Basta l’artwork della cover per sintetizzare la detonazione devastante, caotica e confusa immortalata in un attimo casuale che è quanto scoverete nei circa quarantasei minuti di “Blahblahrians”, nuovo lavoro del duo transalpino Lucas Garnier e Marine Pellegrini. A mettere subito le carte in tavola ci pensa la strabiliante opening track (“Retro Retardo”), in cui la voce di Marine Pellegrini ci violenta con un rap atonale e versatile al tempo stesso, strozzato da trilli, basi sintetiche e ritmiche potenti. Timbrica e intonazione di tutto rispetto per l’artista francese e liriche mordaci e spiazzanti anche nella parte prettamente linguistica reduce da una irreale scalata d’una torre biblica.
I punti di riferimento per quest’opera prima targata Erotic Market sono ancor più esternati con lo scorrere della tracklist. Pezzi dalle melodie electro-pop industriali (“It’s A Breaking”) particolarmente interessate all’aspetto estetico puro si alternano a synth-pop-punk soffusi e a un art-pop ardito che ricorda perfettamente le derive r’n’b e afro di certi Knife (“I Want To Be Some Booty”, “Blah Blah”, “Are U Cool”, “Clitacasm”, quest’ultimo secondo dei tre intermezzi con “She-Ass” e “Weird Arabic Stuff”).
Una sorta di etno-pop miscelato a rappate in assoluto stile British che non può non richiamare alla memoria le note della celebre M.I.A. (“Retro Retardo”, “Societoy”) mentre le contiguità col duo svedese Karin Dreijer (Fever Ray), Olof Dreijer (Oni Ayhun) s’interrompono nell’attimo in cui gli Erotic Market rinunciano a calcare la mano sugli aspetti più oscuri, sperimentali ma anche violenti e dance del synth-pop offrendo un risultato ben più apprezzabile da chi cerca nel genere una freschezza ingegnosa, maliziosa e intrigante ma nello stesso tempo non eccessivamente soffocante.
C’è un’evidente attenzione a una corretta e puntuale ricerca dei suoni artificiali in quest’album; il risultato ha quella capacità di suonare vintage e conseguentemente modernissimo riuscendo ad avvolgere la voce di Marine Pellegrini con determinazione senza mai soffocarla, tanto che la stessa trova diversi spazi per emergere e mettere in mostra tutti gli aspetti del proprio stile, dai fianchi più malinconici e delicati (“Blue Blue”) fino a quelli più aggressivi. Tra i diversi punti di partenza per questo “Blahblahrians” abbiamo citato M.I.A. e Knife, eppure altri spunti vi saranno forniti dall’ascolto delle quattordici tracce.
Non ultimo, ad esempio, il legame con l’elettronica al sapore r’n’b di James Blake (“I Want To Be Some Booty”) ma anche l’approccio particolarmente hip-hop della voce o quello più noise e psych (“Bitchy Muses”, “Ddddrunk”) di Lucas Garnier; evidenti anche alcune strizzate d’occhio al garage-rock più giovane (“Snakes”). Per non lasciare scontento nessuno, spazio infine per un remix (“It’s A Breaking (Everydayz Remix)” che un po’ stona dentro la scaletta di “Blahblahrians”, ma, tutto sommato, è un gradevole regalo per chi vuole chiudere l’ascolto smuovendo ancora un po’ il culo.
“Blahblahrians” è un debutto che difetta di tutti i problemi d’immaturità che paiono essere prerogativa degli esordi, perché se è vero che gli Erotic Market non hanno più di due anni di vita, è altrettanto vero che Lucas Garnier e Marine Pellegrini hanno un’esperienza decennale nell’ambiente jazz e, per di più, giungono a questo pseudo-prologo dopo aver già pubblicato diverse opere sotto il moniker N’Relax.
Per farla breve, non è mai troppo tardi per scoprire di poterci stupire e “Blahblahrians” è proprio quello che ci serviva.
01/08/2014