Pandora

Ten Years Like In A Magic Dream

2016 (AMS Records) | progressive

A dieci anni dal loro esordio discografico, per i piemontesi Pandora è tempo di bilanci e di celebrazioni. Il loro quarto Lp, "Ten Years Like In A Magic Dream", è fondamentalmente questo; un auto-riconoscimento alla propria carriera, un omaggio commosso a tutti quei musicisti che hanno contribuito alla propria formazione e a quello che oggi sono Beppe Colombo, Claudio Colombo e Corrado Grappeggia. Al trio si aggiunge la pittrice e cantante Emoni Viruet, autrice della bellissima cover.

I Pandora ripercorrono la propria storia dal presente alle origini, dividendola in tre capitoli; il presente, caratterizzato da versioni alternative di quattro brani della loro precedente discografia cantati in lingua inglese; una fase intermedia che omaggia i giganti del miglior prog italiano, il Banco; infine i frammenti dal passato, un vero inno al prog che fu, quello che oggi definiamo classico ma che in origine era rivoluzione. I gruppi scelti per la celebrazione sono gli ELP, grazie ai quali i Pandora ricordano il maestro delle tastiere Keith Emerson, scomparso prematuramente nel 2016, i Marillion, gli Yes e i Genesis, già ricordati nel terzo poderoso brano "Turin 03.02.1974", in cui i Pandora ricordano uno dei concerti del tour italiano della band di Peter Gabriel.
Per realizzare il progetto vengono chiamati a partecipare musicisti di primissimo livello; da Vittorio Nocenzi (Banco), che suona il moog in "Canto di primavera", a David Jackson (Van Der Graaf Generator), dal violinista Andrea Bertino al bassista Dino Fiore dei Castello di Atlante. 

Il risultato è una sorta di festa progressive che - negli anni della scomparsa di Keith Emerson, Greg Lake, Francesco Di Giacomo e Chris Squire - non può che fare piacere. Come sempre, grande tecnica e grande preparazione musicale; i brani originali dei Pandora sono delle mirabolanti opere prog che nulla hanno da invidiare alle imponenti suite di rock sinfonico degli anni 70. La scelta delle cover non cade su classici immortali del genere, ma su brani meno noti; addirittura due dei cinque brani sono degli anni Ottanta, un decennio in cui il prog - a parte poche eccezioni - non ha certo vissuto i suoi anni migliori.
La scelta più commovente e nostalgica - nonché il brano più interessante - è la cover di "Lucky Man" del primo album degli Emerson, Lake & Palmer, rivisitazione totalmente diversa dall'originale che commuove se si pensa all'immenso lascito, troppo spesso sottovalutato, di Emerson e Lake.

(10/01/2017)

  • Tracklist
Fragments Of The Present

  1. Always And Everywhere
    • Overture: Fantasia In Pandora Major
  2. The Way You Are
  3. Turin 03.02.1974
  4. Drunken Poet's Drama

Temporal Transition

  1. Passaggio di stagioni
    • Lamenti d'inverno
    • Canto di primavera (B.M.S.)

Fragments Of The Past

  1. Second Home By The Sea (Genesis)
  2. Man Of A Thousand Faces (Marillion)
  3. Ritual - Part 2 (Yes)
  4. Lucky Man (EL&P)
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