AVI BUFFALO - At Best Cuckold

2014 (Sub pop)
alt-pop

A distanza di ben quattro anni dal discreto esordio omonimo, i quattro californiani di Long Beach ci riprovano, stavolta con un album che, a detta dello stesso guitar vocalist della band, Avigdor Zahner-Isenberg, sarà una sorta di ideale tributo alle ballad. Oltre a questo fattore, la cosa che colpirà al primo ascolto sarà una certa scelta di distanziarsi dalle affinità col surf-pop dei Beach Boys, non certo rinnegati ma comunque collocati abbastanza lontano da non diventare una scomoda pietra di paragone. Altra cosa che prontamente salta all’orecchio è la globalità delle caratteristiche di questi giovanissimi statunitensi, che potrebbero quasi ergersi a ideale rappresentazione iperuranica del concetto di indie-band, a partire dalla voce incredibilmente consueta nel genere, sia come timbrica sia come stile, tendenzialmente asciutto.

Eppure, sia la straordinaria opening track (“So What”), sia la coda del brano seguente (“Memories Of You”) lasciavano intendere qualcosa di ben diverso rispetto alle banalità del cosiddetto indie-pop, qualcosa di più vicino alle sonorità di Toy o Tripwires, pur con maggiore volubilità e certamente ripulito dagli elementi preponderanti dello shoegaze. Proprio partendo da “Memories Of You”, nella quale si potranno intravedere anche cenni di psichedelia vintage, si riescono a delineare i connotati di quello che sarà uno dei punti di riferimento principali dell’opera, o comunque una delle figure che più parranno tenute a mente nella composizione dei brani, e cioè l’indimenticato cantautore di Omaha Elliott Smith (“Can’t Be To Responsible”, “Think It’s Gonna Happen Again”).

Con la coda dell’occhio ben rivolta al passato, anche folk-pop oltre che cantautorale, di Bob Dylan e Neil Young (“Two Cherished Understandings”), oltre che del già citato Smith, e muovendo dalle più intime e romantiche  espressioni beatlesiane (“She Is Seventeen”), Avigdor Zahner-Isenberg (voce e chitarra), Sheridan Riley (batteria), Arin Fazio (basso) e Rebecca Coleman (voce, tastiere) tentano un timido slancio verso nuove sonorità, aggrappandosi alle lezioni alt-rock di Belle & Sebastian e Yo La Tengo (“Found Blind”) e gettandosi in quella mischia un po’ dreamy e un po’ twee-pop che racchiude The XX e The Pains Of Being Pure At Heart.
Non saranno però questi i brani più convincenti di un album che, proprio in chiusura, mostrerà uno dei suoi lati più belli alla pari della prima traccia, pur ostentando differenze stilistiche enormi. In chiusura, con “Won’t Be Around No More” gli Avi Buffalo daranno prova di tutta la loro maestria nella rilettura di un passato che ha tutte le carte in regola per farsi portavoce anche delle tensioni nervose del presente. Un brano che ricorderà molto i grandissimi Girls di Christopher Owens, pareggiandone i momenti di più elevata espressione artistica e che, in accoppiata con i primi brani di “At Best Cuckold”, sarà l’unico motivo per cui questo disco e questa band non spariranno presto dalla mia testa.

11/09/2014

Tracklist

  1. So What
  2. Memories Of You
  3. Can't Be Too Responsible
  4. Two Cherished Understandings
  5. Overwhelmed With Pride
  6. Found Blind
  7. She Is Seventeen
  8. Think It's Gonna Happen Again
  9. Oxygen Tank
  10. Won't Be Around No More

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