesi dell''85, mantenendo vivo nel pubblico l'interesse per un album ormai vecchio di un anno abbondante.
L'intero "Break Out" viene ristampato già nell'84 sostituendo "Nightline" con "I'm So Excited", singolo tratto dall'album precedente e che già ai tempi avrebbe meritato molto di più: presentato qui in una versione leggermente remixata, "I'm So Excited" riperfora la Top Ten in un battibaleno, accostandosi stilisticamente a "Jump" e "Neutron Dance" come picchiettante pezzo da ballo a cavallo tra sentori vintage e crisi metropolitane.

In conclusione
 
Con tre milioni di copie complessive smerciate solo in America, un totale di quattro singoli in Top Ten, due Grammy e due American Music Award in saccoccia, "Break Out" è uno di quei rari e felici momenti dove la qualità dell'opera viene baciata da un immediato successo di pubblico e presto cristallizzata nell'immaginario popolare americano.
Rimane alle future generazioni la possibilità di ascoltare un pop album d'invidiabile fattura; dieci canzoni da manuale, scritte, prodotte e interpretate con professionalità, ma pervase da un futuribile spirito dell'avventura che pare non voler invecchiare mai. Centinaia di gruppi vocali nel corso dei decenni successivi proveranno a ricrearne la magia, e qualcuno ci riuscirà pure senza probemi, a dimostrazione che la formula del perfetto pop album non è poi così indomabilmente bisbetica, ma va saputa interpretare e declinare all'esatto presente storico.

Nel caso di "Break Out", fu capacità, colpo di fortuna, o entrambe le cose? Poco importa ormai, anche veleggiando verso il quarantennale d'età, l'ascolto dei suoi solchi rimane frizzante, stimolante e mai parco di pathos, un piccolo ma prezioso capitolo nella storia dell'intrattenimento musicale americano che merita di essere ricordato.

(15/11/2020)



  • Tracklist
  1. Jump
  2. Automatic
  3. Baby, Come And Get It
  4. I Need You
  5. Dance Electric
  6. Neutron Dance
  7. Easy Persuasion
  8. Nightline
  9. Telegraph Your Love
  10. Operator




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