Muse

The Resistance

2009 (Warner)
alt-rock, progressive pop

Sono impazziti?!
E' la mia reazione ai nuovi album dei Muse. Ogni volta dimentico che non han fatto altro che impazzire, negli ultimi sei anni. Svolte dance, deliri epico-sinfonici, cavalcate space-western, stando alla larga da ogni nozione di equilibrio o buon gusto.
Mi approccio a questo "The Resistance" con la consapevolezza che inevitabilmente mi lascerà perplesso.

"Uprising"/"Resistance"/"Undisclosed Desires"/"United States Of Eurasia". Dopo un'infilata simile, rifletto: forse, questa volta i Muse sono davvero impazziti.
Marilyn Manson in Harley Davidson. Poi un flirt di magniloquenza U2 e pianoforte alla Robert Miles. Poi una cosa che somiglia, a seconda dei gusti, ai Depeche Mode o a un singolo (brutto) di Beyoncé. E infine, follia delle follie, un plagio fatto e finito di "Bohemian Rhapsody", riletto in chiave antiutopistica, inneggiante all'unità politica dell'Eurasia (!) e concluso da una divagazione strumentale su un tema di Chopin.

I Muse hanno ancora una volta osato.
La suite finale è mediocre - più che brutta un po' soporifera, ma è un caso raro di commistione rock/orchestra in cui l'interplay vada oltre il botta-e-risposta, lo stacchetto pseudo-Bach o il tappeto d'archi più becero.
Le costruzioni variano, si rinnovano. "I Belong to You" è un divertissement un po' E.L.P. che ingloba un'aria di Saint-Saëns; "Unnatural Selection" parte chiesastica, raddoppia il ritmo su un groove metal, si acquieta e poi riesplode in pieno territorio System Of A Down. "MK Ultra" sfodera un riff eurodance e lo decompone in una girandola di slittamenti ritmici.

I pezzi da novanta però scarseggiano. Anche i brani più incisivi perdono colpi sul ritornello, la solita scarica di trionfalismo alla Muse. Molti, poi, sembrano patchwork di parti autonome. Come se la band avesse composto N strofe, N ritornelli e N bridge, e solo dopo si fosse posta il problema di assemblarli.
Gli episodi fiacchi, invece, abbondano.

Stimabile il citazionismo, che non scalfisce mai l'identità del sound. Stimabile la varierà di forme, l'immaginario fanta-complottistico che rende il mood dell'album scuro, claustrofobico. Stimabile perfino l'ampollosità kitsch di cui la band è incapace di fare a meno.
Quando però mancano le canzoni, a poco vale la stima per le buone intenzioni.

17/09/2009

Tracklist

  1. Uprising 
  2. Resistance
  3. Undisclosed Desires
  4. United States of Eurasia (+ Collateral Damage) 
  5. Guiding Light
  6. Unnatural Selection
  7. MK Ultra
  8. I Belong to You/Mon coeur s'ouvre à toi
  9. Exogenesis Symphony pt. 1: Ouverture
  10. Exogenesis Symphony pt. 2: Cross-pollination
  11. Exogenesis Symphony pt. 3: Redemption

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