Scorpion Violente

The Rapist

2012 (Teenage Menopause Records) | synth-punk, minimal, industrial

Synth-punk sadomaso, minimal al vetriolo, elettronica degenerata.
Chiamatela come vi pare, a seconda che il vostro intento sia quello di innalzare gli Scorpion Violente a ultimo, esplosivo fenomeno della weird-wave d’Oltralpe o di relegarli anzitempo in quella che, tra qualche anno, sarà la vostra soffitta dei ricordi impolverati.
Tanto a loro va bene uguale.
Una cosa è certa: ben pochi, negli ultimi dodici anni, hanno saputo ibridare in maniera così dannatamente equilibrata il morboso industrial dei TG, lo sperimentalismo chirurgico dei Cabaret Voltaire e i pioneristici, graffianti raid sintetici dei Suicide… O forse nessuno, chissà.
Se poi a tutto ciò aggiungete un dettaglio non indifferente, ovvero che questo psicotico duo che arriva da Metz, Nord Est della Francia, fa anche muovere il culo a centinaia di giovani e a non pochi discepoli impenitenti di mamma P-Orridge, il quadro della situazione è presto fatto.

Forti dell’elettrizzante sincretismo di stili dell’Lp d’esordio “Uberschleiss” – e prima ancora nei due 7” untitled – Nafi “Scorpion” e Toma “Violente” ripiombano nei club più deviati dell’eurozona con “The Rapist”, mini-album dalla copertina meravigliosa in cui campeggia il protagonista di un adattamento nipponico a basso costo della serie tedesca “Derrick”, pubblicato in 666 copie in vinile dalla Teenage Menopause Records, etichetta sull’asse Parigi-Bruxelles. Ritmiche marziali in mise dance e ipnotismi minimal (“Pumping Iron”), farfugliamenti à-la Richard H. Kirk e drum machine insistente (“Backdoor Action”), putride infezioni dei Cold Cave di “Love Comes Close” (“Strychnine”) ed echi lontani di Whitehouse un po’ ovunque, sono i sentieri degenerati che conducono all'eponima “The Rapist”, che si circonda, nei suoi undici minuti di durata, di un alone di intenso e velenoso esoterismo.

In chiusura, arriva “Greazy Smile”, l’autentico “stupratore” del quintetto, inarrestabile nel suo incedere con passo simile a quello di una creatura degli Haus Arafna, ma inaspettatamente “amorevole” nel congedarsi dalla sua vittima, nel momento in cui le dedica un inquietante estratto di “Can’t Help Falling In Love” di “The King” Presley.

(22/11/2012)



  • Tracklist
1.    Pumping Iron
2.    Backdoor Action
3.    Strychnine
4.    The Rapist
5.    Greazy Smile

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