Futureheads

This Is Not The World

2008 (Nul Records) | wave, pop, punk

Cosa si può dire dei Futureheads? Beh, innanzitutto sono la millesima band con un "The" prima del nome. Poi vengono dall'Inghilterra (più precisamente dal Sunderland), e come tante altre rock band inglesi sono stati, agli esordi, iper-pompati dalla stampa locale, che li ha un tantino troppo frettolosamente proclamati la next best thing del rock contemporaneo (ma quante next best thing ci sono in Inghilterra?). Come suonano i Futureheads? Mah, diciamo una via di mezzo tra Arctic Monkeys, Maximo Park, Kaiser Chiefs, Libertines, con una spruzzatina di Kooks e Bloc Party. Chiaro il concetto? Poco importa, tanto è sempre la stessa solfa. "This Is Not The World" è il loro terzo lavoro, registrato in Spagna con il produttore Youth (lavorò con i Verve per "Urban Hymns") ed è il primo Lp distribuito dall'etichetta creata dalla band.

Prima ancora di infilare il cd nel lettore, il disco guadagna già un rilevante primato - quello per la peggior cover del 2008 (ma forse del decennio) - ma poi, quando parte la musica, è chiaro che il peggio deve ancora arrivare.
Questo è un prodotto di certo non meno superficiale e freddamente calcolato di quelli della Britney Spears di turno. Non c'è nulla di male nel trarre ispirazione dai propri idoli. Quanti mostri sacri hanno fatto, e continuano a fare, scuola tra le band emergenti? I Futureheads però non traggono ispirazione, ma cercano di emulare, pedantemente, il sound di leggendarie band come Xtc, Jam e Clash. Così hanno fatto nei loro primi due album (l'esordio passabile, il successivo già irritante) e così fanno in questa loro nuova fatica. Il risultato sono dodici pezzi, pressoché identici, che sembrano la copia carbone della fotocopia delle canzoni proposte nei loro dischi precedenti.

Probabilmente l'intento di Barry Hyde e soci è semplicemente quello di divertire, di confezionare qualche brano ritmato che possa intrattenere i ragazzini per bene cui piace tanto la parola indie, ma la pochezza di idee del gruppo è sconcertante. "The Beginning Of The Twist" non sarebbe nemmeno male come singolo apripista, e pure "Walking Backwards" e "Radio Heart" si difendono bene, ma è arduo distinguere il resto delle tracce, tutte simili, tutte piatte.
Non che il livello del songwriting fosse a livelli superiori negli album precedenti (nel primo disco il brano più riuscito era "Hounds Of Love", una cover di Kate Bush, fate voi), ma perlomeno gli arrangiamenti possedevano una certa dinamicità, la band sembrava energica. In "This Is Not The World", invece, la produzione di Youth appiattisce ogni linea melodica allo stesso livello, i suoni sono più puliti di quelli di una boy-band. L'esito complessivo è quello di un disco che non funziona nemmeno come superficiale sottofondo scacciapensieri, ma che annoia e da tedio dopo poche tracce.

I Futureheads, più che la next best thing, si candidano autorevolmente per diventare la prossima meteora del rock.

(27/05/2008)

  • Tracklist
  1. The Beginning Of The Twist
  2. Walking Backwards
  3. Think Tonight
  4. Radio Heart
  5. This Is Not The World
  6. Sale Of The Century
  7. Hard To Bear
  8. Work Is Never Done
  9. Broke Up The Time
  10. Everything's Changing Today
  11. Sleet
  12. See What You Want to See
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