The View

Which Bitch?

2009 (1965 Records) | alt-rock

I View sono una buona rock band scozzese che mi capitò di vedere a un festival in Irlanda un paio di anni fa e che mi colpì perché, anche se suonò per prima e nemmeno nel palco principale, sprigionò una sana e spontanea energia giovanile.

"Which Bitch?", loro secondo disco, è un lavoro riuscito, anche se difetta in originalità perché molti degli elementi qui presenti, e specialmente il sound, ricalcano quelli di band ben più importanti come Oasis, Strokes e Libertines. Il disco è stato un mezzo flop a livello di vendite, soprattutto se paragonato al loro esordio, "Hats Off  To The Buskers", un bestseller da oltre 300.000 copie che ha raggiunto anche il primo posto nella "UK Albums Chart".
Il rock veloce e rombante dei View coglie nel segno con pezzi come "Temptation Dice", "5Rebeccas", "Glass Smash", e "Double Yellow Lines", ma anche con piacevoli ballate come la solare "Give Back The Sun", la divertente filastrocca di "Realisation", la melodrammatica "Unexpected", il cui inizio violinistico pare preso dalla "Diane" dei Therapy? (rifacimento in chiave pop di una vecchia canzone degli Husker Du). Il duetto "Covers" è impreziosito dalla splendida voce di Paolo Nutini (che non ha però partecipato alla stesura del pezzo) e permeato da atmosfere rilassate alla Cousteau, "Distant Doubloon" si avvale di orchestrazioni che richiamano alla mente le colonne sonore di alcuni film della Disney. Discrete anche la flautata "Realisation" e la conclusiva "Gem of a Bird", dedicata all'ex-fidanzata del cantante Kyle Falconer.

Passando alle note dolenti, e contestando quanto detto da Falconer, il quale sostiene che finora non ha mai scritto una canzone brutta, c'è in "Which Bitch?" qualche pezzo moscio e inutile, a partire dall'introduttiva "Typical Time 2", che riprende la traccia con cui si concludeva il loro esordio legando così i due dischi. Non convincono nemmeno il singolo "Shock Horror", che  non graffia, né il maldestro tentativo rap di "One Off Pretender", e neppure la ghost-track, la strumentale e cacofonica "Casual Pterodactyl", coda di "Gem Of A Bird", copia spudorata della parte iniziale di "Alan's Psychedelic Breakfast", il brano sperimentale posto alla fine di "Atom Heart Mother" dei Pink Floyd.

Per quanto concerne i principali punti di riferimento dei View, si ritrovano le chitarre roboanti degli Oasis in "5Rebeccas", "Double Yellow Lines" e "Shock Horror", e ciò si deve probabilmente al producer Owen Morris, già al lavoro in passato proprio con i Gallagher e con i Verve, quelle secche e ossessive di Strokes e Libertines in "Glass Smash" e il cantato alla Pete Doherty, soprattutto nei pezzi più lenti. La stima verso l'ex-fidanzato di Kate Moss è testimoniata anche dalla presenza come special guest del bassista dei Babyshambles, Drew McConnell, in "Gem Of A Bird".

In definitiva "Which Bitch?" è un disco accattivante, che potrebbe catturare gli amanti di quel rock britannico fatto di canzoni semplici e piacevoli. I View, tuttavia, peccano un po' di "provincialismo", per via di quel loro sound smaccatamente british, e se hanno venduto e venderanno poco al di fuori della Scozia e del Regno Unito, non c'è da sorprendersi. Del resto non è un caso che né Pitchfork né la maggior parte delle riviste musicali italiane abbiano recensito il loro album.

(11/01/2010)

  • Tracklist
  1. Typical Time 2
  2. 5Rebeccas
  3. One Off Pretender
  4. Unexpected
  5. Temptation Dice
  6. Glass Smash
  7. Distant Doubloon
  8. Jimmy's Crazy Conspiracy
  9. Covers
  10. Double Yellow Lines
  11. Shock Horror
  12. Realisation
  13. Give Back The Sun
  14. Gem Of A Bird/Casual Pterodactyl
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